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Alcione, ti te dominet Milan! L'annata trionfale raccontata dal numero uno orange

I successi della società di via Olivieri spiegati dal patron Marcello Montini

Filippo Morlacchi

ALCIONE: Filippo Morlacchi, classe 2006 orange in volo verso il Lecco

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Risultati di prestigio, giovani calciatori lanciati in club professionistici e una prima squadra in quarta serie con obiettivi sempre più alti. Impossibile? Per quasi tutti, tranne che per l’Alcione di Marcello Montini. Quella appena andata in archivio è stata un’altra stagione clamorosa, con due titoli Regionali portati a casa e un’asticella che si alza costantemente. Grazie al presidente e a Giulio Gallazzi, anime di una realtà - quella orange - ormai stabilmente al top in Lombardia e non solo. Tra risultati, sponsor, piani futuri, sviluppo sociale e un segreto da svelare.

L'INTERVISTA

È stata un’annata incredibile.

«Su 119 partite ne abbiamo vinte il 74%, dal punto di vista dei risultati sportivi siamo soddisfatti anche se con Under 17 e Under 16 avremmo potuto fare qualcosa in più. Io non ho mai creduto al fatto che chi insegue i risultati sportivi non segua la crescita del ragazzo, è un falso teorema. Abbiamo calciatori in orbita professionismo, qualcuno ha anche preferito rimanere nonostante sirene importanti perché considera la nostra offerta appagante e congrua, questo ci rende orgogliosi. Ci sono squadre prof che monitorano i nostri ragazzi ma li lasciano da noi perché pensano che il nostro percorso formativo sia già all’altezza».

Quali sono le aspettative per la prossima stagione?

«Vogliamo alzare l’asticella, più vinci e più diventa difficile ma siamo convinti di poter disputare anche l’anno prossimo dei campionati all’altezza delle nostre aspettative. Spelta, Corbetta, Ciletti e Taini stanno lavorando benissimo: pensiamo di aver composto delle squadre complete e competitive».

State rifacendo il centro sportivo, sarà un Kennedy completamente tirato
a lucido.

«Per accompagnare la crescita sportiva bisogna essere al top anche a livello gestionale e di strutture. Avremo un campo nuovo di ultima generazione, una palestra attrezzata per tutte le squadre, una vasca con sabbia per preparazione atletica e recupero infortuni, metteremo un sistema di telecamere che filmerà partite e allenamenti, una tribuna coperta totalmente nuova, una sala polifunzionale che fungerà anche da area ospitality, avremo gli spogliatoi della prima squadra con armadietti personalizzati. Vogliamo far sentire importanti i giocatori e vogliamo che diano sempre il 100%».

Al primo anno di Serie D vi siete salvati agevolmente.

«A ottobre avevo detto che avevamo una squadra da 50 punti e ne abbiamo fatti 48, siamo stati la migliore delle neopromosse nonostante trasferte faticose, laboriose e costose. L’obiettivo per il prossimo anno sono i playoff, per cercare di fare sempre meglio: stiamo allestendo una buona squadra e pensiamo di poter centrare l’obiettivo».

Il marchio Alcione è in continuo sviluppo… quali saranno le prossime mosse?

«Siamo soddisfatti di Le Coq Sportif e siamo contenti che il nostro brand come terza squadra di Milano sia molto ricercato. Abbiamo alcuni players internazionali che si sono interessati a noi, vedremo».

Qual è il segreto dell’Alcione?

«Abbiamo gettato un sasso nello stagno cercando di fare qualcosa di più e di meglio e secondo me abbiamo fatto bene a tutto il movimento. Il nostro segreto? Avere una comunità di intenti e aver dato un’impronta manageriale a una passione: ma soprattutto è avere uno staff sportivo e gestionale che si senta parte di un progetto. Io penso che la forza di una società sia anche nel mettere gli avversari in condizione di percepire il fatto di non giocare 11 contro 11 ma contro una intera società sportiva».

I PUPILLI NEI PROF

Joseph Jeon, Federico Forni, Jeremy Villanueva. Questi i pezzi pregiati dell’Alcione, che anche quest’anno è al centro del mercato per quanto riguarda i colpi in uscita. Sono infatti tre i trasferimenti da via Olivieri verso il professionismo, a dimostrazione del lavoro eccelso fatto da Claudio Spelta - direttore sportivo dell’agonistica - e da tutto il suo staff. A ringraziare sono Cremonese e Brescia: tra i grigiorossi approda Joseph Jeon, tra le Rondinelle Federico Forni. Rispettivamente classe 2008 e classe 2006, entrambi si sono messi in luce in maglia orange fino a diventare pezzi pregiati per le professioniste. Diverso il discorso per Villanueva, visto che l’interesse della Cremonese - oltre a quello particolarmente marcato dell’Albinoleffe - è forte ma con ogni probabilità il trasferimento potrebbe essere rimandato alla prossima estate. Tutto fatto invece per Jeon e Forni: il primo è da qualche giorno ufficialmente un giocatore della Cremonese e andrà a rinforzare la sosa che parteciperà al campionato Nazionale di Under 15, il secondo dovrebbe mettere nero su bianco il passaggio tra i bresciani nei prossimi giorni. Anch’esso, ovviamente, sarà protagonista di un campionato Nazionale: in questo caso quello di Under 17.

Fab Four. Tutto finito? Macché. I salti nel professionismo riguardano anche un altro asse, in questo caso quello Milano-Lecco che lega gli orange ai blucelesti. Sono infatti quattro i talenti dell’Alcione che lasceranno via Olivieri per sbarcare sulle rive del lago: Matthias Barbieri, Tommaso Aliata, Filippo Morlacchi e Lorenzo Diaferio. Dopo una stagione da protagonisti con l’Under 16 allenata da Emilio Fontana, i cosiddetti “Fab Four” sbarcano dunque nel professionismo: non una società di Serie A o di Serie B, bensì una piazza come Lecco che comunque potrà permetter loro di mettersi in mostra in un campionato Nazionale quale quello di Under 17 Serie C.

I GIOVANI TALENTI

Ormai lo abbiamo capito: se si parla di settore giovanile, in Lombardia pochissime squadre lavorano come l’Alcione. Tuttavia, da quando la società di Marcello Montini ha puntato forte sulla prima squadra, il lavoro è radicalmente cambiato anche più in alto. In primis nell’Under 19 Nazionale, che il prossimo anno avrà una rosa composta quasi esclusivamente da classe 2005. L’eccezione? Riccardo Tesoro. Classe 2006 cresciuto in via Olivieri, farà parte della rosa di Under 19. Assieme a lui, oltre ai migliori ex Under 17, anche due volti nuovi, entrambi portieri: Federico Russetti, in arrivo dal Lombardia Uno, e Filippo De Luca, ex Universal. Rimanendo in tema di classe 2005, sono due i baby talenti che da questo luglio inizieranno la preparazione con la prima squadra: Riccardo Rebaudo e Alessandro Pacifico. Il primo è un classico regista basso e fa della tecnica il suo punto forte, il secondo è invece un giocatore d’attacco e può giocare sia da punta centrale che da esterno. Per entrambi sarà un’occasione importantissima per confrontarsi con giocatori di Serie D, a dimostrazione dell’occhio di riguardo che nutrono gli orange per i propri giovani calciatori.

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