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L'ultimo saluto ad Adrien: «Il ragazzo dalla bontà infinita, che aiutava i più deboli e possedeva 'tre mogli': la mamma, la sorella e la cara Beatrice»

Al campo del Cit Turin la toccante cerimonia a cui hanno presenziato anche le autorità istituzionali, dal presidente del comitato regionale Lnd Piemonte Valle d'Aosta, Christian Mossino, all'assessore della città di Torino, Paolo Chiavarino

Ultimo saluto ad Adrien Sandjo: più di un centinaio di persone hanno partecipato alla funzione religiosa

Fiori, sciarpa rossoverde e palloncini in memoria di Adrien Sandjo

Grande commozione per l'ultimo saluto ad Adrien Sandjo, attaccante classe 2003 del Cit Turin, deceduto lo scorso 23 dicembre a seguito di un malore accusato il giorno precedente in occasione del raduno della Rappresentativa Regionale Under 19 di Licio Russo al campo del Beppe Viola.

Un gran numero di persone, più di cento, hanno partecipato alla funzione religiosa celebrata sul campo di corso Ferrucci: presenti anche diverse autorità istituzionali come Christian Mossino, presidente del comitato Piemonte-Valle D'Aosta della Lnd, e Paolo Chiavarino, assessore del Comune di Torino, oltre che il massimo dirigente rossoverde, Angelo Frau, e l'allenatore della Rappresentativa U19, Licio Russo

La commozione ha fatto da padrone tra i molti presenti sul terreno di gioco, in particolar modo sul volto provato dei familiari, dell'adorata mamma Edwige Danny e della fidanzata di Adrien, la dolce Beatrice. Non sono infatti mancate le lacrime, soprattutto di coloro che sono saliti sull’altare per spendere qualche parola in ricordo del giovane talento rosso verde. Lo stesso Christian Mossino era visibilmente emozionato in quanto «anche io sono un padre e posso immaginare il dolore provato dalla famiglia di Adrien»

L’intera omelia - celebrata da Don Riccardo Baracco, parroco della parrocchia Sacro Cuore di Gesù, e Don Claudio Belfiore,  Direttore dell'Istituto Agnelli, dove Adrien ha frequentato il centro di formazione professionale - è stata accompagnata da un rigoroso silenzio, interrotto solamente alla fine con un lungo e coinvolgente applauso quando, a cerimonia conclusa, il carro funebre si è diretto in direzione del cimitero. Poco prima che questo partisse, la madre, che fino a quel momento aveva contenuto il più possibile il proprio dolore, è emotivamente crollata in un lungo pianto: il momento sentimentalmente più intenso dell’intera mattinata.

 

Le esequie hanno preso il via alle 10 con l'altare disposto al centro del terreno di gioco mentre i famigliari, le autorità, gli amici e i conoscenti si sono posizionati a semicerchio, rigorosamente distanziati l'un dall'altro, di fronte alla bara. Su di essa vi era appoggiata una maglia del Torino con il numero 9 e il nome di Adrien. A pochi metri di distanza non poteva mancare un pallone da calcio, con attorno una sciarpa rossoverde a ricordare i colori sociali del Cit Turin, firmato da amici e conoscenti del giovane talento. A lato dell'altare sono poi stati messi palloncini di diversi colori: bianchi, blu, rossi e verdi. 

Al termine della funzione esequiale durata ventisette minuti, diversi partecipanti alla cerimonia hanno voluto prendere la parola per ricordare Adrien e raccontare il proprio rapporto con lui. Il primo a parlare è lo zio Tan Bini il quale racconta che «avevo scritto un discorso su un foglio di carta ma so che non riesco a leggerlo perché la bontà di Adrien non può essere scritta. Lui era così giovane ma aveva già diverse responsabilità, possedeva tre mogli: la mamma, la sorella e la sua cara Beatrice. Volevo semplicemente ringraziare tutte le persone venute qui e che hanno avuto la volontà di stare vicino a noi, a partire dagli amici ma senza dimenticare le autorità, il Comune di Torino compreso, e la squadra. Davvero grazie di cuore».

