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Il Consiglio di Lega boccia una proposta di Mossino che avrebbe permesso di non pagare più nulla alle assicurazioni. E invece…

Assemblea Lnd (foto: www.lnd.it)
La Lega Nazionale Dilettanti, per volere del presidente Cosimo Sibilia, aveva creato una commissione ad hoc con lo scopo di studiare ed analizzare la polizza di assicurazione stipulata dalla Lega Nazionale Dilettanti con la Generali di Venezia. Contratto, per la verità, sottoscritto attraverso un broker che, sulla carta, avrebbe dovuto portare condizioni migliori a tutte le società dilettantistiche. Della commissione ne ha fatto parte anche il presidente del Comitato regionale Piemonte Valle d’Aosta, Christian Mossino, che nella vita - vale la pena di rammentarlo - svolge il mestiere di agente di assicurazioni, per un’altra compagnia, ma il mestiere è quello. Christian Mossino è quindi una delle persone che, proprio per il settore specifico, sa esattamente di che cosa si parla e diventa impresa difficile, se non impossibile, mescolargli le carte, nel caso specifico i conti. Lui sa esattamente come funziona il ramo assicurativo, sa che cos’è il rapporto premi / indennizzi, conosce le dinamiche interne. Mossino ha preso carta e penna e ha messo in fila una serie di numeri che dovevano, per chiunque li analizzasse con un minimo di accortezza, far comprendere la situazione attuale, tenendo conto dell’attività svolta nel corso degli ultimi due anni. Stiamo ovviamente parlando delle stagioni sportive 2019-2020 e 2020-2021, e di quanto le società avrebbero dovuto avere come ristorno.   Conti alla mano Il conteggio che ne è nato non era stato quindi formulato in maniera populista, non diamo niente a nessuno, ma teneva conto del fatto che se nella stagione sportiva 2019/2020 era stato stornato una miseria, appena 2,00 euro per ogni tesserato, che aveva portato il premio da 29 euro a 27, per la stagione in corso; tenuto conto che si è giocato poco o nulla, il calcolo doveva essere più semplice. Poco o nulla, ma non zero perché, comunque, la compagnia di assicurazione ha avuto sinistri per circa 2 milioni di euro. Detto che però lo scorso anno è andata come è andata, la proposta voleva essere questa: non stornate nulla per la stagione 2019-2020 ma sulla stagione 2020-2021 le società non vi pagano nulla. Andiamo a pari. Per la stagione 2021-2022 le società, in compenso, pagheranno un premio per intero. Una proposta equa, sicuramente buona per le società e a ben vedere anche per la compagnia di assicurazione che non avrebbe dovuto stornare nulla di una stagione, la scorsa, dove per almeno un terzo non si è giocato. Lo ribadiamo, stiamo parlando del tesseramento dei calciatori dilettanti, quelli che militano in prima squadra per capirci e non del settore giovanile, ma stiamo comunque parlando di poco meno di 400mila calciatori.   La comunicazione Il presidente Mossino, terminato lo studio, aveva trasmesso copia al presidente della Lega Dilettanti, Cosimo Sibilia, e a tutti i presidenti dei comitati regionali. In attesa poi di poterlo presentare di persona al primo consiglio di lega utile e in attesa di poterlo successivamente presentare al broker che dovrebbe a sua volta poi (il condizionale è più che d’obbligo), far valere le ragioni presso la compagnia. Nel frattempo però, e qui le cose prendono una piega per lo meno strana, il broker avanza una sua proposta alla Lega Nazionale Dilettati che prevede, per mettere a posto i conti, che ogni società versi ancora 16,00 euro a tesserato. In realtà la proposta viene presentata in consiglio di lega dal presidente in maniera più articolata ma la sostanza, in questo caso i numeri, sono questi.   Il Consiglio delle “società” A queste condizioni, sfido chiunque a trovare uno che amministri i soldi propri che abbia potuto votare per la proposta del broker. Da una parte abbiamo lo studio di un professionista del settore, Christian Mossino, che mette nero su bianco che la proposta che si può fare alla compagnia di assicurazione è quella di dire che per questi due anni quello che è stato versato è sufficiente a coprire il rischio di impresa e gli indennizzi. Dall’altra c’è una proposta che sostiene che ogni società dovrebbe versare ancora 16,00 euro ogni tesserato. Voi quale avreste portato avanti? Ovviamente la prima. Ed è esattamente quella che hanno votato Piemonte Valle d’Aosta, Lombardia, Emilia Romagna, Abruzzo, Molise, Umbria e Puglia mentre si è astenuto Bolzano. Tutte le altre regioni hanno votato per la proposta del broker. Il motivo? Sembra che non l’avessero compresa e quindi non fosse chiaro che le società avrebbero dovuto versare altri quattrini. Per la cronaca, o se preferite per la matematica, la differenza non è di poco conto, perché da una parte fa zero impatto sui conti delle società mentre dall’altra stiamo parlando di oltre 6 milioni di euro. Forse a qualcuno sta venendo in mente che con le risorse che verranno destinate al nostro calcio si possono spedire al broker questi soldini e che quindi potrebbe andare bene così? Sono due le domande che ci vengono spontanee. La prima: il presidente Sibilia si è fatto i conti prima di portare in consiglio la proposta? E due, i presidenti regionali che hanno votato contro la proposta di Mossino, da che parte stanno? Dalla parte delle loro società o della loro calda poltrona?   Assemblea straordinaria Nel frattempo sul Comunicato ufficiale della Lega Dilettanti è comparsa, quasi d’incanto, una convocazione di assemblea straordinaria con all’ordine del giorno dell’aria fritta. La cosa più curiosa sembrerebbe che nemmeno i presidenti regionali siano stati informati. E i delegati assembleari sono stati informati invece? Crediamo di no. Questa Lega si dimostra sempre più inadeguata a gestire il calcio dilettantistico. I vertici la considerano di loro proprietà ma non è così. La Lega Dilettanti è delle società. Il fatto di essere stati eletti non autorizza questi signori a fare il bello e cattivo tempo. Anche solo per il rispetto di chi paga.  

