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Alfredo Trentalange e l'Aia del futuro. Condivisione, trasparenza e innovazione. Persi migliaia di arbitri: porsi domande e non dire quanto si è bravi...

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Alfredo Trentalange

L’INTERVISTA ad Alfredo Trentalange, candidato alla Presidenza dell'Aia, al voto il 14 febbraio. «L’obiettivo è il domani, da preparare attraverso il presente, guardando sempre, con visione ampia, ai giovani».   «Abbiamo inviato a tutti i Presidenti e Delegati il nostro programma con il quale intendiamo progettare l'AIA del domani. Un progetto partito dall'idea di Condivisione: e questo è così vero che abbiamo arricchito queste pagine con gli spunti e le speranze raccolte nelle oltre 90 ore di videocall che ci hanno impegnato in queste settimane. L'Ascolto, la Condivisione, la Trasparenza, il Reclutamento e la Formazione sono il centro dal quale siamo partiti e vogliamo che tali rimangano in questo percorso». Così Alfredo Trentalange nel presentare il cammino intrapreso da lui e dalla sua squadra, per la candidatura a presidente dell’Aia, nell’elezione in programma domenica 14 febbraio. Contrapposto al presidente uscente - in carica dal 2009 -, Marcello Nicchi.   Candidatura fortissima, autorevole e che viene da lontano. Per una nuova, affascinante, grande sfida da vincere. Insieme. Alla sua squadra e per l’Associazione Italiana Arbitri. Di oggi e soprattutto di domani. Perché è quella la visione, la guida nella ‘missione’ di Trentalange che, dopo l’ennesima video conferenza tenuta, sottolinea: «Don Bosco diceva che prima di essere buoni cristiani dobbiamo essere buoni cittadini, così noi dobbiamo cercare di formare buoni arbitri che siano però, prima, buoni cittadini e sportivi. Per un viaggio affascinante di conoscenza che abbiamo intrapreso sul territorio. Perché non dobbiamo pensare solo alla Serie A ma soprattutto alle 700mila partite all’anno arbitrate da ragazzi e ragazze. Per un’associazione che deve ripartire e proseguire con due focus ben chiari. Il reclutamento, perché negli ultimi anni si sono persi migliaia di arbitri e dobbiamo porci delle domande invece di continuare a dirci quanto siamo bravi. E poi la formazione, perché dobbiamo capire che formiamo ragazzi e arbitri che a 15 anni devono prendersi responsabilità, assumere decisioni in un percorso di per sé formativo, soprattutto in un contesto in cui i ruoli sembrano svaniti o invertiti, dove l’emergenza giovanile appare più un’emergenza degli adulti in una società mutata».   Nel segno della condivisione: «Ci credo davvero - prosegue Trentalange -, condivisione e trasparenza non sono solo slogan e non lo devono essere. Dobbiamo essere progettuali e innovativi. Oltre a reclutamento e formazione, prioritaria è e sarà la condivisione. Attraverso il forum e il tavolo di presidenti di sezione, il rapporto con la base, l’ascolto, i corsi. Pensando anche a formare i formatori. Innovando, e proponendo la possibilità di doppio tesseramento nel settore giovanile, non costringendo un ragazzo a dover scegliere tra giocare e fare l’arbitro ma sfruttare l’opportunità di un ragazzo che gioca e possa anche arbitrare. Con diversi vantaggi. Quali comprendere meglio le regole, allenarsi in gruppo, facilitare il dialogo. Un giocatore o un arbitro è un ragazzo tolto dalla strada, che si deve organizzare, che ha e deve rispettare regole, svolgere piccoli-grandi compiti che gli serviranno nella vita. In un percorso anche culturale, centrale nella lotta alla violenza. Che si previene solo se si elimina il pregiudizio. La formazione costa? Sì ma l’ignoranza costa ancora di più e dobbiamo fare un salto culturale entrando nelle scuole calcio, nei settori giovanili. L’arbitro nasce per sedare conflitti e portare pace, evitare la vendetta magari dopo un calcio subito. Dobbiamo essere ricercatori e non presuntuosi».   In nome di una nuova trasparenza: «Dobbiamo fare della trasparenza la forza dell’associazione: con la possibilità di sapere valutazioni e classifiche così come bilanci, retribuzioni ecc… In nome dell’equilibrio e per eventualmente correggere. Porremo il limite dei due mandati per il presidente Aia perché l’obiettivo deve sempre essere il futuro, da preparare attraverso il presente ma guardando al domani, con lavoro di squadra e visione sui giovani. Perché come diceva Don Milani, se il tuo problema è anche il mio problema è politica del fare, se penso solo a risolvere il mio di problema allora è avarizia. Dobbiamo lavorare tutti assieme per il bene dell’associazione. E comunicare, di più e meglio. Per questo credo che il ‘problema’ non sia il 14 febbraio, giorno dell’assemblea, ma il 15 febbraio, giorno dal quale dovremo cominciare a lavorare, tutti insieme, al dopo».   Con una squadra che Trentalange descrive orgoglioso: «Abbiamo tre persone che hanno calcato la Serie A come arbitri o assistenti, c’è una donna che è stata assistente a livello internazionale, un ragazzo che nel calcio a 5 ha fatto parte dell’organo tecnico, c’è un presidente di sezione con aderenza al territorio e altri due componenti dai Comitati Regionali, Lombardia e Calabria, con competenze trasversali, che spaziano su tutti i bisogni. Ma la squadra vera è e sarà sempre l’associazione, l’ascolto della base».   In un’assemblea che aveva anche chiesto fosse svolta da remoto - visto il periodo di emergenza da Covid-19 - e che invece si terrà in presenza: «L’assemblea da remoto mi sembrava un’idea di buon senso. Vista la situazione e i tanti lutti, anche all’interno dell’Aia, come accaduto solo negli ultimi giorni in Sicilia con la perdita dolorosa di un associato di 54 anni. E mi sembrava di buon senso visto che tutte le elezioni sezionali si sono svolte in remoto».   Trentalange che però, signore e con signorilità che lo contraddistingue e lo ha contraddistinto da sempre, nella carriera istituzionale-arbitrale come nella quotidianità dell’essenza, non scende sul terreno del ‘gridare contro’ o ‘puntare il dito’ sull’avversario-rivale Nicchi. Niente attacchi o polemiche ma solo proposte e sguardo al futuro. «Non sono ‘nuovo’ e non siamo ‘nuovi’ ma siamo l’esperienza che porta al nuovo, con competenze, voglia di fare e di ascoltare, insieme. E per questo mi auguro davvero che l’assemblea di domenica sia e possa essere la massima espressione di democrazia e libertà. Con visione futura, per un’Aia che dal giorno dopo lavori unita e compatta al servizio dei giovani e per i giovani».  

