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Il dolore anteriore al ginocchio persistente e ricorrente: come affrontare la “sindrome femoro-rotulea”?

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Isokinetic Torino - Un importante studio scientifico lo chiarisce: bisogna agire presto con esercizi mirati e sotto guida medica.     Il dolore anteriore al ginocchio legato all’articolazione tra femore e rotula ( sindrome femoro-rotulea) è uno dei disturbi al ginocchio più comuni negli individui tra i 10 e i 50 anni di età, riguarda frequentemente i giovani (fino al 20% dei giovani adulti) e in particolare le ragazze (le femmine ne sono affette 2.5 volte più dei maschi) (1).   La sindrome femoro – rotulea è caratterizzata da dolore intorno o dietro la rotula durante attività quotidiane come salire o scendere le scale, accovacciarsi o correre.   Essa influisce sulla funzionalità nella vita quotidiana, sull'abilità a partecipare ad attività motorie nel tempo libero, nel lavoro, nello sport e in definitiva riduce la qualità di vita (2).   L’origine di questo disturbo è legata a diversi fattori: la debolezza muscolare di quadricipite e glutei, le alterazioni anatomiche del femore (le ginocchia valghe, con aspetto “a X”, più frequenti nella femmina), l’alterato controllo neuromuscolare del ginocchio durante la camminata, la corsa e i salti (3).   La diagnosi di questa patologia è effettuata dal medico, che spesso riceve pazienti che convivono da molto tempo con questo problema senza averlo efficacemente risolto. Infatti, quasi il 40% delle persone con sindrome femoro – rotulea continua a manifestare sintomi a 2 anni dall’insorgenza. Ciò comporta generalmente un uso frequente di antidolorifici e un abbassamento del livello di attività fisica (4).   Nella pratica clinica vengono proposti molti trattamenti diversi per aiutare i pazienti con sindrome femoro – rotulea.   In uno studio scientifico pubblicato nell’ottobre 2020 sull’importante rivista British Journal of Sports Medicine è stata effettuata un’analisi comparativa dell’efficacia dei trattamenti per questa condizione (5).   Questo lavoro di un gruppo internazionale, analizzando i risultati di 22 precedenti studi di alta qualità che hanno coinvolto 1472 persone con sindrome femoro – rotulea da almeno 6 settimane, fornisce una panoramica aggiornata e completa basata su evidenze scientifiche ed evidenzia alcuni fatti:
  1. la terapia della sindrome femoro – rotulea è nella maggior parte dei casi conservativa, non chirurgica;
  2. l’educazione del paziente da parte dell’équipe di cura per la corretta gestione quotidiana del suo problema al ginocchio è un elemento fondamentale per la buona riuscita della terapia. Il paziente deve conoscere i fattori che potrebbero aggravare il problema e contrastare le altre terapie in corso e deve comprendere le strategie da adottare in caso di comparsa del dolore, senza interrompere le attività
  3. l’esercizio terapeutico personalizzato e finalizzato al rinforzo muscolare dell’arto inferiore e al migliore controllo di bacino e tronco permette concretamente di migliorare la dinamica del ginocchio e di avanzare verso la guarigione;
  4. la terapia manuale e le ortesi (plantari) possono aiutare ma solo se associate a educazione ed esercizio terapeutico;
  5. tutti i suddetti interventi forniscono un’efficacia maggiore in termini di miglioramento dei sintomi rispetto al semplice wait-and-see (aspettare per un determinato intervallo di tempo senza intervenire), che andrebbe evitato.
  La sindrome femoro – rotulea deve essere affrontata sotto guida medica, con pazienza e continuità d’azione. Si vince principalmente con educazione ed esercizio terapeutico finalizzati al rinforzo muscolare e al miglioramento della qualità dei movimenti (ad esempio, con il lavoro di training neuromuscolare nella Green Room) per ottenere corrette strategie di comportamento in tutte le attività della vita quotidiana. [caption id="attachment_242794" align="alignnone" width="900"] Isokinetic Torino - La Green Room[/caption]

Dr. Marco Gastaldo

Medico Chirurgo

Specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa

Isokinetic Medical Group – Isokinetic Torino

  Riferimenti:
  1. Smith BE, Selfe J, Thacker D, et al. Incidence and prevalence of patellofemoral pain: a systematic review and meta-analysis. PLoS One 2018;13:e0190892.
  2. Rathleff MS, Rathleff CR, Olesen JL, et al. Is knee pain during adolescence a self-limiting condition? prognosis of Patellofemoral pain and other types of knee pain. Am J Sports Med 2016;44:1165–71
  3. Coburn SL, Barton CJ, Filbay SR, et al. Quality of life in individuals with patellofemoral pain: a systematic review including meta-analysis. Phys Ther Sport 2018;33:96–108.
  4. Lankhorst NE, van Middelkoop M, Crossley KM, et al. Factors that predict a poor outcome 5-8 years after the diagnosis of patellofemoral pain: a multicentre observational analysis. Br J Sports Med 2016;50:881–6.
  5. Winters M, Holden S, Lura CB, et al. Comparative effectiveness of treatments for patellofemoral pain: a living systematic review with network meta-analysis. British Journal of Sports Medicine Published Online First: 26 October 2020.
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