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Montero-Juve, ritorno che è già storia. Un'amicizia speciale e quello 'scudetto tabù' che manca da 16 anni

Nella Primavera bianconera ritrova Gianluca Pessotto, arrivo 'sotto i migliori auspici della storia'. L'ex granata Massimo Brambilla allenerà l'Under 23

Paolo Montero

Paolo Montero torna alla sua Juventus da allenatore: guiderà la Primavera 'senza scudetto' da 16 anni. L'ultima volta nel 2006 con Giovinco, Marchisio e De Ceglie in campo

Ex giocatori e simboli in bianconero da giocatori non sempre fortunati nelle vesti di allenatori dei bianconeri. Da Giovanni Trapattoni ad Andrea Pirlo, passando per Antonio Conte e Didier Deschamps o Ciro Ferrara, per arrivare ai Fabio Grosso, Fabio Pecchia e Alessandro Dal Canto.

Dalle Coppe dei Campioni agli Scudetti, fino anche però, le formazioni Primavera e Under 23 di sua Signora la Juventus. E’ un fiume di precedenti e storie assai differenti per prefazione, sviluppo della trama e differenza nei finali con o senza titoli di coda la storia che accompagna e fa da contorno all’approdo da allenatore della futura Primavera bianconera a Pablo Montero. Una scelta fatta a nomina che è già nella storia del club bianconero. E' infatti la prima volta per un tecnico straniero alla guida della Primavera della Juventus. E non ‘uno a caso’.

La carriera da giocatore di Paolo Montero (fonte: www.transfermarkt.it)


Perchè Paolo 'Pigna' Montero ha rappresentato, in campo e fuori, per la juventinità e l’orgoglio bianconero. Per il rispetto e il senso di appartenenza che l’ex difensore ha sempre dimostrato durante e dopo la sua militanza e permanenza in casa Juve. E perchè, curiosando tra precedenti, potrebbe essere, come dimostrano i fatti, davvero un nuovo grande inizio per il Montero allenatore.

Che racchiude già la favola romantica di un uomo, un calciatore e un allenatore, che non ha mai scelto per caso e non ha mai indossato una maglia per caso. E le sue tappe non sono mai state ‘mete casuali e banali. Da giocatore cresciuto nel Penarol, per poi affermarsi all’Atalanta, spiccare il volo alla Juventus per poi passare agli argentini del San Lorenzo prima di chiudere dove tutto era cominciato, al Penarol. Da dove tutto è ricominciato. Da allenatore.

Paolo Montero infatti, proprio in 'casa Penarol', nelle giovanili prima e da subentrato in prima squadra poi, ha mosso i primi passi da tecnico. In un viaggio sbocciato al Boca Unico, al Colon e al Rosario Central, prima del primo assaggio di Italia alla Sambenedettese prima della parentesi, aperta e chiusa, nel 2021 col San Lorenzo in Argentina. Per poi 'ritrovare la 'sua Juve', in una sorta di cometa che si ripete sull’asse Penarol-San Lorenzo-Juventus e magari, come nel destino da calciatore, proprio in bianconero a sbocciare, come fece da calciatore, anche da allenatore.

La carriera da allenatore di Paolo Montero (fonte: www.transfermarkt.it)


LA STORIA DALLA PARTE DI PAOLO MONTERO

Se si guarda agli ex giocatori della Juventus che sono stati nominati tecnici della Primavera bianconera in epoca recente, Pablo Montero potrebbe ‘essere il prossimo’ a trovare nel vivaio di Signora, quella palestra e quella vetrina tali da plasmare una vera e prestigiosa carriera da allenatore di prime squadre in un prossimo futuro.

Guardando infatti ai suoi ‘ex compagni’ partiti da allenatori della Primavera, come non ricordare Fabio Grosso, dal 2014 al 2017 tecnico della Primavera, da cui spiccò il volo direzione Bari e Serie B. Dopo di lui il percorso di Lamberto Zauli, che pur non essendo un ex giocatore bianconero, rappresenta un precedente beneaugurante per Montero. Chiamato alla guida della Primavera della Juventus, è stato poi promosso nell’Under 23 e la prossima stagione guiderà il neopromossa Sudtirol in Serie B. Percorso fortunato, quello dell’Under 23, anche per un altro ex giocatore bianconero: Fabio Pecchia, che dalla guida della ‘seconda squadra’ bianconera, è stato scelto per guidare la Cremonese in Serie B (e portata in Serie A prima di firmare per il Parma).