Molto toccante anche il ricordo della maestra della scuola elementare di Adrien: «Quando è arrivato in classe, ha portato grande scompiglio nel senso che non parlava l'italiano e non conosceva alcunché della scuola. E' stato comunque accolto con amore sia da me che dai suoi compagni di classe. Adrien ci ha chiesto tantissimo ma ci ha anche dato tanto: con il passare dei giorni, lui ha subito capito che la scuola è talmente bella ed importante da diventare il suo mondo dopo la madre e la sorella. Ho avuto veramente pochi alunni educati e studiosi come lui. Era una creatura meravigliosa ricca di talenti: ha corso velocemente perché voleva realizzare i suoi tanti sogni i quali non riguardavano solamente il calcio. Voleva infatti diventare un professore di italiano, motivo per cui ha imparato in tempi brevi la lingua, oltre che diventare famoso nel mondo sportivo, cosa che ci stava quasi riuscendo. Era pieno di voglia di vivere. Nel mio ultimo incontro con lui, avvenuto quattro anni fa, mi raccontava che il suo rendimento al liceo linguistico era molto buono: amava le lingue ma era bravissimo anche nella comunicazione, comprendeva tutti. In classe era colui che difendeva i più deboli e faceva capire a chi voleva approfittarsene di non farlo. Vorrei che Adrien diventasse un modello di vita: il mio desiderio è che tutti i suoi conoscenti prendessero esempio da lui che amava enormemente la vita, nell'amore e nel dedicarsi agli altri c'è sempre un significato».

Poi in tanti, tantissimi hanno voluto dedicare parole ed emozioni al ricordo di Adrien: l'Istituto Magarotto, la sua madrina della comunione e della cresima «...io voglio ricordare Adrien per il suo sorriso disarmante, ciò che mi ricorderò più volentieri è proprio questo insieme al suo messaggio vocale inviatomi in cui esprimeva la sua gioia per essere stato convocato in Rappresentativa, che era proprio il suo sogno»Paolo Chiavarino «Porto il cordoglio e il dolore più sentito da parte della città di Torino e della comunità torinese alla famiglia, al presidente Frau e a tutti gli amici. La generosità di Adrien e dei suoi parenti, in primis sua mamma, prende l'esempio più grande nella donazione degli organi, un gesto che permetterà di salvare la vita ad altre persone, motivo per cui voglio esprimere un enorme riconoscimento e ringraziamento verso la sua famiglia per questo gesto importante che abbatte le barriere di carattere religioso, ideologico e geografico», la sorella Germaine e il cugino Angelo «Il mio rapporto con lui è stato fin da quando eravamo bambini. Per me Adrien era molto più di un cugino: oltre ad essere come mio fratello, era anche il mio migliore amico. Noi due condividevamo ogni situazione che ci riguardasse, sapevamo davvero tutto l'un dell'altro. Aveva la capacità di cambiarmi in meglio le giornate, gli ho voluto e gli vorrò sempre un gran bene. Era come se fosse l'altra metà di me».


Il presidente Christian Mossino ha invece voluto portare «il cordoglio e le condoglianze di Gabriele Gravina, dell'intera FIGC, di Giancarlo Abete e di Giovanni Malagò oltre che di tutto il comitato regionale piemontese e valdostano. E' veramente difficile trovare le parole per esprimere ciò che i nostri cuori provano in questo momento. Vorrei inoltre condividere con voi una riflessione: spesso e volentieri ci ricordiamo delle cose belle solamente in queste situazioni, dovremmo riuscire il più possibile a conoscerci, ad amarci e a rispettarci in modo che ognuno di noi possa trovare ciò che Adrien ci ha insegnato nel corso della sua vita, ossia essere generosi e aiutare il prossimo e le persone che ci stanno più vicine quotidianamente».

L'ultimo saluto è stato poi pronunciato dal presidente rossoverde Angelo Frau che ha confermato ancora una volta che Sandjo «avesse una straordinaria passione non solo per il calcio ma anche per il suo corpo e tutti gli aspetti che lo riguardassero. Mi sono sentito enormemente desolato quando ho saputo che il suo cuore si era fermato: avevo voglia di gridare la rabbia. E' bello pensare che, grazie ai tuoi organi, ci siano altre persone che possano continuare a vivere. Desidero ringraziare tua mamma per questa decisione e tutti coloro che hanno mostrato solidarietà in questo periodo. Il Cit Turin LDE farà di tutto per garantire la sicurezza all'interno del suo impianto oltre a continuare ad essere attenti e scrupolosi con le visite mediche».

Il massimo dirigente ha poi consegnato, attraverso le mani di due bambine, alla famiglia di Adrien la sua gigantografia con la maglia della Rappresentativa di Licio Russo in modo che questo resti come un bel ricordo sia per la mamma che per tutti i parenti. In conclusione della cerimonia alcuni giocatori del Bacigalupo, squadra che deteneva il cartellino di Sandjo, hanno appoggiato sulla bara una maglia nerazzurra in suo onore. Subito dopo i palloncini, presenti inizialmente a lato dell'altare e poi distribuiti a ciascun partecipante alla funzione religiosa, sono stati fatti volare in cielo simbolicamente verso di lui.

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