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Gruppi contro

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Un allenatore si chiede se, dove ci sono gruppi in conflitto, è il caso di usare il pugno duro, ma se le cose stanno a questo punto, occorre andare alle cause. Che cosa può essere successo? Iniziamo dai nostri possibili errori, e ho detto “nostri” perché ci caschiamo un po’ tutti. Abbiamo perso autorità. Siamo arrivati parlando di pugno di ferro, ma con il tempo abbiamo cominciato a fare eccezioni con quelli che ci sembravano più utili, di solito il talentino o i meno controllabili. Oppure, di fronte a qualche risultato negativo, abbiamo cercato di mantenerlo, e ora i giocatori scaricano tra loro l'aggressività che osano rivolgere a noi. Abbiamo creato inutili rivalità mettendoli in concorrenza, o abbiamo favorito qualcuno più dalla nostra parte, e abbiamo finito per creare piccole ingiustizie che i più polemici usano come pretesti per farci la guerra. Ci prendiamo i meriti per le vittorie e attribuiamo le colpe ai giocatori per le sconfitte, senza renderci conto che a loro basta mantenere un’andatura da crociera per far vedere chi comanda. Non esigiamo il rispetto delle regole e facciamo differenze fra prediletti e ignorati, come essere duri con i più fragili e cedere ai più arroganti, e in questo modo isolarsi in gruppi contrapposti è quasi inevitabile. Abbiamo difficoltà a suscitare interesse e partecipazione, spesso ci fa più comodo cercare rapporti fondati più sulla dipendenza che sul riconoscimento e l’apprezzamento reciproco e ci pesa ammettere e correggere i nostri errori. Non diamoci, però, troppe colpe, perché non è facile opporsi alle interferenze che vengono da fuori. Che cosa fare? Dopo aver corretto i nostri errori, di fronte a liti, ripicche, infantilismi e rivalità, abituiamoli a collaborare, in modo che l’esuberanza e la creatività si trasformino in uno stimolo verso proposte e comportamenti costruttivi. E intanto decidiamo. Va bene portare la nostra esperienza per risolvere i conflitti, ma se non basta, chi gioca contro sta fuori. Qualcuno se ne va? Pazienza, è meglio ricominciare da capo.
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