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L'intervista

Scoprì per l'Atalanta giocatori come Jack Bonaventura e Franck Kessié: il Meda organizza il primo Memorial Favini

Emanuele Cusimano racconta la prima edizione del torneo in memoria di Mino Favini, storico talent scout partito dall'AC Meda

AC Meda under 12

La squadra di casa che ha partecipato al torneo dedicato al talent scout

Un torneo volto a ricordare un personaggio che ha fatto la storia del nostro calcio. Fermo "Mino" Favini è stato il talent scout che, per esempio, ha reso l'Atalanta la grande realtà che oggi conosciamo, scoprendo giocatori come Giacomo Bonaventura, Mattia Caldara o Franck Kessié, per citarne alcuni. La sua carriera iniziò proprio da Meda, città nella quale scomparse tre anni fa e che nello scorso mese lo ha omaggiato.

LA FIGURA DI "MINO"

Emanuele Cusimano, responsabile dell'attività di base della società, racconta l'emozionante competizione disputata dal 15 al 18 giugno scorsi: «Ci tenevamo attraverso questo Memorial a far vivere ai nostri ragazzi un'emozione unica, cercando di spiegare loro l'importanza della figura di Mino». Infatti, oltre alla gioia di disputare un torneo contro avversarie del calibro di Atalanta, Accademia Como, Masseroni, Lecco e Renate allo stadio Città di Meda, gli Under 12 bianconeri hanno vissuto intensamente la manifestazione anche grazie alle attenzioni della società: «Volevamo che fossero gli iscritti in prima persona ad informarsi sulla sua storia, affinché avessero coscienza di chi è passato dalla stessa realtà prima di loro. Lo hanno fatto e per questo erano emozionati ed agitati, è stato bellissimo vederli così. Alcuni li ho visti con gli occhi lucidi, è l’essenza del calcio».

A tal proposito, il rispetto e la stima per la figura di Favini a Meda sono grandi: «È importante ci si ricordi di lui. C'è l'obiettivo a lungo termine di intitolare a lui il nostro centro sportivo, ma ci sono tempistiche che purtroppo sono lunghe. Soprattutto per gli appassionati di scouting, non si può non averlo come modello di riferimento. È chiamato "Il Maestro" apposta»

IL RICORDO

Parlando di aspetti tecnici, come è avvenuta l'organizzazione? «Si è trattato del primo memorial per Mino, lo abbiamo voluto fortemente. Grazie al figlio abbiamo potuto prendere in prestito dei suoi appunti dalla sua casa di Meda, che hanno aggiunto emozioni extra. Tutte le società invitate sono state super cordiali, perché organizzare un torneo a metà giugno non è facile. Quelle coinvolte, invece, si sono rese disponibili per le quattro serate».

Ma come si è omaggiata la figura cui è intitolato l'evento? «Durante la premiazione finale il presidente Gigi Cairoli ha fatto un discorso a squadre e genitori, ricordando l'importanza di "Mino" nel sistema calcio italiano, al termine del quale c'è stato un appaluso che, sembra scontato, non finiva più». Non solo, però. L'Atalanta, infatti, tramite il responsabile dell'attività di base Stefano Bonaccorso ha regalato al Meda una maglia in segno di ringraziamento per la precisa organizzazione, dimostrando apprezzamento per la buona riuscita dell'evento.

«Hanno chiesto di ripeterlo il prossimo anno, ci tenevano a ringraziarci. Anche perché Favini ha recitato un ruolo chiave anche a Bergamo, come detto», ha sottolineato Cusimano. La sfida è stata immediatamente colta dal Meda, con il dirigente che ha specificatamente spiegato di voler replicare nel 2023: «L'obiettivo della società ora è di ampliarlo ogni anno di più. Siamo partiti con sei squadre per capire la fattibilità del progetto, ma sicuramente nella prossima stagione allargheremo il numero di partecipanti, con un anno di tempo per organizzarlo»

IL MEMORIAL

Emanuele, principale addetto alla pianificazione della quattro-giorni di calcio, ci racconta come è nata l'idea e come è stata poi realizzata: «Una volta in possesso degli scritti personali dello storico talent scout, non sapevamo come sfruttarli al meglio per onorare il suo ricordo. Così, abbiamo chiesto al presidente se si riuscisse a realizzare un memorial con le società che hanno fatto parte del suo percorso. Cairoli ha aperto subito alla possibilità e abbiamo iniziato in poco tempo a programmare, cercando di accontentare tutti gli invitati». Poi, sottolinea: «L'intero staff AC Meda, ma anche dirigenti, mister, presidente e persino genitori ci hanno aiutato molto. Senza la disponibilità di tutte le parti non avremmo potuto realizzarlo. Sotto ad un solo nome, in realtà, c'è stata grande collaborazione. Un ambiente positivo aiuta sempre, aggiunge magia»

Oltre all'aspetto sentimentale, comunque, c'è anche il campo. Va riportato che il mini torneo estivo si è disputato su due gironi da tre, che hanno preceduto la finale tra Atalanta ed Accademia Como, vincenti dei rispettivi A e B. Ad alzare la coppa è stata la seconda, ma anche Cusimano evidenzia di come i risultati sportivi, in questi casi, passino in secondo piano: «Abbiamo regalato, credo, ai nostri ragazzi la possibilità di vivere un'esperienza unica. Spero che in loro rimanga un ricordo indelebile di queste serate, perché è l'essenza del calcio giovanile».

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