Cerca

Under 18

Alla scoperta delle star delle Finals: Acqui e Alba Calcio

I Bianchi di Malvicino con una calvacata trionfale hanno polverizzato la concorrenza stravincendo il girone, i crociati di Lo Nano hanno dato spettacolo con giocate e gol strappando il pass in un finale pirotecnico

Finals U18

TESTA DI SERIE: ACQUI

"You are the Queen" cantava David Bowie nel 1977, quasi mezzo secolo dopo non vi è alcun dubbio sul fatto che la regina dell’under 18 piemontese sia l’Acqui di Alessandro Malvicino. Squadra entusiasmante, dall’alto profilo tecnico ed elogiata da pletore di avversari per il gioco espresso e per la superiorità dimostrata, la squadra bianconera della provincia di Alessandria ha totalizzato uno score d’incredibile prestigio: 22V-1N-0S in 23 partite giocate vincendo il girone D con 4 giornate d’anticipo. La squadra di Malvicino non ha mai perso una partita e ne ha pareggiata solo una contro quella che sarebbe poi diventata la principessa del girone ovvero l’Alba Calcio seconda classificata.


MODULO E TATTICA

Incipit della rivoluzione calcistica degli anni ‘90 targata Arrigo Sacchi, per molti rappresenta l’alfa e l’omega dei moduli calcistici, stiamo parlando del 4-4-2. Sta di fatto che anche per il tecnico Alessandro Malvicino è così, come ci chiarisce: «Il nostro modulo di base è il 4-4-2. È un modulo che si presta bene a diverse soluzioni offensive e che permette una certa flessibilità nell’approccio alle partite. Ogni match è una storia a sé, non esiste a mio avviso lo schema chiave per vincere le partite. Esistono le idee e la tecnica, per questo motivo noi abbiamo fin da subito impostato un certo tipo di percorso con i ragazzi, curiamo molto di più l’aspetto tecnico che la parte tattica, i nostri allenamenti sono centrati nell’affinamento della tecnica. Non che la tattica non abbia importanza semplicemente non esasperiamo quell’aspetto lì.»


«I risultati sono abbastanza evidenti nel modo in cui i ragazzi si contrappongono all’avversario, cercando di analizzare il contesto e decidere quale scelta tattica intraprendere, se giocare sugli esterni o cercare l’imbucata centrale per gli attaccanti. Ogni scelta è basata sullo studio e analisi delle situazioni di gioco e dell’atteggiamento dell’avversario.» Una squadra costruita bene può contare diverse stelle nel suo firmamento, ma il tecnico non ha dubbio sul giocatore chiave: «assolutamente Colombo! Un ragazzo formidabile dotato di una tecnica sopraffina ma anche di tanta sfortuna. Quest’anno ha disputato pochissime partite per via di un gravissimo infortunio, ma quando c’è stato è stato determinante.»


CAMMINO E MOMENTI SVOLTA

Un cammino record da 64 punti su sessantasei disponibili può sembrare una cavalcata trionfale ai giardini della Tuileries, ma anche questo tipo di percorso ha mostrato le sue insidie come racconta con fierezza Malvicino: «Si fa presto a dire tutte vittorie, posso serenamente dire che la chiave di questo successo sta nell’unico pareggio della stagione contro l’Alba Calcio. Partita che ci ha fatto maturare tutto d’un colpo, ci ha mostrato che se non approcci le sfide con la giusta serietà, con la giusta concentrazione e lucidità non basta essere bravi. Non è una questione di rispetto per l’avversario, cosa che i ragazzi hanno sempre avuto perché fa parte dei nostri valori, si tratta piuttosto di concentrazione e dedizione nel raggiungimento di un obiettivo, cosa che richiede costanza, un impegno continuo. Quella partita ci ha dato una gran sveglia.»

LA GUIDA TECNICA

Dotato di grande spessore calcistico, il tecnico Malvicino ha più di 10 anni di esperienza acquisita tra i grandi: promozione e prima categoria. Da tempo ormai seconda guida tecnica della prima squadra dell’Acqui, la società ha deciso di investire su di lui per la categoria Under 18 così da dare continuità tra la prima squadra e il settore giovanile. «L’obiettivo è portare questi ragazzi in prima squadra così da “fare tutto in casa” per questo facciamo molti allenamenti con la prima squadra compreso le partitelle, per mostrare sin da subito ai ragazzi come si gioca su palcoscenici diversi e spronarli ad acquisire il bagaglio giusto per poter essere pronti quando se ne presenterà l’occasione.» E ancora sul rapporto con i ragazzi

«Io sono l’intruso, (ride n.d.r) Scherzi a parte il gruppo si è formato già due anni fa, io sono arrivato da poco, solo quest’anno, ma mi hanno accolto alla grande. Anche se tra noi nonostante la poca differenza di età c’è un rapporto molto molto professionale. Ognuno ha a cuore i propri obiettivi, io crescere come tecnico e loro puntare a giocare fra i grandi del calcio piemontese. La professionalità e la tenacia hanno creato una grande sinergia.»


NON TESTA DI SERIE: ALBA CALCIO

Rosario Lo Nano ce lo immaginiamo tutti come Al Pacino in “Ogni maledetta domenica”. A 90’ dal termine l’Alba si gioca il secondo posto con l’Arquatese di Magrì nella sfida a distanza che li vede impegnati con la Valenzana di Costa. A 20 dal fischio d’inizio i langaroli sono sotto di due reti e da Arquata arrivano solo brutte notizie con la squadra di Magrì che vince 1-0. Ad un certo punto il famoso discorso sui centimetri avrà animato la coscienza dei ragazzi che come in un cambio repentino di rotta hanno cominciato a macinare gioco ribaltando gli avversari da 0-2 a 5-2. Game set match!


