Cerca

Focus

Calciatori 'troppo' istruiti': niente più 'chicche di ignoranza'. Altro che Mai Dire Gol!

Studio AIC sui laureati dalla Lega Pro alla Serie A. Addio interviste 'indimenticabili': da Totti a Schillaci, da Trapattoni ad Altobelli

Calciatori 'troppo' istruiti': niente più 'chicche di ignoranza'. Altro che Mai Dire Gol!

Forse oggi non potrebbe esistere un’altra ‘Mai dire Gol’, la celebre trasmissione della mitica Gialappa’s Band che spopolò nei primi anni ’90. Simpatia devastante del trio passato alla storia della conicità in Italia e personaggi comici diventati icona (vedi Antonio Albanese e il suo ‘Frengo e stop’ da Foggia e Teo Teocoli nelle vesti indimenticabili di Luigi Caccamo da Napoli) potrebbero non bastare senza quei calciatori, allenatori e presidenti che coloravano il mondo della Serie A, sul campo e soprattutto nelle interviste televisive.

Nelle quali mostravano tutta ‘l’ignoranza’ (senza offesa per nessuno) di un mondo sicuramente più ruspante e genuino rispetto ai giorni nostri. Dove sponsor, format tv, canali tematici e presentabilità necessaria degli attori-calciatori, allenatori e presidenti. ‘Abbiamo messo una checca sulla torta della nostra squadra’ affermava il mitico presidente del Cesena, Lugaresi. ‘Certamente ci sono creduto che avremmo qualificarci’ invece la gemma del mastodontico Bellomo, presidente del Monopoli, diventato famoso anche per un ‘braccio in piedi’ a reclamare un rigore per fallo di mani. Gialappa’s Band che ebbe in giocatori come Totò Schillaci, Francesco Totti, Spillo Altobelli e il re assoluto di Mai Dire Gol, come Giovanni Trapattoni, a segnare pagine indimenticabili di ‘ignoranza calcistica’.

«Si sono fatti nomi di squadra di cui non sono d’accordo, si sono fatte avanti queste squadre di qua, di cui ho detto che rinuncerei anche a stare», «Tutti si aspettavano un punteggio più largamente», «Certo, non ho un fisico da bronzo di Rialto» e infine «E’ un gol che dedico in particolare a tutti» alcune perle di Totò Schillaci.

«Devo ringraziare i miei genitori, ma in particolare mia madre e mio padre» e «Questa Inter è come un carro armato a vele spiegate» le punture di Spillo Altobelli così come un Totti ispirato, a un inviato che disse ‘Carpe Diem’, rispose: «No, raga’. Nun parlare inglese che non capisco». Per chiudere con il maestro Giovanni Trapattoni, che sentenziò: «Abbiamo ritrovato il nostro filo elettrico conduttore».


Tutto questo splendido mondo non c’è più. Nei personaggi, nella semplicità e spontaneità di un calcio diventato patinato e riservato agli spazi concessi. Senza più nulla o quasi lasciato all’emozione e alla possibile gaffe da trance agonistica. Ma anche perchè, così come evidenziato dall’ultimo studio effettuato dall’Associazione Italiana Calciatori, nel calcio professionistico di oggi, dalla Lega Pro alla Serie A, si è alzato notevolmente il livello e il grado di ‘scolarizzazione’. In particolare sono rilevanti i numeri di calciatori iscritti a percorsi di studio, corsi di laurea e laureati. In quel fenomeno del ‘dual-career’, ovvero la doppia carriera sul campo e sui ‘banchi di scuola’, che dimostra nei fatti come fare una carriera da calciatore professionista, oggi più che ieri, non precluda assolutamente il possibile percorso parallelo negli studi.


RICERCA AIC SU “ATLETA STUDENTE”

La ricerca AIC analizza il numero di calciatori professionisti laureati ed iscritti ad un percorso di laurea. Un dato concreto per analizzare le politiche di “dual-career” realizzate dall’Associazione Calciatori

Studiare e fare il calciatore professionista è possibile. Lo dimostrano i dati dell’indagine AIC. Oggi il 4,8% dei calciatori di Serie A, B e C è laureato. Un dato molto cresciuto nel corso degli ultimi anni. Analizzando le singole categorie, tuttavia, si possono trarre ulteriori considerazioni rilevanti.

La Serie A ha una percentuale di calciatori laureati pari al 2% del totale. Atleti che hanno puntato equamente sulla formazione universitaria in Economia e su quella in Scienze Motorie.

In Serie B, su un numero di calciatori laureati pari al 4,7% del totale, la laurea più diffusa è quella di Scienze Motorie (2,4%), cui si aggiunge quella in Sport Management (0,7%). L’1% dei calciatori della serie cadetta è già laureato in Economia, ma vanno segnalati anche i calciatori laureati in Filosofia e Giurisprudenza (0,3% del totale).  

In Lega PRO, la percentuale di calciatori laureati cresce fino al 5,7%. Anche in questa categoria, sono Scienze Motorie (3,4%) ed Economia (1,7%) gli indirizzi più scelti. Ma anche in questa categoria sono presenti lauree meno diffuse, a riprova di una differenziazione degli interessi degli atleti e di una maggiore consapevolezza delle politiche di “dual-career”: Scienze Politiche, Giurisprudenza e Ingegneria.

Oltre ai calciatori già laureati, cresce sensibilmente il numero dei calciatori che stanno attualmente frequentando un percorso di laurea. Oggi gli “atleti-studenti” professionisti rappresentano l’11,4% dei calciatori di Serie A, Serie B e Serie C.
Anche tra i calciatori iscritti, nonché tra le loro scelte accademiche, si registrano delle differenziazioni in base alla categoria.

In Serie A, gli atleti iscritti rappresentano il 5% del totale. Scelgono principalmente Scienze Motorie (1,8%) ed Economia (1,3%). Si registrano, tuttavia, anche iscritti a Scienze politiche (0,9%), Giurisprudenza e Sport Management (0,5%).

In Serie B la percentuale di atleti iscritti all’Università sale al 7,6% del totale. Poco meno della metà (3,2%) è iscritto a Scienze Motorie e l’1,8% ad Economia. Segue Sport-Management con lo 0,7% dei calciatori di categoria iscritti, ma si segnalano anche iscritti a Psicologia, Scienze Politiche, Ingegneria, Lingue e Marketing.


La Lega PRO conta il numero più alto di calciatori iscritti: 14,6%. Anche qui è il corso di Scienze Motorie la scelta più diffusa (7,9%). Economia (2%) è meno scelta rispetto alle altre categorie. Molti altri percorsi scelti dai tanti ragazzi iscritti, anche se con percentuali inferiori all’1%: Giurisprudenza, Architettura, Ingegneria, Psicologia, Scienze dell’Alimentazione, Agraria, Fisioterapia e perfino Biologia e informatica.

In conclusione: i dati mostrati dall’indagine offrono un quadro in netta crescita rispetto a 10 stagioni fa. Specie se si considera che gli “studenti” analizzati sono tutti sportivi professionisti e che, sommandoli gli atleti laureati a quelli attualmente iscritti, si otterrebbe una percentuale di “Atleti-Studenti”, nel calcio professionistico, pari al 16,2% del totale.

In questa crescita, registrata nel corso degli ultimi anni, ha certamente giocato un ruolo determinante l’impegno svolto dall’Associazione Calciatori con un “dual-career program”, con l’attività di “orientamento alla formazione” e con i tanti percorsi di consapevolezza realizzati, dai settori giovanili agli ex-calciatori.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400