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Riceviamo e pubblichiamo

Ci scrive il genitore di un giovane calciatore: Con la vaccinazione tolgono lo sport ai ragazzi

Molte le lettere giunte in redazione, pubblichiamo quella che espone il problema con toni più pacati. Basta violenza

Lettera di un genitore

Facciamo in modo che i ragazzi tornino a sorridere: mettiamo da parte le paure, crediamo nella scienza

Buonasera, […]. Ora però dovreste fare qualche cosa per far notare che con l’ultimo decreto, diversi calciatori minorenni vengono privati di praticare lo sport per cui hanno speso tantissime energie negli ultimi 10 anni della loro vita, attraverso uno strumento discriminatorio. Non essendo una categoria assolutamente a rischio di infezione grave, hanno deciso di non vaccinarsi, uno di questi è mio figlio un giocatore 2006 che partecipa ai campionati regionali. Oltre a lui nella stessa squadra non possono calcare il terreno di gioco altri 3 ragazzini. Si parla tanto dei problemi psicologici causati dal non frequentare la scuola, mi chiedo cosa potrà causare a livello psicologico non fare più sport, solo per il fatto di aver scelto di non vaccinarsi. Perché per loro lo sport è rincorrere un sogno è stare insieme ai compagni di squadra, perché per loro a quell’età lo sport vuol dire questo ed questo che gli stanno togliendo. Mi chiedo come possa proprio lo sport discriminare ragazzi e ragazze sane, disposti a sottoporsi prima di ogni allenamento ad un tampone per certificare il loro stato di non positività, che in un certo senso risulta anche più tutelante rispetto ad un vaccinato che essendo in possesso di super green pass non viene monitorato ma può essere contagioso. Spero che un giornale così seguito, pur non prendendo una posizione in merito, possa portare a conoscenza che sono molti i ragazzini ai quali viene privato di giocare, nella speranza che si possa sensibilizzare lega e governo a ponderare meglio le proprio scelte. Grazie.

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Ne abbiamo ricevute un bel po’. Sia sotto forma di email sia come messaggi sul nostro numero di telefono pubblico. Abbiamo però deciso di pubblicare solo quella che trovate qui sopra perché, di fronte a un problema così importante come la vaccinazione obbligatoria per i ragazzi, non possiamo contribuire ad incitare all’odio. A questo ci pensano già i social con il loro quotidiano carico di notizie farlocche. La mail di Deliperi merita considerazione, anche quando ci chiede di denunciare il problema magari non prendendo una posizione. Facile a dirsi difficile a farsi. Soprattutto per un giornale come il nostro che non è abituato a nascondersi. Nemmeno nel nome delle copie o per un po’ di pubblicità. È la nostra storia. Il bello e il brutto della nostra storia che quest’anno compie 65 anni. E sappiamo anche che esprimendo il nostro pensiero per qualcuno la delusione sarà cocente.

Perché vaccinarsi non è una scelta, è un dovere. E non solo questo, è un gesto di rispetto. Se rispetti il prossimo, ti vaccini. Se vuoi che tutti siano più protetti, ti vaccini. E lo sport, luogo sociale in cui si insegna il rispetto per le regole e per il prossimo, non commette alcuna ingiustizia o gesto discriminatorio se ti dice di aiutare chi ti sta accanto. Capiamo che è difficile per un padre vedere che il figlio non può scendere in campo con gli altri, ma capiamo anche che è doveroso fare del campo un ambiente in cui i propri figli, e i figli di ogni genitore, possano divertirsi pensando solo alla partita, e non alla possibilità di contagiarsi, con tutte le conseguenze che possono verificarsi. Così come sappiamo che è difficile prendere il proprio figlio e portarlo a vaccinarsi. Ma non solo adesso, che dobbiamo proteggerci dal Covid, anche quando si è trattato di fare i tradizionali vaccini ho sentito una fitta al cuore. Anche quando a scuola, il liceo che frequentava mio figlio, ci fu un caso di meningite e il medico curante ci consigliò, oltre alla profilassi, il vaccino. Fu mio figlio a darmi coraggio perché quando gli chiesi se lo voleva fare non ebbe alcuna esitazione. Se vogliamo uscire dalla pandemia dobbiamo aumentare il numero dei vaccinati. Questo ci sta dicendo la scienza. Ed io credo nella scienza. Sono diffidente nei confronti delle aziende farmaceutiche questo sì, nella scienza no. La mia generazione ricorda i tempi in cui non esistevano i vaccini, ricorda quando il morbillo creava disabilità importanti negli adulti e quasi nulla ai ragazzi, eppure fummo tutti vaccinati. Ci ricordiamo della poliomielite e del terrore che procurava anche solo a sentirne il nome nelle nostre famiglie. Degli orecchioni. Tutte malattie praticamente scomparse grazie proprio ai vaccini.

Tutti coloro che dicono che vaccinarsi contro il Covid è sbagliato sono smentiti giornalmente dai morti. Ma soprattutto non propongono nulla che si possa mettere in pratica nell’immediato. «La storia vi giudicherà - ha scritto un nostro lettore - se prenderete posizione a favore dei vaccini sui ragazzi». Ma anche lui non spiega cosa andrebbe fatto. Vaccinare i ragazzi non è una scelta che può essere fatta a cuor leggero. Soprattutto per un genitore. Ma in una società dove prevalgono i furbi - aspettiamo che lo facciano gli altri - il destino è segnato.

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Commenti all'articolo

  • Claudio Verretto /3

    04 Febbraio 2022 - 15:42

    Buongiorno, molto interessante il suo commento. Deduco che sia un'esperta sulle iniziative dell'Onu e allora colgo l'occasione per chiederle cosa ne pensa dell'MGF visto che ne parlerà il 6 febbraio quando si terrà la giornata Internazionale Tolleranza Zero. Occupandoci di calcio femminile sono argomenti che non devono passare inosservati. Grazie

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  • ambergamo14

    17 Gennaio 2022 - 07:52

    Buongiorno Scrivo in merito all ‘ articolo sullo sport negato. Lo sport è un diritto di ogni ragazzo. Questo è sancito dalla carta dei diritti dell’Onu. Il punto è la palese violazione del diritto e la certezza che questo vaccino non immunizza. Quanti ragazzi vaccinati positivi nelle squadre? Quante squadre ferme per questo? Quale è quindi il senso comunitario di questa scelta?

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