MODULO E TATTICA

Fantasia e grande conoscenza della tattica calcistica animano la mente di Rosario Lo Nano. Si dice che le grandi idee nascono quando più siamo in difficoltà, e proprio dalla difficoltà di non avere un centravanti di ruolo che nasce il grande disegno tattico di Lo Nano come ci racconta il dirigente Andrea Amianto: «Il modulo che ha accompagnato la squadra per l’intera stagione è il 4-3-3, ma definirlo ortodosso sarebbe veramente un eufemismo. Purtroppo o, a questo punto per fortuna dato l’approccio innovativo di Lo Nano, noi non abbiamo un centravanti di ruolo, così il tecnico ha impostato uno stile di gioco simile alla prima squadra ma caratterizzato dalla fantasia tattica in transizione offensiva dove appunto i tre attaccanti, in realtà 3 mezzepunte hanno dei movimenti diversi da quelli caratteristici del 4-3-3. Riassumendo possiamo dire che Negro che parte da sinistra tende ad accentrarsi agendo quasi da falso9 con Cabella e Campestre o Adriano che gli gravitano attorno con il risultato di impedire qualsiasi riferimento agli avversari.»


«Questo tipo di movimenti ovviamente ha delle ripercussioni su tutto lo stile di gioco della squadra e sulla struttura della manovra offensiva, questo è possibile grazie al nostro punto fermo a centro campo: il nostro top player Reggio, il playmaker della squadra. Non teniamo molto la palla ma cerchiamo di sfondare facendola girare molto velocemente da sinistra a destra aspettando di colpire l’avversario sul lato più scoperto. Ecco perché Reggio è fondamentale, la sua capacità di vedere gli spazi e la sua velocità di pensiero sono indispensabili per poter mantenere alta l’intensità di gioco. Altro grande punto di forza è il nostro portiere, il tecnico ha fin da subito abituato il ragazzo a giocare molto con i compagni quasi fosse un centrocampista aggiunto, questo grazie ad una serie di allenamenti specifici centrati sull’accrescimento delle doti tecniche dal palleggio alla capacità di calcio.»


CAMMINO E MOMENTI SVOLTA

Una stagione incredibile giocata fino all’ultimo secondo degli ultimi 90 minuti. Il cammino dell’Alba si è risolto solo alla fine quando il 5-2 in rimonta contro la Valenzana ha messo fine alla bagarre con l’Arquatese per il secondo posto e ha concesso il pass per le fasi finali alla banda di Lo Nano. Lo spartiacque però è da ricercare altrove, crocevia della stagione dei langaroli è proprio l’Acqui prima classificata, la doppia sfida con i Bianchi ha segnato un’importante svolta come ci racconta Amianto: «Dopo le bellissime premesse siamo partiti malissimo, alla prima infatti siamo usciti sconfitti e a pezzi dalla sfida con l’Arquatese. Non tanto nel gioco ma quanto nelle convinzioni e nel risultato. Alla seconda giornata siamo stati subito proiettati nel vivo della stagione, la sfida con l’Acqui. Partita importante e noi ci arrivavamo male. Lì però ci siamo ritrovati, 90 minuti d’inferno nei quali i termali ci hanno surclassato nella tecnica ma non nello spirito, abbiamo raccolto un pareggio quasi incredibile grazie anche ad una super prestazione del nostro portiere Amianto che ha blindato la porta. Lì qualcosa è scattata, si è come accesa una luce quella della consapevolezza. La partita di ritorno con i Bianchi è stata altrettanto importante, giocata tra le nostre mura già al primo tempo stavamo 2-0 per noi.»

«Abbiamo giocato un grandissimo calcio, mettendo in seria difficoltà la grande corazzata di Malvicino, abbiamo dimostrato di essere altrettanto temibili. Abbiamo sfiorato a più riprese il 3-0 per poi crollare nel finale e perdere alla fine 2-3. Nonostante il risultato ci abbia penalizzato quel primo tempo non lo dimenticheremo mai, abbiamo giocato con i più forti ad armi pari, dimostrando di non essere inferiori.»


LA GUIDA TECNICA

Rosario Lo Nano è forse la più grande risorsa dell’Alba Calcio. Il tecnico ha un’esperienza immensa, autore di incredibili trionfi, tra i più prestigiosi due campionati di promozione, è sempre stato abituato a lavorare con gruppi adulti. Non ha avuto però nessun tipo di problema nello sposare questa nuova avventura in under 18, infatti come racconta Amianto: «l’idea della società è creare un continuum tra la juniores, gli allievi e la prima squadra. Quando gli abbiamo proposto il nostro proposito, Rosario ha accettato subito. Ha sposato subito il disegno della società e, in continuo contatto con Telesca (tecnico della prima squadra n.d.r), ha deciso di utilizzare lo stesso modulo della prima squadra così da dar fisionomia ai ragazzi.»

«La sua vera forza però è l’atteggiamento che ha con i ragazzi, fa credere loro di avere grande autonomia decisionale ma alla fine sono creta nelle sue mani, è un artista eclettico che plasma i ragazzi con il suo estro. In panchina poi è un pazzo totale ogni match è uno show.»

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400