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Storie di calcio

Dalla Juventus alla 4ª serie in Francia: il sogno di un bambino diventato un ‘buon affare’ per tutti e un incubo per lui

Il ct Mancini ha convocato per lo stage a Coverciano, il talento classe 2002 che, alle porte della Serie A e dal coronamento del suo sogno, sta vivendo un ‘inferno calcistico’

Dalla sua Juve alla 4ª serie in Francia: il sogno di un bambino diventato un ‘buon affare’ per tutti tranne che per lui e la ‘benedizione’ di Raiola

Franco Tongya da Esordiente nelle giovanili della 'sua'Juventus

Da quando da Pulcino indossò per la prima volta quella che era diventata la sua seconda pelle, ovvero la maglia della Juventus, la squadra della sua città natale, Torino, e del suo cuore di tifoso, Franco Tongya, esterno offensivo nato il 13 marzo 2002 di origini camerunensi, sono passati oltre 10 anni.

Franco Tongya con la sua prima maglia: quella del Brandizzo


Da quando dopo i primissimi calci al Brandizzo, viene selezionato dalla Juventus. Dove anno dopo anno, categoria dopo categoria, Franco Tongya compie passo dopo passo, la storia affascinante di un sogno di bambino: arrivare fino in prima squadra ed esordire con la maglia della tua vita, quella della Juventus, sul palcoscenico più importante.

Franco Tongya quando era un Pulcino della Juventus


UN DESTINO A LIETO FINE CHE SEMBRAVA GIA' SCRITTO...

Protagonista assoluto in tutte le annate e le categorie nelle giovanili della Juventus, culminato con la vittoria dello Scudetto nella categoria Under 15 nel 2017. Dai Pulcini fino alla Primavera e all’Under 23 bianconera sempre da protagonista assoluto. Tanto da essere convocato e rappresentare anche un punto fermo di tutte le giovanili azzurre. Con l’apice raggiunto con la Nazionale Under 17 di Carmine Annunziata, della finalissima del Campionato Europeo del 2019 persa con il Portogallo.

FINALE EUROPEO UNDER 17 - 2019

IL TABELLINO

OLANDA-ITALIA 4-2

OLANDA (4-3-3): Raatsie; Hoever, Bogarde, Rensch, Salah-Eddine (68' Kasanwirjo); Taylor, Taabouni (86' Proper), Maatsen; Hansen (68' Unuvar), Bannis, Brobbey. All. Peter Van Der Veen

ITALIA (4-3-1-2): Molla; Lamanna, Dalle Mura, Pirola, Moretti (46' Ruggeri) Brentan (47' Sekulov), Panada (K), Udogie; Tongya (82' Giovane) ; Cudrig (46' Colombo), Esposito. All. Nunziata

ARBITRO: Espen Eskås (NOR)

MARCATORI: 20' Hansen, 37' Bannis, 45' Maatsen (O), 56' Colombo (I), 69' Unuvar. 88' Colombo (I)

La trafila con presenze, reti e minuti giocati da Tongya nelle gare di campionato nelle giovanili della Juventus

(dal database di SprinteSport)


Un club Azzurro che per Franco Tongya, purtroppo, rimane l’unica ‘casa Italia’ possibile. Non solo perchè Tongya ha militato e milita tutt’ora nella selezione di categoria, l’Under 20, ma soprattutto perchè, ‘sparito’ dai radar calcistici italiani, è stata la chiamata del Ct Roberto Mancini di qualche giorno fa per lo stage a Coverciano dedicato ai 53 prospetti e profili giovani da monitorare in chiave Nazionale futura, a riportare, giustamente, i riflettori puntati su Franco Tongya e la sua strana storia diventata un incubo calcistico…


La carriera di Tongya nelle nazionali Azzurre giovanili (fonte: www.transfermarkt.it)


GOGNA MEDIATICA NEL VORTICE PLUSVALENZE

Il nome di Franco Tongya, purtroppo, era balzato su giornali e news di ogni tipo nei mesi scorsi, non purtroppo per le sue geste calcistiche e tecniche sul campo, ma in relazione alle indagini sulle plusvalenze di alcuni club italiani tra cui la Juventus. Il nome e il trasferimento di Franco Tongya all’Olympique Marsiglia, in cambio del francese Marley Ake, per la cifra di 8 milioni di Euro, aveva portato il nome di Tongya alla ‘gogna mediatica’, per una situazione su cui il povero talento azzurro nulla ha potuto e avrebbe potuto fare. Il nome di Tongya è stato così sbattuto su titoli e telegiornali, ignorando però la sua ‘storia’. Che da sogno di bambino è diventata un incubo e una testimonianza di un ‘sistema calcio’ da rivedere, analizzare e da cui trarre le doverose indicazioni…

L'attuale scheda-profilo di Tongya su www.transfermarkt.it


RISCOPRENDO QUEL SOGNO DI BAMBINO...


