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L'evento più caldo dell'anno è il torneo fra i licei di Milano: Manzoni-Vittorini, una bolgia degna della Bombonera!

Finisce ai rigori dopo l'1-1 dei regolamentari; decisivo il penalty di Robustelli, atmosfera incredibile al centro sportivo "Cappelli"

L'evento più caldo dell'anno è il torneo fra i licei di Milano: Manzoni-Vittorini, una bolgia da calcio turco!

Non sono state le Finali Regionali, né tantomeno quelle Provinciali. Non reggono il confronto i playoff o i playout di qualsiasi categoria dilettantistica; non c'è stata manifestazione FIGC a livello giovanile che quest'anno abbia offerto un PANDEMONIO come quello andato in scena venerdì 4 giugno a Milano. 
Glorioso e scalcinato, il "Cappelli" di Piazza Caduti del Lavoro si è trasformato per una sera nell'incandescente colosseo che ha ospitato qualcosa come trecento persone malcontate, anzi trecento diavoli, ragazzi e ragazze, per la finale del Super High School Cup: di fatto un torneo auto-organizzato tra alcuni tra i più iconici istituti superiori cittadini.

 

I LUDI MILANESI

Agnesi, Manzoni, Vittorini, Vittorio Veneto, Tito Livio, Severi Correnti, Moreschi e Leonardo Da Vinci. Otto scuole rappresentate che si sono sfidate nelle settimane precedenti in un tabellone di quarti di finale, e che hanno visto arrivare in fondo il Classico di via Orazio e lo Scientifico di via Mario Donati. Se Liverpool-Everton si gioca in riva al Mersey, quello tra Manzoni e Vittorini è il derby della «Circonvalla» che separa i due istituti divisi da quattro chilometri. Ed è così che la casa dell'ex Savorelli si è trasformata in una specie di Ali Sami Yen, incendiato già prima della partita da cori, bandiere striscioni: Un assordante carnaio dantesco consumatosi in un clima di pulsante rivalità ultras.

LA PARTITA

Il Vittorini scende in campo con un completo grigio gatto anemico brandizzato "Grillo Traslochi", stracult milanese; il Manzoni risponde con un'entropica cromatura rossa che lascia spazio alle singole interpretazioni, da Istanbul alla Barona passando per il North London. Il livello è quello di una ruspante Under 19, poco spazio ai ricami e alle geometrie da esteti, bensì lotta aperta aperta all'arma bianca su ogni pallone, che schizza di qua e di là come in un flipper degli anni '80. Non Masterchef, più Camionisti in trattoria, ma proprio questo è il bello.

È il «Calcio del Barrio» all'ennesima potenza: muscoli, sudore, scarpate. Detto questo, abbiamo comunque assistito negli anni a finali ufficiali di categoria ben più brutte e noiose. Il risultato si sblocca nella ripresa con il calcio di rigore trasformato da Ferrara che fa esplodere la parte di tribuna manzoniana. Il Vittorini però non molla, e trova il pari grazie alla deviazione volante di Indovina, con tanto di "tardelliana" esultanza. 1-1 ai fine dei regolamentari, si va così ai rigori dove proprio il Vittorini è più preciso fino al 5-3 conclusivo frutto del penalty decisivo realizzato nel boato da Robustelli.

SANGUE E ARENA

Come detto, lo spettacolo è stato in campo ma anche e soprattutto sugli spalti. La rivalità tra le due scuole, speziata e insaporita anche da una mantecatura di ideologia politica, è totale. Ciò che si vede normalmente sui campi di periferia è roba da Orsetti del cuore contro Mini Pony rispetto a quanto ammirato venerdì. Le due frange sono vicine come fiamma ossidirica e azoto liquido. Non mancano gli sfottò, le provocazioni, le bandiere rubate e rovesciate.

C'è anche qualche contatto che porta persino a una temporanea sospensione dell'incontro, ma ciò che non è mai venuto meno è una latente, e gioiosa, consapevolezza di GIOCO. -Ci divertiamo a fare gli ultrà inneggiando i nostri compagni come fossero Carlos Tevez alla Bombonera. Ma è la nostra festa di fine anno, lasciateci fare un po' i cazzoni-. Questo, almeno, è quello che si è percepito e apprezzato dal campo: una grandiosa rappresentazione, una mimesis greca di un mondo complesso e talvolta controverso come quello delle curve, ma indiscutibilmente maestoso ed emozionante.

IL DEUS EX MACHINA

C'è da farsi due domande se un evento del genere lo organizzano dei ragazzi, con le loro forze e le loro risorse, mentre gli eventi ufficiali hanno molte delle volte il calore di un circolo numismatico. Il torneo è frutto della collaborazione dei capitani, ma sopratutto dell'iniziativa di uno in particolare. Avevamo già parlato di Ludovico Lombardo quando da solo, in tempo di pandemia, disboscò e riqualificò un campetto di calcio pur di potersi allenare. Buon calciatore (gioca nell'Iris 1914 e ha partecipato al torneo con il suo Agnesi), è stato il principale promotore e organizzatore dell'evento. Ma soprattutto un ragazzo di uno spirito e di un'intraprendenza non comuni.



Un fulgido esempio di "nichilista attivo" oseremmo dire citando Nietzsche. Manifesto vivente di una generazione di giovani consapevole e coraggiosa. «Sì, lo sappiamo che viviamo in un mondo un po' di merda. Ma il futuro è biologicamente nostro; sta a noi plasmarlo con le nostre azioni. Agendo, sperimentando, vivendo». Non sono parole di Ludo, ma siamo pronti a scommettere che le sottoscriverebbe.
Ne siamo sicuri perché il ragazzo ha fatto un'altra cosa grandiosa venerdì scorso. In quella bolgia turca lui ha arbitrato, e lo ha fatto, peraltro molto bene, senza avere particolare titolo o esperienza. «Tutti vogliono giocare a calcio - queste sì sono parole sue - ma nessuno vuole arbitrare. Così, semplicemente, l'ho fatto io...». Come direbbe Cassano: Sciapò!

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