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Ci eravamo tanto amati, o forse no, il dubbio di Christian Mossino

Per la successione ci sarà una battaglia senza esclusione di colpi, e non ci guadagnerà nessuno, in primis le società

Ci eravamo tanto amati, o forse no, il dubbio di Christian Mossino

Christian Mossino, Elisa Candido, Eudo Giachetti, Gianni Ventura

Una matassa ingarbugliata, incomprensibile anche alle menti più fini. Fattostà che la successione di Christian Mossino, alla presidenza del Comitato regionale Piemonte Valle d'Aosta della Lega Nazionale Dilettanti, se non verrà dipanata al più presto, rischia di portare la regione dritta dritta al commissariamento.

Il 21 marzo scorso l'Assemblea elettiva della Lega Nazionale Dilettanti ha consegnato nelle mani di Mossino la vice presidenza vicaria nazionale. Un traguardo importante, un riconoscimento alla regione per il lavoro svolto, soprattutto nel tessere quella tela che ha contribuito alla "caduta" dell'allora presidente Cosimo Sibilia. Ma le due cariche sono incompatibili e di conseguenza il vice presidente vicario del Piemonte, Mauro Foschia, ha tempo novanta giorni per indire le elezioni.

Elezioni sì, ma chi dovrebbe essere il successore? E qui si aprono scenari a ripetizione che prevedono colpi bassi, parole date e rimangiate, impegni presi e ritirati. Se non entra in campo a piedi uniti Christian Mossino non se ne esce. Anzi, avrebbe dovuto farlo fin da subito, e questo è quello che gli viene rimproverato ed è emerso chiaramente dalla riunione che si è tenuta ieri, venerdì 22 aprile, presso l'impianto sportivo del BSR Grugliasco. Una riunione organizzata da una parte dei Delegati assembleari, e già qui si percepisce che il fronte non è unito, che aveva come obiettivo quello di richiedere all'attuale Consiglio direttivo di arrivare a fare chiarezza e poi di stabilire una data utile per le elezioni. Obiettivo raggiunto perché proprio mentre la riunione era in corso arriva la notizia che il 21 maggio sarebbe la data, per ora solo provvisoria, scelta dal Consiglio direttivo per andare al voto.

Vada per la data, ma quale profilo deve avere il candidato? Nell'introduzione che il presidente del BSR Felice Marmo fa dice chiaramente che loro, come Delegati assembleari convergerebbero sull'attuale segretario Roberto Scrofani perché rappresenterebbe il naturale proseguimento del lavoro fin qui svolto. Ed è sostanzialmente questa la richiesta delle società torinesi, verò è che subito si apre il dibattito sui problemi legati all'impiantistica: «Abbiamo i campi in erba artificiale da rifare, chiediamo garanzie al nuovo presidente perché in caso contrario non potremo iscriverci ai campionati».

Un argomento questo che non scalda i cuori di tutti, vero è che qualcuno manifesta anche il proprio dissenso: «Nulla da dire sulla persona, ma …». E chi come Daniele Capello va dritto al problema: «La regione non è solo Torino, dobbiamo pensare ai problemi di tutte le società». I Delegati assembleari, almeno quelli presenti ostentano però tranquilittà, loro il candidato ce l'hanno e risponde appunto al nome di Roberto Scrofani. E questo vale anche per una parte del Consiglio direttivo con Eudo Giachetti determinato a portare fino in fondo la candidatura del segretario.

Nel frattempo però anche Pino Chiavassa, l'attuale delegato di Cuneo, ha rotto gli indugi e dice di voler scendere in campo: «Ho i voti, nonostante qualcuno cerchi di denigrare la mia credibilità». In serata poi si saprà che sarebbe altrettanto pronto a fare un passo indietro qualora fosse Roberto Scrofani a presentarsi. Ma allora dove sta il problema? Il problema, se così si può definire, è Andrea Coppo. L'ex consigliere federale è stato tra gli artefici che ha contributo all'elezione di Christian Mossino, ha scritto il programma, si considera a tutti gli effetti il naturale proseguimento del lavoro svolto. Anzi, su alcuni punti ritiene che si sia fatto anche poco e vuole presentarsi a guidare la regione per i prossimi due anni.

Chi può dipanare questo tutti contro tutti? Solo e sempre ancora lui, Christian Mossino. L'uomo che ha tenuto insieme questa regione negli ultimi anni, che ha governato con buon senso, che ha comunque sempre pensato alle sue società. Tocca a lui risolvere questa questione che, va detto, si è venuta a creare anche perché non ha voluto prendere il toro per le corna subito.

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