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Il parere interpretativo della LND non arriva, la Corte Sportiva d'Appello decide in autonomia: «Risultati omologati»

Dopo mesi di silenzi in attesa di un'interpretazione autentica mai arrivata i giudici di secondo grado decidono di omologare i risultati. A Varese confermato il 3-3 di Marnate Gorla-Tradate

Alessandro Tosi

Alessandro Tosi, tecnico del Marnate Under 19

"Nel campionato Under 19 provinciale sono impiegabili fino ad un massimo di 8 calciatori fuoriquota così suddivisi: massimo 6 calciatori nati nell'anno 2002 e 2 calciatori nati nell'anno 2001". Una frase scritta, apparentemente, in modo chiaro ma che - da inizio stagione - ha mandato in cortocircuito i Giudici Sportivi di Primo Grado. Fontanella, Union Oratori Castellanza, Aurora Desio, Virtus Inzago e Marnate Gorla, le squadre che hanno subito i ricorsi dalle avversarie al termine dei rispettivi match di Under 19 Provinciale riguardo il numero di calciatori fuoriquota schierati. Quello che, leggendo la "frase incriminata", pare chiaro evidentemente non lo era per i Giudici Sportivi di Primo Grado che, infatti, hanno inflitto sconfitte a tavolino per 3-0 a raffica perché schierare, ad esempio, 8 nati nel 2002 era contro il regolamento così come 7 del 2002 e uno del 2001. 

Eppure l'estratto del regolamento pareva chiaro e, finalmente, settimana scorsa - grazie al ricorso presentato dal Fontanella in secondo grado - la Corte Sportiva d'Appello ha decretato la parola fine decidendo per l'omologazione dei risultati acquisiti sul campo, sconfessando così i Giudici Sportivi Territoriali di primo grado. Per arrivare a questa decisione ci sono voluti mesi, con tanto di richiesta di un parere interpretativo alla LND riguardo quello che era scritto nel regolamento. Risposta che dalla LND non è arrivata, portando così i giudici di secondo grado a "decidere in proprio" con l'omologazione dei risultati acquisiti sul campo. E si è deciso perché i tempi stavano diventando troppo lunghi…
"Per di più, va osservato che nel caso di specie la durata del giudizio non è affatto dovuta all’inerzia della Giustizia sportiva, rischio che si è inteso scongiurare con la definizione puntuale nel CGS dei termini di durata e delle cadenze processuali del giudizio, bensì alla decisione interlocutoria, assunta a brevissima distanza dal reclamo e quindi con indubitabile prontezza, di riservare la decisione in attesa di una eventuale presa di posizione degli organi competenti sulla spinosa questione interpretativa della norma qui in rilievo. Preso atto che, ad oggi, tale chiarimento non è stato fornito, è convinzione di questa Corte che sia doveroso pronunciarsi nel merito della questione, ritenendo che per il caso qui in esame non sia possibile attribuire al termine dicui all’art. 54 CGS natura perentoria".

Decisione che oggi ha portato, finalmente, ad omologare dopo oltre 3 mesi il risultato (3-3) di Marnate Gorla-Tradate di Under 19 provinciale di Varese. In questo caso, forse anche perché nel pieno delle polemiche in arrivo dalle altre Delegazioni, il risultato non era mai stato omologato. Oggi, finalmente, è arrivato il verdetto: "

Con delibera pubblicata sul Comunicato n.19 del 25 novembre si era deciso di sospendere l’omologazione della gara in oggetto in attesa di una pronuncia da parte della LND e dei suoi Organi competenti in merito all’interpretazione della norma concernente l’impiego dei calciatori fuori quota schierati in gara.
Tale pronuncia era stata richiesta dalla Corte Sportiva di Appello Territoriale (C.U. n. 29 del 11-11-2021 del CRL)

Con il Comunicato n.47 CRL del 11.02.2022 la Corte Sportiva di Appello Territoriale ha deliberato su un caso analogo, pur in assenza di tale pronuncia. ritenendo la questione matura per la decisione “onde evitare che il protrarsi dell’attesa e l’incertezza generata dalla sospensione del presente giudizio (nonché di altri aventi questioni analoghe) entrino in insanabile conflitto con i principi di certezza e di ragionevole durata del processo che governano la Giustizia e l’Ordinamento sportivo”

La normativa prevede che in tale campionato vi possano prendere parte calciatori nati successivamente al 1 gennaio 2003. Vi è però la possibilità di utilizzare OTTO calciatori “fuori quota” in totale, di cui SEI al massimo nati dopo il 1.1.2002 e DUE al massimo nati dopo il 1.1.2001
L’analisi interpretativa della Corte Sportiva di Appello Territoriale ha preso in esame lo spirito nella norma (cd. “Ratio Legis”). Tale Corte è giunta alla conclusione che “lo schieramento degli otto “fuori quota” – indubbiamente consentiti come numero massimo – tutti nati nel 2002 importi semmai una sorta di abdicazione ad un vantaggio di cui la Società avrebbe potuto legittimamente fruire se avesse optato per l’impiego di sei giocatori nati nel 2002 e due nel 2001”.

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