Franco Tongya, ha indossato la maglia della Juventus da quando aveva 7 anni, e in bianconero arriva fino all’Under 23, dove splende, e già nel 2019 si scriveva di lui come possibile e imminente prospettiva di prima squadra, come sulle pagine della Gazzetta dove si leggeva:

«esterno d'attacco torinese di nascita, capace di giocare sia a destra che a sinistra, e all'occorrenza pure dietro a una prima punta. Ha dribbling e una potenza fisica notevole per l'età, che lo porta a cercarsi lo spazio necessario a esplodere il destro».


Fino a qui una favola di sogno di bambino che, grazie al suo talento, la sua tenacia, impegno e perseveranza, sempre seguito con grande affetto e altrettanta discrezione dalla sua splendida famiglia, sembrava destinato a ripercorrere le orme dei Marchisio, Giovinco e De Ceglie, o di Fabio Miretti, di veder coronato tutto il percorso da Pulcino fino alla Serie A con la maglia del cuore della ‘sua’ Juventus. Un sogno che, però, si complica quando Franco Tongya comincia a ‘diventare grande’.

Franco Tongya e la Juventus Under 15, Campione d'Italia nella stagione 2016-2017


GENNAIO 2021: L'INIZIO DELLA FINE DEL SOGNO...

Ad inizio della sua carriera Franco Tongya è assistito da Andrea Pastorello ma nell’estate del 2020, quella cruciale in cui Tongya diventa maggiorenne, l’agenzia di Mino Raiola comunica l’entrata nella sua squadra proprio di Franco Tongya, diventandone così la guida al di fuori del campo. Qualche mese dopo, a gennaio 2021, al momento di ‘mettere firma’ con la Juventus sottoscrivendo il suo contratto da professionista, la firma e l’accordo non arrivano. Casistica già vista - quella che nella delicata finestra tra i 16 e i 18 anni, in cui un calciatore può decidere del suo destino senza 'vincoli' - all'epoca della prima migrazione di Scamacca al Psv Eindhoven quando militava nelle giovanili della Roma e come accade sempre più spesso con i nostri giovani talenti, vedi il caso di Manuel Pisano, classe 2006, che tra qualche settimana lascerà la Juventus per approdare al Bayern Monaco. 

Si è scritto e sentito di rapporti non dei migliori tra club e giocatore. E qualche settimana più tardi la trama del film si ingarbuglia, fino alla sua ‘risoluzione’ finale. Che viene scritto qualche settimana dopo. Nel gennaio 2021 infatti, la Juventus si trova davanti a una decisione da prendere (o forse già presa): vendere Tongya prima che vada in scadenza e sia libero ‘a zero’ a giugno 2021. Ed ecco che Tongya, da talento coltivato e da far brillare, si trasforma in un ‘ottimo affare’ possibile per le casse societarie, in un momento delicato come quello in piena pandemia. Così, nella sessione di mercato invernale, Tongya viene ceduto e scambiato con Marley Akè, francese, dell’Olympique Marsiglia. E’ la famosa operazione da 8 milioni di Euro finita nel mirino dell’indagine recente sulle plusvalenze (già chiusa a livello sportivo con un ‘nulla di fatto’)Un’operazione di cui riportiamo l’allora nota ufficiale del club bianconero:

Juventus Football Club S.p.A. comunica di aver perfezionato con la società Olympique de Marseille SASP i seguenti accordi:Acquisizione a titolo definitivo del diritto alle prestazioni sportive del calciatore Marley Akéa fronte di un corrispettivo di 8 milioni di Euro pagabile in tre esercizi. Juventus ha sottoscritto con lo stesso calciatore un contratto di prestazione sportiva quinquennale fino al 30 giugno 2025. Cessione a titolo definitivo del diritto alle prestazioni sportive del calciatore Franco Tongya a fronte di un corrispettivo di 8 milioni di Euro pagabile in tre esercizi. Tale operazione genera un effetto economico positivo di circa 8 milioni di Euro”.