L’APPUNTAMENTO Gravina a Torino, martedì con Mossino e l’assessore regionale Ricca in Regione

  Martedì 11 maggio giornata importante per il movimento calcistico del Piemonte e Valle d’Aosta. In visita il presidente Figc, Gabriele Gravina. Appuntamento utile per un confronto generale con il presidente del comitato Lnd Piemonte e Valle d’Aosta, Christian Mossino, sulle tante tematiche sul tavolo (aiuti e supporti, disposizioni sui futuri campionati ecc…) e appuntamento istituzionale importante con i vertici della Regione Piemonte. Convocata infatti per le ore 17.00 presso la “Sala Trasparenza” della Regione Piemonte in Piazza Castello 165 a Torino, una conferenza stampa con l’Assessore allo Sport Fabrizio Ricca, Christian Mossino e Gabriele Gravina. Visita e incontro con al centro del dibattito, come sottolineato dalla nota ufficiale del Comitato regionale Lnd Piemonte Vda, «i temi riguardanti gli interventi a sostegno del sistema calcistico dilettantistico e giovanile regionale, oltre ad alcuni aspetti inerenti le attività della Federazione Italiana Giuoco Calcio».   Consiglio Direttivo del Comitato Regionale che si è riunito venerdì 7 maggio, nel corso del quale il Presidente Mossino ha provveduto a relazionare in merito agli argomenti trattati in ambito di Consiglio di Lega ed attinenti alle attività future, con particolare attenzione alle annate dei calciatori nelle categorie dilettantistiche di riferimento ed al procedere dell’analisi riferita a costi/ristori affinchè si giunga a breve alla definizione degli interventi da parte dei superiori organismi federali. Il Consiglio ha poi deliberato l’avvio del progetto formativo riguardante l’organizzazione di Corsi per Dirigenti di 1° livello, con il riconoscimento della qualifica di “Società Qualificata LND-Piemonte Valle D’Aosta” e ha preso atto del nuovo protocollo della FIGC che di fatto consente lo svolgimento di gare amichevoli e di Tornei, disponendo che sino al 30 giugno le società che richiederanno l’autorizzazione non saranno tenute al pagamento delle tasse di approvazione. Il Consiglio poi ha proseguito analizzando le risultanze del nuovo progetto live streaming di alcune gare dei campionati di preminente interesse nazionale, stabilendo di proseguire nella sperimentazione che porterà nella prossima stagione sportiva ad un assetto operativo e qualitativo di buon livello. Prosegue infine il lavoro di ‘raccolta’ delle istanze dal territorio: lunedì 10 maggio riunione dell’Area Nord dalla quale scaturiranno spunti che saranno sottoposti al consiglio federale del 17 maggio (come la richiesta di autorizzare, almeno dall’1 giugno, l’ingresso regolamentato del pubblico ad amichevoli e tornei?). In chiusura «il Presidente Mossino ha manifestato la propria soddisfazione per la recente decisione del Senato di spostare al 2024/2025 l’entrata in vigore della legge di riforma dello Sport, con la speranza che questo slittamento vada nella direzione del “binario morto” così come molte fonti autorevoli stanno sostenendo, evidenziando che tale ultimo provvedimento rispecchia la volontà espressa e fortemente sostenuta sia dalla FIGC che dalla Lega Dilettanti e specificatamente dal suo Consiglio».  

