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Lega Nazionale Dilettanti sempre più isolata. E adesso? Per le società si prospetta un periodo di vacche magre

Cosimo Sibilia

Cosimo Sibilia, presidente Lnd

Cari presidenti, voi sapete benissimo la stima che questo giornale nutre da sempre nei confronti di chi sostiene e alimenta il calcio giovanile e dilettantistico e cioè voi. Ma in questo momento state facendo di tutto per tirarvi la zappa sui piedi. E in particolare i presidenti del Comitato Piemonte Valle d’Aosta. Avete firmato, tanto per cambiare, un assegno in bianco e lo avete messo nelle mani di Mossino prima e di Sibilia poi. Qualcuno spieghi perché Antonello Cattelan, dirigente conosciuto solo nelle stanze del palazzo e poco più, debba fare il vicepresidente dell’Area Nord. Il presidente regionale Mossino ha detto che erano accordi sottoscritti tra i vari presidenti proprio dell’Area Nord. Male. Male fare un simile accordo, male rispettarlo dopo che erano cambiate le carte in tavola. Questo signore quale vantaggio porterà alle società piemontesi? Nessuno. E’ solo una poltrona per dare dei rimborsi. Rimborsi che arrivano dai soldi delle società, anche piemontesi. E poi scusate, ma se nemmeno in Lombardia, a casa sua, lo hanno votato, perché le società piemontesi dovevano farlo? La riconferma di Cosimo Sibilia poi è un’autentica sventura per le società. Si pensi all’assemblea di sabato, quanti erano le componenti presenti? Nessuna. Non c’era la Federcalcio, l’Aia, l’Aiac, l’Aic e nessuno in rappresentanza delle leghe professionistiche. La LND è completamente isolata, si siederà in Consiglio federale e non avrà voce in capitolo, quando si tratterà di discutere di soldi quale pensate sarà il suo peso? Zero. Questa pandemia poteva essere, nell’immensa sventura, una opportunità. Quella di riformare il calcio dalla A alla Z. Non si è fatto perché chi governa in questo momento pensa alla sua poltrona, porta le società a spasso senza un obiettivo collettivo. Conta solo conservare la propria posizione. Pensate alla legge Spadafora, che cosa hanno fatto le istituzioni calcistiche? Nulla. Hanno contrattato la propria poltrona, rimasta fuori dalla riforma, e mandato al macello migliaia di società. Queste sono le istituzioni calcistiche a cui voi, presidenti del Piemonte e della Valle d’Aosta, avete dato mandato. La Lombardia per fortuna no. Da quando c’è Carlo Tavecchio le cose sono cambiate, la politica ha svoltato. Da sola la Lombardia può fare molto ma non basta, l’Area Nord deve trovare la forza per ritornare ad essere unita, perché è dal Nord che sono sempre partite le riforme, è dal Nord che partono i quattrini. Ma attenzione, non si pensi che al Sud non ci siano dirigenti capaci. Anzi. In questo momento ci sono i presidenti che non sono riusciti a presentare le loro candidature in Campania, in Puglia e altre regioni che stanno provando a scardinare un sistema fatto di clientele e forzature e non vanno lasciati soli. La loro è una battaglia di principi, condotta nell’oscurità, perché la politica sportiva non fa audience. Anche se poi da essa dipende il futuro dei nostri figli.
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