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L'Intervista

Rhodense, il tecnico degli Esordienti Patrick Corio: «Per me è importante esserci in qualunque situazione, spesso mi è capitato di aiutare i miei atleti a fare i compiti»

L'allenatore dei 2009 è uno dei caposaldo della società nerarancio: da più di vent'anni segue i ragazzi nel biennio degli Esordienti a fare il grande salto nell'agonistica

Rhodense Esordienti

Gli Esordienti allenati dal tecnico Patrick Corio in una foto di squadra

C'è chi entra a fare parte di una società e non la lascia più: questo è proprio il caso di Patrick Corio, colui che da più di vent'anni è nella famiglia della Rhodense e ne allena i suoi atleti. Da molto tempo, si occupa dei ragazzi che entrano nel biennio degli Esordienti, aiutandoli, di fatto, a compiere l'importante salto nell'agonistica: «Nella mia squadra», racconta «ci sono diciotto ragazzi. Abbiamo iniziato a lavorare insieme l’anno scorso con tutte le attenzioni del caso, vale a dire grazie agli allenamenti individuali. È un gruppo composto da buone individualità, ma quello che ha fatto davvero la differenza in questi mesi è stato lavorare in maniera tranquilla. Tutto questo è stato possibile anche grazie alla grande collaborazione dei genitori, i quali ci aiutano a creare un ambiente sano».

Con la partita giocata contro il Vighignolo l’11 dicembre scorso, la squadra è stata incoronata la regina del girone, classificandosi prima. A tal proposito, Corio racconta: «Il livello era medio. Le uniche che ci hanno messo davvero in difficoltà sono state il Cimiano e l’Atletico Alcione; quest’ultima è superiore a noi tecnicamente parlando. Nel corso dei mesi, siamo riusciti anche ad organizzare delle partite con squadre professionistiche come Milan, Lecco, Pro Patria, Alessandria, match che sono andati davvero molto bene».

Corio fa parte di una società che è sempre stata molto attenta e sensibile al tema del sociale: un esempio concreto è la colletta organizzata a ridosso delle vacanze natalizie in collaborazione con la Caritas di Rho che ha consentito di aiutare numerosi senzatetto della città. Ad essere di grande aiuto in quella situazione sono state gli atleti e le loro famiglie, gli stessi che in Rhodense sono sempre ben accolti: «Cerchiamo sempre di coinvolgere i genitori in quello che facciamo, anche nei corsi che organizziamo, ma con la situazione attuale è po’ difficile. Ed è una cosa che facciamo anche con i nostri tesserati: cerchiamo di aiutarli e di essere sempre presenti, anche dal punto di vista scolastico. Dal canto mio, mi interesso al loro percorso di studi, chiedo loro come vanno a scuola e spesso mi capita anche di aiutarli con i compiti. Io ho vissuto i miei primi anni di vita in Francia, e quindi ogni tanto capita che mi chiedano aiuto con il francese. Sono tanti anni che sono alla Rhodense: ho iniziato ad allenare a Lainate, poi mi sono spostato al Mazzo e subito dopo sono arrivato in questa società. All’inizio non c’era il settore giovanile, lo abbiamo formato lentamente e con il tempo siamo riusciti a portare la prima squadra in Eccellenza. In questi anni, siamo sempre stati in Promozione o in Eccellenza, riuscendo a portare con noi qualche ragazzo uscito dal nostro settore giovanile: questo, in fin dei conti, è il nostro obiettivo, la nostra mentalità, vale a dire portare avanti i ragazzi il più possibile. E questo pensiero lo abbiamo anche nella pre agonistica: anche in questo contesto, la cosa importante è portare avanti più ragazzi possibili nell’agonistica». Perché ha scelto di allenare nell'attività di base? «Mi piace lavorare in questa fascia perché riesci ancora a dare delle regole e ad insegnare. Poi, passati nell’agonistica, i ragazzi subiscono un po’ più di pressione e questo, a volte, toglie anche il divertimento. A me piace stare con miei atleti, divertirmi e farli divertire», conclude. 

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