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A.C. Football Leon, parla il D.S. Stefano Signori: «La forza del club è nella coesione. I Leoni sono la mia famiglia»

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Stefano Signori è una colonna portante dell’A.C. Football Leon, eppure da sei anni ripete come un mantra le stesse parole, che risuonano nella bocca di tutti i Leoni: al centro di tutto c’è la società, che è una vera e propria famiglia, l’attaccamento ad essa e ai suoi valori. Sarà anche per questo che Stefano, dopo anni come tecnico, ha accettato l’incarico offerto dai fratelli Coccimiglio come Responsabile dell’Agonistica: «Ho giocato, anche senza raggiungere grandi livelli, fino ai 24-25 anni. I miei primi passi da allenatore li ho mossi nel Cederna, che adesso è Città di Monza. Dopo qualche annetto come secondo sono passato alla Casati Arcore, dove ho allenato Giovanissimi e Allievi regionali sempre come secondo tecnico, per poi passare a essere primo allenatore fino alla categoria degli Allievi, e vincendo con l’ultimo anno il campionato e non solo. Infine sono andato a Renate, dove ho condotto una bellissima stagione con i Giovanissimi. L’impegno però stava diventando sempre maggiore, così sono tornato alla Casati Arcore per un paio di anni; poi ho avuto la grandissima fortuna di arrivare all’M.G.M, e conoscere i fratelli Coccimiglio che ora sono la mia società, la mia famiglia, i miei amici migliori. Qui sto veramente bene». La decisione di cambiare ruolo non è stata dettata dal caso, racconta Stefano, ma è scaturita dal rapporto di fiducia che lo lega tutt’ora al club arancione: «Dopo sei anni al Football Leon, sul campo avevo esaurito l’entusiasmo. Pur di rimanere nell’ambiente, di respirare l’aria di Lesmo e di questa società ho accettato, anche compatibilmente con i miei impegni lavorativi, il ruolo di Responsabile dell’Agonistica. Adesso, a 51 anni, posso dire che la figura del direttore sportivo mi si addice di più, anche perché ritengo sia giusto lasciare il compito di allenatore a ragazzi più giovani; non si tratta tanto di un gap di età, quanto di grinta e di voglia di fare che stava venendo meno». Ciò che non è venuto meno, invece, è probabilmente il motivo cardine del sodalizio duraturo tra Signori e i fratelli Coccimiglio: «Sicuramente anche Gianni, Michele e Maurizio hanno visto in me qualcosa di positivo, soprattutto sotto il profilo dell’attaccamento ai valori di una società, e per l’atteggiamento che ho sempre tenuto con i ragazzi anche come allenatore». Uno scegliersi reciproco confermato stagione dopo stagione, e che si traduce, come spiega Stefano, in una vera e propria sinergia che travalica la staticità dei ruoli nell’organigramma della società arancione: «E’ vero che sono io il Responsabile dell’Agonistica, ma in realtà svolgo i miei compiti in strettissima collaborazione e con la supervisione di Maurizio Coccimiglio; senza di lui non sarei mai riuscito a fare, letteralmente, il Direttore Sportivo dei Giovanissimi e degli Allievi; ho sempre avuto una buona esperienza come educatore, come tecnico, ma non avevo l’occhio allenato ad una visione complessiva di più squadre. Oggi ho moltissimo a che fare moltissimo con i mister, ma anche con i ragazzi; il mio è perlopiù un ruolo concentrato sull’organizzazione, sulla programmazione». Nonostante si sia adattato bene, negli anni, a rivestire figure differenti per l’amore di un club che lo ha accolto e lo ha integrato tra i propri affetti, c’è un aspetto dove Stefano fa ancora fatica ad esprimersi; ed è proprio qui che si manifesta ancor di più la collaborazione e il rapporto affettivo con i vertici della società: «Personalmente sono poco ferrato nel talent scouting dei ragazzi; a quello pensano soprattutto i fratelli Coccimiglio, che hanno moltissime conoscenze e anche capacità di fiutare la bravura dei giocatori. Ma tra di noi, oltre un grande rispetto, c’è anche molta affinità, ci troviamo bene su ogni aspetto del nostro lavoro, pertanto è semplice confrontarsi e giungere a delle conclusioni che sono ottimali per la società». Anche durante l’anno passato, difficile per tutti e anche per il calcio dilettantistico, Stefano non ha mollato la presa, e ha cercato di fare del suo meglio per portare avanti il progetto e lo spirito del club dei Leoni: «Durante questi mesi ho sentito molto spesso i mister, ma anche i ragazzi. Sia io che Maurizio, Gianni e Michele abbiano fatto diverse chiamate alle varie categorie di giocatori, per cercare di tenere alto il morale e la coesione delle squadre. Siamo pronti per ripartire alla grande, non appena sarà possibile». Mai dire mai, ma inutile dire che il futuro di Signori ad oggi è di un solo colore, l’arancione.  
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