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Non vuoi fare chilometri? Vai all'oratorio, perché al Piemonte serve l'Èlite

La nostra proposta su come riformare i campionati Regionali e Provinciali: c'è un motivo per cui fuori regione non vinciamo niente

elite

Carlo Piazzolla Lucento

Da anni ormai è difficile vedere una squadra piemontese, rappresentativa o Club, alzare una coppa a est del Ticino o a sud della provincia "Granda". Sfortuna, bacino, circostanze... risposte che spesso e volentieri non bastano a spiegare la lunga dieta di trofei sovraregionali che il calcio sabaudo è costretto a vivere da tempo. 

Se per le Rappresentative (femminile escluso in quanto è ancora campione in carica) uno dei motivi è il "come" e "quando" si mette in moto la macchina organizzativa, per le squadre di club la motivazione principale può essere un'altra. I campionati sono poco allenanti. 

rapp femminile

La Rappresentativa Femminile Piemonte Valle d'Aosta, campionessa in carica del Torneo delle Regioni. Il successo della selezione di Gianluca Riccardi avvenuta nel 2019 è l'unico successo sabaudo in un vuoto di troppi anni.

Che questa stagione sia eccessivamente fuori scala, date le 72 squadre per ogni campionato regionale (su una media di circa 190/200 squadre per ogni categoria in tutta la regione), è un dato di per sé evidente. A confermare questa impressione i dati: tantissime partite che finiscono in doppia cifra, distacco abissale tra le due o tre squadre di vertice di ogni girone in confronto a tutte le altre, etc...

Dato il regolamento di quest'anno (qui le cose da sapere per il finale di stagione), l'elevato numero di retrocessioni permetterà l'anno prossimo di avere i regionali a 56 squadre (4 gironi da 14). Se però andiamo a vedere cosa succede nelle altre regioni più abituate del Piemonte ad alzare coppe e trofei, nei campionati giovanili è spesso presente una formula diversa dalla semplice dicotomia Provinciali-Regionali. Spesso è appunto presente un Campionato Élite.

Una sorta di "Regionali fascia A" che mette insieme le migliori qualificate di ogni categoria. Una Champions League delle giovanili a cui si accede vincendo il campionato Regionale e che rappresenta un campionato di altissimo livello senza alcuna squadra materasso, ma che anzi, dato l'elevato livello competitivo, sforna una vincitrice in grado di saper sempre competere con chiunque. 

Qui nascono due domande: qual è l'obiezione principale alla sua applicazione anche in Piemonte? Come sarebbero oggi questi gironi?

Alla prima domanda la risposta è sempre la solita: le distanze. Va da sé che tra il Silvestro Curotti di Domodossola e il Fratelli Paschiero di Cuneo ci sono 3 ore di viaggio e oltre alla fatica questo è un costo per le società. Al tempo stesso partecipare ad un campionato regionale (dove dalla parola in sé si intuisce che si debba uscire dal cortile di casa) o a un campionato Élite non è obbligatorio.

Se per una società la distanza è un problema la porta dei Provinciali, a cui va ridata una dignità sottratta in queste ultime stagioni, è sempre aperta. Se però l'obiettivo è crescere come movimento e far crescere i calciatori, allora l'obiettivo deve essere favorire la formulazione di campionati sempre equilibrati. 

Vincere ha un costo, ma ha anche dei ricavi: perché alla lunga formare calciatori migliori nelle giovanili ha un riflesso positivo anche sulla singola società, specie quelle periferiche dove fare mercato sui giovani o sui meno giovani per le prime squadre è sempre complicato ed oneroso. 

Come sarebbero oggi i gironi Élite?

Chiaramente per andare a formare un Girone Élite sarebbe necessario che all'alba della prossima stagione sportiva, il Comitato Regionale Piemonte VDA annunciasse la sua creazione per la stagione ancora successiva (2023/24). Giocando però con una proiezione, teniamo come buono il numero dei Regionali della prossima stagione: 56 squadre in 4 gironi da 14. Invece che 4 gironi spalmati, immaginiamone 3 di Regionali e uno di Élite in cui andiamo a inserire 14 squadre

A A A

A puro titolo esemplificativo prendiamo le migliori 14 squadre ad oggi di ogni categoria regionale, per capire come potrebbe formarsi il girone e quindi che tipo di campionato sarebbe per ogni annata. Per farlo prendiamo le prime 2 classificate di ogni Girone e le 4 migliori terze, escludendo quindi la peggior terza. 

GIRONE ÉLITE 2008

Sparta Novara Gassino SR Alpignano Chisola Chieri
Verbania Pro Eureka Lascaris Fossano Sisport
Baveno Lucento Bra Sg Derthona

GIRONE ÉLITE 2007

Juve Domo Volpiano Mirafiori Chisola Chieri
Biellese Lascaris Alpignano Pinerolo Cbs
Baveno Lucento Bra Acc.Pertusa

GIRONE ÉLITE 2006

A.Borgomanero Volpiano Alpignano Cheraschese Chieri
Juve Domo Lascaris Cbs Bra Asti
Borgaro Chisola Pinerolo Casale

GIRONE ÉLITE 2005

Sparta Novara Lascaris Lucento Fossano Chieri
Città di Cossato Volpiano Alpignano Bra Cbs
Pro Eureka Vanchiglia Chisola Casale

Si capisce bene quanto avere un campionato in cui Chisola, Chieri, Sparta Novara e Accademia Borgomanero debbano incontrarsi sempre con Lascaris, Bra, Fossano e Alpignano, oltre a essere spettacolare, sia decisamente molto più allenante della formula attuale dove la classifica è divisa radicalmente in 3: due o tre squadre in fuga, dalle due alle quattro squadre cuscinetto e una fascia di mezzo che se va bene, di tanto in tanto, strappa un pari alle nobili del girone. La fascia di mezzo avrebbe un campionato equilibrato giocabile per vincere e guadagnarsi così l'accesso all'Élite; nell'Élite si farà difficoltà a vedere nuovamente dei 15-1 come risultati abituali di ogni weekend.

SUL GIORNALE DI QUESTO LUNEDI' CI SARA' UNA PAGINA DEDICATA ALL'IPOTESI DI UN NUOVO REGOLAMENTO PER I REGIONALI

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