Cerca

L'intervista

«Ci si sta accorgendo degli errori commessi in questi ultimi anni nei confronti delle ragazze»

Anche Paolo Medea, tecnico di grande esperienza nei settori giovanili milanesi, affascinato dal mondo del calcio femminile

«Ci si sta accorgendo degli errori commessi in questi ultimi anni nei confronti delle ragazze»

«Gli ultimi sei anni li ho passati ad allenare lo stesso gruppo di ragazzi. Erano dei Pulcini, adesso sono Giovanissimi». Così comincia il racconto del tecnico e responsabile Scuola Calcio Niguarda Calcio, Paolo Medea. «Di solito non è consigliabile stare tanto a lungo con gli stessi ragazzi, ma ne abbiamo passate tante insieme basti pensare agli ultimi anni di pandemia. Sono entrato in società perché era quella del mio quartiere e molti genitori/amici mi avevano chiesto di allenare i propri figli. Ora però è tempo di lasciarli andare, devono imparare metodi nuovi e tecniche di gioco differenti da quelle da me insegnate». Medea vorrebbe cambiare posizione in società, preferirebbe un ritorno alle origini a quando allenava le squadre agonistiche. Dal cilindro del suo curriculum vengono tirate fuori due esperienze importanti per la sua formazione: gli anni passati al Cinisello e quelli al Baranzate.



«In questi vent’anni attraverso il calcio ho imparato a coltivare soprattutto i rapporti. Mi sento ancora con i ragazzi che ho allenato agli inizi, i Pulcini classe 96 ad esempio e mi mancano moltissimo i miei mentori, Premoli direttore sportivo del Cinisello e Fulvio Valtellina dirigente manager del Baranzate. In queste due società fin da subito ho allenato nel settore agonistico portando a casa due campionati e arrivando per due volte nei gironi regionali con il Baranzate e alle regionali con il Cinisello. Negli anni ho capito che con i ragazzi più grandi mi sento più a mio agio perché posso essere più diretto nell’esprimermi. I bambini sono fantastici, ma bisogna essere dotati di grande sensibilità per lavorare con loro. Qualunque cosa si dica loro per correggerli dev'essere pesata, bisogna tenere sempre a mente che sono dei bambini».

Lo sport di squadra insegna molte cose, la disciplina e il rispetto ad esempio. «Mettere d'accordo 10/15 teste non è un'impresa facile bisogna trovare il modo di valorizzare i singoli per solidificare il rapporto d'insieme. Sono i tecnici che devono dare per primi l'esempio. Ogni giorno tento di dimostrare che son lì per aiutare e non per mettere in mostra le mie capacità. Se chiedo una cosa devo essere il primo a dare il buon esempio: sulla puntualità, sull'impegno, sulla sportività». 
Potendo scegliere il tecnico svela su quale settore dedicherebbe anima e corpo: «Mi piacerebbe mettermi a servizio del settore femminile, allenare una squadra di ragazze. C'è una differenza enorme con il settore maschile, le ragazze hanno una voglia pazzesca di farcela, di superare certi pregiudizi che non gli hanno ancora permesso di godere a pieno di questo sport. Si sta svegliando da pare di tutti una certa consapevolezza, ci si sta accorgendo degli errori commessi in questi ultimi anni nei loro confronti. Sicuramente mettere a servizio di questo settore la mia esperienza arricchirebbe di molto il mio bagaglio personale, il mio capitale umano.

Vorrei che le mie conoscenze fossero utili a chi davvero ne ha un bisogno viscerale, per chi questo sport lo considera una ragione di vita un modo diverso per lottare. Forse è il senso di gratitudine che provo nei confronti dei miei maestri e colleghi che mi spinge a desiderare di rendermi utile. Nel mio cuore ci sono persone come Franco Pasqualini, dirigente tutto fare del Baranzatese, Michele Invernizzi responsabile Scuola Calcio Aldini, Mauro Bolis il Direttore Sportivo del Niguarda Calcio, per non parlare della mia famiglia che mi ha permesso di vivere la mia passione per il calcio».



Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400