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Il Torneo che da festa di compleanno si è trasformato in evento «nazionale»

Il Torneo Clotilde di calcio a 5, ideato dal ventisettenne Alessandro Cella, è arrivato alla ventesima edizione

Da una festa di compleanno a un evento «nazionale»: il Torneo Clotilde di calcio a 5 ideato da Alessandro Cella

I partecipanti dell'edizione 2020 del Torneo Clotilde

C’è un calcio che unisce, al di là delle età e dei contesti culturali e sociali; il calcio non dei milioni di euro, ma di centinaia di ragazzi che quest’anno prenderanno parte alla ventesima edizione del Torneo Clotilde di calcio a 5, ideato e organizzato ogni anno dal brugherese Alessandro Cella in occasione del suo compleanno. Una vera e propria tradizione, nata nel lontano 2006 e con protagonisti un gruppo di amichetti, e con scenario prima una palestra parrocchiale, poi il giardino condominiale di via Santa Clotilde dove Alessandro è cresciuto. «Complice il passaparola tra i miei amici, ogni “edizione” è cresciuto il numero dei partecipanti, così ci siamo messi alla ricerca di volta in volta di spazi che ci ospitassero». È già qualche anno che Cella e compagni hanno scelto il centro sportivo Sportpark di Vedano al Lambro per ospitare il torneo, ma mai come quest’anno le cose sono state fatte in grande: circa 40 partite da 12 minuti l'una, per decretare in poco più di un pomeriggio la squadra vincente. Ma non solo: oltre la coppa per il primo posto la novità di quest’anno sarà il salame di Piacenza quale premio per il team che la spunterà nella finale per la terza e la quarta classificata, medaglie e trofei personalizzati per il miglior giocatore e i miglior portiere. Ci sarà una vera e propria cerimonia di apertura, con la presentazione delle rose provenienti da tutta Italia: dalle province di Monza e Brianza, Milano, Varese, Como, Brescia e Pavia, ma anche da quelle di Novara, Genova, Savona, Piacenza e Napoli. Tra le new entry si aggiungeranno una squadra Under 15 e probabilmente una femminile, e chissà che nelle prossime edizioni il torneo non si estenda anche al calcio integrato.

Tanto entusiasmo, dunque, e una gran voglia di preservare il gioco del calcio nella sua genuinità; capisaldi che Alessandro, insegnante di scuola media ma calciatore amatoriale da una vita, ha trasferito nell’organizzazione del Torneo Clotilde con l'obiettivo di regalare ad atleti e tifosi una giornata all'insegna della spensieratezza e dell'intrattenimento.

«Personalmente non ho mai smesso di giocare, alle spalle ho vari anni di esperienza nel campionato CSI, nella società sportiva ARCA di Brugherio, nel calcio a 7 con il Cinisello, e anche calcio a 5 in campionati amatoriali» precisa il ventisettenne – Ma lo scopo del Torneo Clotilde è diverso». Riunire ed unire le persone, ciò che infatti si sta realizzando anno dopo anno: «Io sono il solo “collante” tra tutti le squadre, che provengono da contesti sociali, culturali completamente differenti, e che inizialmente non si conoscevano. Oggi si è creata una famiglia, gente che non si frequentava o vedeva da anni ora si saluta e ha trovato in questo torneo l'occasione per superare le distanze di tutti i giorni».

Quello che è certo è che non si tratterà solo di una festa di compleanno, o di un torneo di calcio, ma di un evento animato da performance circensi, con tanto di fuoco, da musica e coreografie con le torce. E la risposta sul successo del torneo la danno gli stessi partecipanti, che anno dopo anno hanno confermato la loro presenza, alzando sempre più il livello: «Il bello del Torneo Clotilde è che sia dentro il campo sia fuori si vive un'atmosfera diversa; in quei dodici minuti può succedere di tutto».

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