Cabala, incroci, curiosità del passato e della storia recente degli allenatori della Primavera bianconera, che sembrano da miglior auspicio e augurio per Paolo Montero. Per il ’sogno’ poi di diventare anche il condottiero della prima squadra, c’è tempo e servirà tempo. Troppo recente l’arcobaleno Pirlo e troppo lontano l’impero Conte. Senza dimenticare le parentesi con eclissi per ex non certo ‘banali’ come Ciro Ferrara e Didier Deschamps. Ora, per Pablo Montero, è solo il tempo di ricucirsi la sua Juventus addosso, indossando un’altra e diversa divisa. Ma sempre con lo stesso, indissolubile e orgoglioso simbolo del cuore e sul cuore. Mutato nell’estetica dell’immagine e del logo ma indelebile nella sua essenza, profondità e riconoscibilità. Nuova avventura in bianconero che, tra l'altro, farà rincontrare sullo stesso cammino due amici speciali. Gianluca Pessotto infatti è il direttore sportivo della formazione Primavera bianconera, con cui Paolo Montero ha da sempre un legame speciale. Molto speciale. Rafforzato dagli eventi della storia, della vita, di campo e non solo tra i due.

"Allenare un giorno la Juve? Ogni ex giocatore che vuole bene alla sua squadra lo sogna ma è un sogno lontano: c'è una realtà, pochi ex giocatori hanno allenato la Juve, ma piacerebbe a chiunque abbia vestito quella maglia".

QUELLO SCUDETTO TABU' DATATO 2006 E FIRMATO GIOVINCO-MARCHISIO E...

Paolo Montero arriva così sulla panchina della Primavera della Juventus, categoria dove, a dispetto dei tanti talenti lanciati e che 'frequentano' i campi di Serie A e Serie B e mezza Europa, lo Scudetto e il Tricolore mancano ormai dal lontanissimo 2006. Scudetto Primavera che è una vera e strana rarità in casa bianconera, vincitrice nel '94 (con in panchina Antonello Cuccureddu e in campo un 'certo' Alessandro Del Piero) prima dell'ultimo sigillo del 2006 e per altre 'sole' due volte nella storia: nel 1963 e nel 1972. Riavvolgendo il nastro della memoria, spunta dunque quel Tricolore targato 2006, con in panchina lo storico maestro e condottiero, Vincenzo Chiarenza. Era la stagione 'dell'orgoglio' bianconero che proprio in quell'anno vide scritta, sul campo e non solo, una pagina indelebile della propria storia. Uno Scudetto vinto con in campo la splendida e miracolosa 'leva del 1987', quella dove figuravano Sebastian Giovinco, Claudio Marchisio, Paolo De Ceglie Mimmo Criscito e tanti giovani talenti. Per un tabù da sfatare e una coccarda da ricucirsi sul petto. E una sorta di profezia: i pochi scudetti di categoria, sono stati conquistati da due ex giocatori della Juventus, diventati poi anche allenatori di Signora...

Dall'archivio di Sprint e Sport: l'ultimo Scudetto Primavera della Juventus, targato 2006

UN EX GRANATA, ALLA GUIDA DELL'UNDER 23 DELLA JUVENTUS

Rinnovamento delle panchine in casa Juventus, 'completato' dalla scelta del sostituto Lamberto Zauli sulla panchina dell'Under 23 bianconera. Zauli infatti la prossima stagione guiderà il Sudtirol, neopromosso in Serie B, e così la società bianconera sembra aver ormai deciso e optato per il nome di Massimo Brambilla. 49 anni di Vimercate, Brambilla arriva dagli anni di militanza in casa Atalanta, dove allenava la Primavera. In precedenza si era messo in evidenza da allenatore anche sulla panchina delle giovanili del Novara con cui arrivò a sfiorare la semifinale scudetto con l'Under 15. Massimo Brambilla che nel suo passato da giocatore ha indossato la maglia del Torino, dal 1997 al 2002, centrocampista di qualità tra le giovani promesse del calcio italiano. 

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