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Cavenago-Renate ecco l'accordo: la società giallorossa farà parte dell'academy delle pantere

Renate-Cavenago
È stato ufficializzato nella giornata di ieri l'accordo tra Cavenago e Renate. La formazione del Presidente Paolo Sotgiu entra cosi nel percorso di affiliazione della formazione nero azzurra. Il progetto riguarderà l'attività di base del Cavenago che vedrà affiancare ai propri istruttori, i tecnici del Renate, che metteranno a disposizione la propria conoscenza a servizio dei ragazzi e degli stessi allenatori. Un'affiliazione che riempie d'orgoglio la società brianzola che sottolinea la propria dedizione e passione messa a disposizione dei propri atleti. Un progetto nato grazie a Stefano Brambilla, responsabile dell'attività di base a Cavenago e allo stesso Presidente che cosi commenta la nuova affiliazione: «Solitamente sono sempre stato contrario a questo genere di affiliazioni. Nel mio trascorso nel mondo del calcio ho visto questo genere di iniziative come una sorta di specchietto per le allodole per portare a casa il maggior numero di iscrizioni senza un vero ritorno. Negli anni passati non eravamo ancora pronti come società a tuffarci in queste affiliazioni, quest'anno però vista la nostra crescita e la possibilità molto valida e davvero utile, del Renate, abbiamo ritenuto fosse arrivato il momento per noi di accettare questa proposta. Si tratta di un tentativo di alzare il livello e la qualità della nostra attività di base: era qualcosa che mancava, a livello agonistico siamo cresciuti tanto ora è arrivato il momento di fare lo stesso anche con i più piccoli. La Renate Academy è utile per crescere e non per acchiappare qualche iscrizione in più. La possibilità di avere vicino persone più qualificate vista l'esperienza a livello professionistico, è importante non solo per i ragazzi ma anche per gli stessi tecnici. Siamo una realtà che nel suo piccolo sta facendo il massimo per continuare a migliorarsi e speriamo che questa nuova iniziativa ci faccia continuare su questo percorso di crescita. Dobbiamo dimostrare a noi stessi e alle altre società che non serve essere rose blasonate e grandi per fare un lavoro di qualità, con la giusta programmazione lo stesso si può ripetere in società più piccole come la nostra».
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