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Premio di Preparazione, il futuro dei giovani nelle mani del Tribunale

La riforma del 1° luglio 2019 è in vigore solo a metà: come muoversi lo definiscono le sentenze

Premio di Preparazione, il futuro dei giovani nelle mani del Tribunale

Il 1° luglio del 2019 entrava in vigore la nuova norma che regolava il Premio di Preparazione modificando quindi l’articolo 96 delle NOIF. Nel precedente regolamento, una società che tesserava come “Giovane di Serie” (se professionista) o “Giovane Dilettante” (se dilettantistica) un calciatore doveva corrispondere una somma alle ultime due società nelle tre stagioni precedenti in cui il calciatore è stato formato.
La nuova riforma ha modificato sia il numero di società da retribuire in rapporto col il numero di stagioni da prendere in considerazione, sia il modo in cui queste società vengono retribuite. Infatti, secondo la nuova norma il Premio è da distribuire alle ultime 3 società delle ultime 5 stagioni. Essendo però la modifica entrata in vigore soltanto 3 stagioni fa e non essendo retroattiva, in questo periodo storico ci si trova in un interregno in cui a fare chiarezza è soltanto il Tribunale Federale, tramite le sentenze della Sezione Vertenze Economiche.

Premio di Preparazione. Com’era prima?

Secondo il vecchio articolo 96, la società che vincolava il calciatore doveva corrispondere un premio (calcolato nel suo totale con un parametro fisso moltiplicato per un coefficiente in base alla categoria della prima squadra di riferimento) alle ultime due società in cui il calciatore in questione ha militato nelle tre stagioni precedenti. Il club beneficiario della firma doveva dividere il totale del premio pagando il 60% del totale all’ultima società e il 40% alla penultima. Nel calcolare gli ultimi club era ovviamente da escludere la stessa società con cui il calciatore firmava il vincolo.

Premio di Preparazione. Cosa dice la nuova riforma?

Il nuovo articolo 96 delle NOIF estende il numero di società da retribuire e il numero di stagioni da prendere in considerazione. Infatti sono da “ripagare” per la formazione fatta le ultime 3 società negli ultimi 5 anni sportivi. In virtù di ciò, cambiano anche i dividendi: con la nuova riforma infatti il totale del premio di preparazione è da dividere in cinque parti, una per ogni stagione sportiva. Il 20% del totale da distribuire fino al massimo di tre società.

Premio di Preparazione. Che regola vale ora?

La nuova riforma entrata in vigore il 1° luglio 2019 non è del tutto in vigore. Infatti, se da un lato può far già entrare in atto le modifiche sul metodo di pagamento del Premio, dall’altro la riforma non può considerarsi retroattiva rispetto alle coordinate temporali in cui si intende attiva la “preparazione di un calciatore”. In sintesi, una società che allenava un Under 14 nel 2018/19 all’epoca non lavorava in ottica di “preparazione del calciatore” secondo i canoni dell’articolo 96 e del Premio di Preparazione. Quindi non ha diritto a quel 20% che la nuova riforma prevede, in quanto la riforma all’epoca non era ancora in vigore. Chi lo dice? La Sezione Vertenze Economiche del Tribunale Federale Nazionale.

Premio di Preparazione. Sentenze che fanno giurisprudenza

A confermare che ci si trova in un interregno ibrido nel campo del Premio di Preparazione è appunto la Sezione Vertenze Economiche del Tribunale Federale attraverso due sentenze differenti: Accademia Internazionale vs Parma Calcio del 22 giugno 2020 e PGS Don bosco vs San Sisto del 10 marzo 2022.

ACCADEMIA INTERNAZIONALE VS PARMA • IRRETROATTIVITÀ

Nella prima sentenza l’Accademia Internazionale, impugnando la modifica dell’arco temporale dell’articolo 96, reclamava una parte del Premio di Preparazione per aver avuto come tesserato il calciatore Alessio Pezzella nella stagione 2015/16. Calciatore che nella stagione 2019/2020 è stato tesserato per il Parma. La Commissione Premi ha accolto il ricorso dell’Accademia Internazionale condannando il Parma a pagare il 20% del totale (4003,20€). Il Parma fa reclamo alla Sezione Vertenze Economiche che ribalta la sentenza affermando:

«che la sussistenza dei requisiti per il diritto al premio di preparazione debba essere valutata alla data della loro maturazione, cioè al momento in cui il giovane calciatore è stato formato […] Come sostenuto dalla reclamante, la versione dell’art. 96 NOIF applicabile al caso di specie, è quella previgente alla riforma del 01.07.2019, che riconosceva il premio di preparazione alle ultime due società titolari del vincolo annuale nell’arco degli ultimi tre anni. Il nuovo art. 96 NOIF non può, infatti, essere applicabile in via retroattiva […] Ebbene, nel caso di specie, al momento dell’entrata in vigore del nuovo art. 96 NOIF, la società resistente non poteva vantare alcun diritto al premio».

PGS DON BOSCO - SAN SISTO • IBRIDO

Nell’estate 2019/2020 il San Sisto vincolò un calciatore che nelle passate 4 stagioni aveva militato con tesseramento annuale per il Don Bosco. Quest’ultima presentò ricorso alla Commissione Premi chiedendo la condanna al pagamento del Premio di Preparazione per 4 stagioni. La Commissione accolse parzialmente il reclamo rideterminando a 1.108€ il premio da versare riducendo il diritto al Premio di Preparazione soltanto alle ultime due stagioni in quanto «la premialità in questione non può che essere regolata dalla vecchia normativa». Questo a dimostrare quanto la vecchia normativa in alcuni casi si è dimostrata l’unica possibile via da applicare.

Premio di Preparazione. Cosa fare ora?

Come comportarsi quindi con i calciatori della leva 2004 (nel caso abbia firmato un tesseramento annuale in virtù della deroga per l’Under 18) o 2005?

Abbiamo visto come il nuovo articolo 96, fino a quando non saranno passate cinque stagioni dal 1° luglio 2019 non è totalmente applicabile. I giovani calciatori quindi si trovano in un limbo di regole poco chiare, dove a fare un minimo di luce sono le sentenze del Tribunale Federale. La prassi e le sentenze sembrano indicare che il “nuovo Premio di Preparazione” valga per tutto tranne che per la durata temporale. Ad oggi quindi una società che tessera un calciatore come “Giovane Dilettante” va a pagare secondo le modalità della nuova tabella valutativa (20% del totale del Premio di Preparazione per ogni stagione fino a un massimo delle ultime 3 società), ma andando a “premiare” soltanto fino alla stagione sportiva 2019/2020, quindi fino ad un massimo di tre stagioni fa. Questo perché, come hanno spiegato le sentenze precedenti, non si può retribuire una società che ha formato un calciatore nel 2018/2019 in quanto la nuova normativa non era attiva.

A rigor di logica sorge poi una domanda sulla prossima stagione: quando saranno passate 4 stagioni dall’entrata in vigore della riforma e ci si troverà esattamente a metà strada tra il vecchio arco temporale (3 anni) e quello nuovo (5 anni), come ci si muoverà?

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Commenti all'articolo

  • albertoferre

    07 Luglio 2022 - 12:58

    come si può far pagare il premio preparazione per la stagione 2020 / 2021 interrotta dopo 2/3 partite per il Covid 19 ? ma di questo non ne parla nessuno ?

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  • albertoferre

    07 Luglio 2022 - 12:57

    come si può far pagare il premio preparazione per la stagione 2020 / 2021 interrotta dopo 2/3 partite per il Covid 19 ? ma di questo non ne parla nessuno ?

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