L’APPUNTAMENTO Assemblea elettiva fissata per domenica 14 febbraio Trentalange sfida Nicchi, in carica dal 2009

  L’ Associazione Italiana Arbitri eleggerà domenica 14 febbraio il proprio presidente, nell’assemblea in programma alle 09.30, all’Hotel Hilton Rome Airport. Alfredo Trentalange sfida il presidente uscente Marcello Nicchi, in carica dal 2009. Squadre così composte.   Squadra Nicchi: Pisacreta vice-presidente. Comitato Nazionale: Laura Scanu. Perinello e Bissi (Macro Regione Nord), Carbonari e Conti (Centro), Gialluisi e Cavarretta (Sud).   Squadra Trentalange: Baglioni vice-presidente. Comitato Nazionale: Zaroli e Zappi (Macro regione Nord). Pacifici, Marconi e Katia Senesi (Centro). Archinà e Cavaccini (Sud).   Il programma di Trentalange è visibile su alfredotrentalange.com o alla pagina Facebook di Alfredo Trentalange. Cinque le parole chiave nel programma Trentalange: condivisione, trasparenza, progettualità, innovazione e appartenenza e lo slogan ‘l’esperienza che porta al nuovo’.   Il programma di Nicchi non è disponibile on-line ma è stato inviato a sezioni e CRA/CPA. ‘Costruiamo insieme il vostro futuro’: autonomia, meritocrazia, rispetto delle regole, fiducia e lealtà, slogan e parole chiave del presidente uscente.  

PER CONSULTARE I PROGRAMMI ELETTORALI

 

Clicca qui per leggere il programma di Alfredo Trentalange

[caption id="attachment_260492" align="alignnone" width="900"] Il programma del Candidato Presidente Aia, Alfredo Trentalange Il programma del Candidato Presidente Aia, Alfredo Trentalange[/caption]

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[caption id="attachment_260496" align="alignnone" width="900"] Il programma del candidato presidente uscente Aia, Marcello Nicchi Il programma del candidato presidente uscente Aia, Marcello Nicchi[/caption]  

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