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L'Intervista

Scappata dall'Ucraina, ora gioca con la BaSe 96: la storia della piccola Anna

«Vederla giocare con gli altri bambini, sorridente, nonostante le situazione, è veramente una gioia», le parole del direttore Zambelli

Scappata dall'Ucraina, ora gioca con la BaSe 96: la storia della piccola Anna

La piccola Anna Radomska con la maglia della BaSe 96

La piccola Anna Radomska, nelle ultime settimane, è diventata un po' il simbolo della BaSe 96. Scappata dall'Ucraina insieme a sia mamma e sua sorella più grande, è arrivata a Seveso dalla zia, mentre il padre è rimasto in patria. Dopo una prima settimana di assestamento per la piccola - che è nata nel 2013 - il cugino è riuscito a coinvolgerla nell'attività sportiva della BaSe 96, riuscendo a portarla al centro sportivo per svagare un po'.

I 2014 della BaSe 96 con anche la piccola Anna

Lo ha raccontato il direttore sportivo del settore giovanile Luigi Zambelli, che ha detto: «Non appena ci hanno chiesto se fosse possibile farla non tanto allenare quanto divertire sui nostri campi la risposta è stata immediatamente sì. Lei giocava già a calcio in Ucraina e adesso lo fa con noi, riuscendo a svagare un po' dopo le preoccupazioni dovute alla situazione che tutti noi conosciamo». La società, infatti, si è messa immediatamente a disposizione di Anna, fornendole non solo solo il kit della BaSe ma anche «quello ufficiale del Monza, essendo noi Centro Tecnico. Lei è stata veramente felicissima di ricevere tutto questo materiale, perché si è sentita ben voluta».

In questi giorni Anna continua a frequentare il centro sportivo, allenandosi con i 2014: «La stiamo coinvolgendo in tutte le attività possibili. Il cuginetto ci fa da interprete e così lei riesce ad entrare nelle dinamiche del gruppo. In questo modo abbiamo aggirato le barriere del linguaggio. Le abbiamo fatto noi la visita medica e ora ci stiamo adoperando per tesserarla: i campionati sono ancora in corso e ci piacerebbe farla scendere in campo nel weekend, visto che lei si diverte. Poi è chiaramente una soluzione temporanea, perché la speranza della mamma è di poter tornare in Ucraina quando tutto sarà finito».

Il direttore sportivo del settore giovanile Luigi Zambelli in compagnia di Anna

Fino a quel momento, però, Anna sarà certamente ben accolta alla BaSe, che la sta vivendo adesso come una piccola "bandiera". Lo ha spiegato bene Zambelli: «Vederla al centro sportivo, sempre sorridente, è veramente una gioia. Le vogliamo tutti bene e ognuno di noi ha sempre una parola o un gesto affettuoso per Anna. E lei sta apprezzando. Dopo il primo allenamento è venuta a salutarmi: tutti quanti quando mi vedono mi dicono "ciao dire", lei si è avvicinata e ha detto "ciao D". Devo ammettere che, nonostante io abbia la fama di essere un uomo tosto, mi sono salite le lacrime agli occhi per la commozione».

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