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L'intervista

Arconatese, il nuovo volto di Dario Ascia alla guida dell'Under 14: «Il mio gruppo è buono, ci saranno tante sorprese»

Il tecnico ex Castellanzese e Ardor è il profilo scelto dalla società per guidare i giovani giocatori classe 2008

Dario Ascia, Arconatese

Il nuovo tecnico dell'Under 14 dell'Arconatese: Dario Ascia

In casa Arconatese le conferme per la prossima stagione erano già arrivate a fine Maggio e, tra i diversi nomi, ne era spuntato uno totalmente nuovo: Dario Ascia. Da più di due mesi, infatti, è questo il volto del nuovo allenatore dell'Under 14. Di passato Ascia ne ha, e non poco: 3 anni a Castellanza, di cui il primo come secondo allenatore nei Giovanissimi, gli altri due trascorsi come allenatore per la categoria Esordienti. Ma ancor prima di vestire i colori neroverdi, Ascia è stato per ben 5 anni all'Ardor di Busto, partendo dall'attività di base fino ad arrivare all'ultimo anno.

Per un totale di 10 anni, Ascia vestirà durante questa stagione dei colori totalmente nuovi per lui, ma la voglia di scendere in campo e conquistarsi qualche soddisfazione non mancano. Il tecnico racconta come gli obiettivi della società e del gruppo siano: «Secondo me stanno chiaramente cercando di guadagnare qualche gruppo per i Regionali, le possibilità le hanno. Per i 2005/2007 sono messi bene. Io magari azzardo: il mio gruppo è buono, non è detto che non ci sia la possibilità, potremmo vincere il campionato d’andata, è una speranza, bisognare vedere però ovviamente come si lavora».

Alla base di tutto, però, è sicuramente il rapporto che Ascia cercherà di instaurare con i suoi. Il tecnico spiega: «Parto da un presupposto: l'allenatore deve dare fiducia, è abbastanza difficile farlo, ma se non gliela si dà loro non acquistano personalità, io cerco sempre di dare delle direttive, di dare un ordine di squadra, ma alla fine lascio a loro la possibilità di inventare situazioni e soluzioni, non sono uno che è molto rigido. I lanci lunghi non mi piacciono, voglio la costruzione dal basso e giocare con il portiere, il pressing in alto e cercare subito di recuperare la palla. Ma bisogna vedere quanto i ragazzi sono in forma per sostenere questa filosofia e quanti hanno la caratteristica, però sono ottimista, li ho visti in questi 3 mesi in progresso, li ho visti impegnarsi».

L’obettivo per il nuovo allenatore è il miglioramento dei suoi giovani ragazzi: «Non pongo mai un obiettivo fisso perché loro alla fine sanno sempre stupirmi, anche quando ero a Castellanza mi ponevo degli obiettivi e poi a Dicembre li avevamo raggiunti, dipende tutto da loro. Se si dà loro fiducia ricambiano, sono sempre positivo, lascio sempre molta libertà, voglio far divertire a partire dagli allenamenti, se si divertono lavorano non sentendo la fatica. Da lì le cose vengono da sole. I gruppi che ho allenato mi hanno sempre stupito, vanno oltre le mie aspettative, spero quest'anno sia uguale».

 

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