Under 16
06 Marzo 2026
Matteo Mihalescu, bomber del River e capocannoniere del campionato
Di storie come queste ne è pieno il mondo del calcio, ma, a prescindere dalle categorie e dalle circostanze, non smettono mai di appassionarci. Bomber come Dario Hubner, Igor Protti, Luca Toni in Italia, Jamie Vardy nell'annata magica al Leicester, sono stati capaci di conquistare il titolo di capocannoniere pur non giocando in squadre di prima fascia. Nel calcio giovanile e dilettantistico, poi, esempi di questo tipo sono all'ordine del giorno, visto che si aggiunge anche la componente dell'amicizia: ragazzi di qualità superiore che scelgono tuttavia di giocare con gli amici per divertimento, anziché essere "uno dei tanti" nella big di turno. In tal caso ad essere sotto la lente di ingrandimento è l'annata di Matteo Mihalescu, numero 10 del River 1951 e attualmente pichichi del Girone. L'attaccante rossoblù, infatti, pur militando al sesto posto in classifica, ex aequo con il San Gallo, detiene infatti il primato momentaneo nella classifica marcatori, con 22 reti all'attivo, precedendo il tridente di fuoco del Dorina capolista e l'altro outsider Sebastiano Capra, autore di 18 centri. Mantenere la vetta sarà un'impresa ardua, dal momento che i gialloneri di Francesco Fabiano viaggiano con una media di quasi 6 gol a partita, tuttavia il bomber del River ha mantenuto le posizioni di alta classifica grazie ad un super avvio di stagione. Con ben 11 reti nelle prime 5 giornate, tra cui la manita a La Chivasso e il poker all'Academy Bacigalupo, Matteo ha scavato un solco con gli avversari, venendo seguito inizialmente soltanto da Capra. Con il passare delle partite, però, i tre tenori del Dorina, Simone Pierro, William Marullo e Yassine Jafouri, attualmente secondo con 20 reti, hanno iniziato a trovare la via del gol con grande continuità, scalando posizioni in classifica. La normale flessione delle prestazioni dell'ultimo periodo da parte di Mihalescu, però, è stata mitigata in parte dall'infallibilità dal dischetto. Dagli undici metri, infatti, sono arrivate le reti con l'Andezeno, decisiva per la vittoria, e con il Dorina, che ha acceso una speranza prima del difficile secondo tempo concluso 9-1 per i gialloneri, mentre nell'ultima giornata è tornato il gol su azione, il primo del 2026, nel match vinto per 5-1 con il San Gallo.
«Matteo è un ragazzo molto umile, ama la palla tra i piedi e mettersi nel vivo del gioco - racconta il suo tecnico Davide Raso -Gli piace partire da ala sinistra o da trequartista, l’importante che si senta protagonista nelle azioni d’attacco, dove può sprigionare il suo talento. Ha una grande progressione e grande velocità, cosa che gli permette spesso di vincere il duello con gli avversari ed è molto generoso e altruista quando serve. L’unico suo neo al momento è nel gioco aereo, può crescere molto visto il fisico che ha». Quanto invece all'aspetto caratteriale, invece, Matteo si è sempre dimostrato un ragazzo umile e con i piedi per terra, nonostante i numeri che potrebbero facilmente fargli perdere il focus: «Gestire un ragazzo come Matteo è molto facile, è fin troppo buono e silenzioso, quasi al punto da sembrare scontroso e antipatico. In realtà, invece, è molto umile e voglioso di migliorarsi sempre, sia con le presenze all'allenamento, sia con l'intensità che poi ci mette».
Statistiche di questo tipo, ovviamente, non sono passate inosservate alle dirette avversarie e alle big del Piemonte, che hanno messo gli occhi su di lui visionandolo e offrendogli un posto in squadra. Tuttavia Matteo, giurando grande fedeltà al gruppo con cui è cresciuto nelle scorse stagioni di settore giovanile, ha scelto di rimanere e non farsi condizionare da tali voci. «Matteo ha avuto una serie di proposte, ma è convinto che questa realtà sia perfetta per lui. Ama i progetti difficili e gli piace sentirsi un leader per trascinare i compagni, per i quali ha grande stima».