TRA PROTOCOLLO E REGOLE DI RIPARTENZA Vecchie regole e nuovo problema: niente pubblico

Dal 1° giugno si potrà andare allo stadio ma non a un’amichevole giovanile. E niente nullaosta

  Con un po’ di ‘ritardo’ è arrivato il protocollo aggiornato per la disputa di gare amichevoli e tornei per attività giovanile e di base. Un ‘nuovo’ protocollo che in sostanza rispecchia le regole già fissate dal protocollo del 10 agosto 2020. Nessuna novità sostanziale nelle norme di prevenzione (misurazione temperatura per chi accede all’impianto, tracciamento, ingressi e percorsi separati, no all’uso docce/spogliatoi, materiale informativo, dispositivi di protezione personale obbligatori ecc…). Il ‘nuovo’ che avanza però, riguarda purtroppo la regola dell’accesso del pubblico alle amichevoli e tornei. Con grande amarezza e sorpresa infatti, il nuovo protocollo afferma che, salvo nuove disposizioni, a partire dal 1° giugno, l’ingresso del pubblico sarà consentito solamente per gli avvenimenti di interesse nazionale. Che, tradotto, significa che il pubblico potrà entrare ad una gara di Eccellenza, Serie D, Serie A o Europeo in uno stadio, ma non si potrà assistere all’amichevole o alla partitina del proprio figlio. Una doccia gelata sull’entusiasmo di una nuova ripartenza per le società. Che in questo piccolo periodo di ritorno all’attività, vedono così sfumare la possibilità di recuperare qualche euro dai biglietti di ingresso, dovendo però sostenere tutte le spese per far fare attività. Una beffa che ci si augura possa venire corretta e rivista nelle prossime settimane ed entro il 1° giugno. Perchè sarà anche una ‘goccia’ nel mare ma le società, dopo due stagioni andate in fumo, hanno bisogno di qualsiasi forma di sostentamento dopo le prolungate chiusure. Senza contare ‘l’indotto’. A cominciare dai bar societari, quasi tutti all’interno degli impianti a cui però non sarà possibile accedere, con la beffa ulteriore che quasi tutti sono dotati di spazi esterni e dehors…   Allenamenti congiunti Arrivato l’ok per amichevoli e tornei (che dovranno essere autorizzate attraverso apposita richiesta entro 5 giorni prima della gara per consentire la designazione arbitrale), è arrivato anche l’ok alla disputa dei famosi ‘allenamenti congiunti’. Una forma di amichevole tra squadre e società differenti, dove però non viene richiesta la designazione arbitrale e quindi non è necessaria la preventiva richiesta e autorizzazione da parte del comitato di appartenenza. Sarà a discrezione delle squadre e società interessate chiedere autorizzazione e designazione arbitrale oppure combinare un allenamento congiunto anche in prossimità delle 24 ore precedenti il match. Normative pensate per snellire la burocrazia e, finalmente, far tornare a respirare l’aria del calcio giocato alle società e ragazzi. C’è però un aspetto su cui va posta l’evidenza: il protocollo infatti, si applica solo ai propri tesserati. Non è previsto alcun prestito o nulla osta per i tornei e amichevoli di fine stagione, con le società che dovranno poggiare le basi per la prossima stagione senza la possibilità di provare gli eventuali nuovi arrivi. Un intoppo non da poco, comunque con un fondamento: in questo momento non ci si può permettere di “allargare le maglie” oltre i gruppi squadra e i propri tesserati effettivi dell’ultima stagione.  

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