UN BUON AFFARE PER TUTTI, TRANNE CHE PER QUEL SOGNO DI BAMBINO...

Il sogno di bambino di Franco Tongya, diventa così, negli ingranaggi del sistema calcio, una splendida operazione a livello economico-finanziario per il club (o meglio, per i club visto che i benefici dell’operazione sono per il bilancio bianconero quanto per quello dei francesi) e per l’entourage che lo rappresenta. Per una scelta non semplice. Perchè un ragazzo di ottime prospettive ma ancora senza ancora presenze e militanza in una prima squadra di un campionato professionistico d’elite, a meno di 20 anni, e con una trafila interamente nelle giovanili bianconere, potesse trovare terreno fertile per la sua crescita calcistica in uno dei 5 top campionati d'Europa, in un club con pressioni di piazza e di risultati come l'Olympique Marsiglia e in un contesto completamente diverso da quello vissuto fino ad allora dal ragazzo, si è dimostrato un passo forse troppo ambizioso. Un giovane come Tongya infatti, ha bisogno, come tutti i giovani di talento di poter giocare e sbagliare, di avere un ambiente in grado di proteggerlo, aspettarlo, farlo maturare senza fretta e senza il rischio di bruciarlo.

Condizioni e situazione ben diversa da quella in cui Tongya viene catapultato. E che, come alcuni pensieri non proprio positivi sulla bontà della scelta e della destinazione, in relazione al percorso di maturazione ancora da compiere, si materializza lo scenario da incubo per Tongya, come purtroppo non era difficile ipotizzare all’Olympique Marsiglia. Squadra e club con grandissima pressione ambientale, con giocatori di livello mondiale, con aspettative di risultati immediati e un ambienete non proprio semplce anche al di fuori del campo. Franco Tongya, giovane talento ancora tutto da sbocciare, non trova spazio, minuti e fiducia nella massima serie francese, venendo così aggregato alla seconda squadra dell’Olympique. ‘Ritornando’ nella dimensione che aveva in bianconero dove militava nell’Under 23 in Serie C. Tongya così si trova addirittura nella quarta serie francese, la nostra Serie D, dove Tongya ha collezionato 13 presenze e 4 gol aspettando di vedere cosa e dove lo porterà il futuro, essendo a titolo definitivo un calciatore di proprietà dell’Olympique Marsiglia.

ROBERTO MANCINI E IL CLUB ITALIA NON LO HANNO DIMENTICATO


Una stagione davvero con poche luci e sorrisi per quel bambino che correva e sognava un futuro tutto in bianconero e ora si trova a vivere un presente dove c’è poco bianco e tanto nero… E come detto, è stato il Ct Roberto Mancini e la struttura del Club Italia che conosce bene Tongya e le sue qualità, a regalargli la soddisfazione di vedersi convocato nella rosa dei 53 giovani di talento del calcio italiano su cui Mancini vuole costruire la nazionale del futuro. Magari dopo aver visto qualche sua giocata, proprio con la maglia azzurra e non solo. Nel mondiale Under 17 di ormai 3 anni fa, Tonga aveva il ‘suo’ 10 sulle spalle, e il suo gol alle Isole Salomone (visibile all'interno dei video pubblicati nell'articolo) è un quadro di Picasso che se l’avesse fatto qualsiasi altro giovane ‘straniero’ magari sarebbe stato celebrato ben più di quanto non sia rimasto invisibile ai più in Italia: palla che arriva dal fondo, finta di controllo col sinistro, palla fatta scivolare sul destro e aggiustata con una sorta di elastico, tiro nel sette.

Quello che non è riuscito a fare Franco Tongya nel suo difficilissimo e complicatissimo triplo salto dall’Under 23 e la Serie C in Italia, alla Ligue 1, in uno dei club più importanti di Francia. Dovendo ripartire e ripartendo così, dalla quarta serie francese (la nostra Serie D), a centinaia di chilometri di distanza dalla sua ‘casa bianconera’. E da quel sogno di bambino… Che spera, più prima che poi, di tornare in Italia per (ri)dimostrare di non essere stato ‘solo’ un buon affare per qualcuno o per molti e di essere quel talento di cui tanto abbiamo letto, sentito parlare e visto nei suoi trascorsi nelle giovanili della Juventus e non solo…

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