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Addio a Bacchetta, politico di razza del nostro calcio

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Ermelindo Bacchetta

Complicazioni che alla fine le sono state fatali. E' mancato questa notte Ermelindo Bacchetta, per anni sulla scena politica del nostro calcio. Prima come consigliere regionale, con l'allora presidente Salvatore Fusco, erano i primi anni novanta, poi come vicepresidente vicario nell'era di Giovanni Inversi, infine come presidente del comitato regionale. Con le ultime elezioni, che non lo avevano premiato, era stato chiamato a Roma come vice presidente vicario della Lega Nazionale Dilettanti, carica che stava appunto ricoprendo. Lo avevo conosciuto personalmente la prima volta nel 1993 a Forno Canavese dove proprio Fusco aveva indetto un consiglio per un'iniziativa che sarebbe partita da lì a poco. Era un personaggio vulcanico, politico di razza anche se spesso le sue idee non mi trovavano d'accordo. E malgrado esprimessi queste mie opinioni sul giornale senza fare sconti Lindo non si sottraeva mai ad un telefonata, ci teneva ad esprimere un suo concetto su un argomento anche se poi era solito chiudere la telefonata con una risata e un: «tanto poi so già che fai di testa tua». E questa era proprio una sua dote, mettere da parte quelli che potevano apparire rancori personali e mettere al primo posto quella che era la sua funziona all'interno del calcio. Negli ultimi mesi era stato ricoverato in ospedale e solo da pochi giorni era tornato a casa, classe 1947 soffriva di qualche acciacco che alla fine hanno preso il sopravvento. Mancherai un po' a tutti perché, aldilà delle opinioni, eri un politico di razza. Mi mancheranno anche le nostre discussioni, qualche volta accesse, ma sempre nel rispetto dell'uomo. Ciao Lindo.
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