Coppa Italia Primavera

Juventus, a te la corona: sei la Regina del derby! Inter ko e fuori dalla Coppa Italia

La formazione di Padoin si impone al "Facchetti": 3-0 d'autore e semifinale contro il Parma

Madama, a te la corona: sei la Regina del derby! Inter ko e fuori dalla Coppa Italia

foto juventus.com

Tre giorni e qualche attimo di tensione separano i nostri occhi dal derby d’Italia numero 242 della storia tricolore. Si giocherà a San Valentino, come fosse un segno del destino. Ci farà innamorare? Chissà. Sta di fatto che, già oggi, con tre giorni e qualche attimo di anticipo, abbiamo assistito a uno scontro da far tremare il cuore. Protagoniste, ancora loro. Sempre loro: Inter e Juventus. In versione Primavera, sul palcoscenico della Coppa Italia, all’atto quarti della rassegna. Nonché protagoniste fin da subito di una partita vera, fatta di tante cose, pregevole per intensità e agonismo, ma terminata con un solo e unico vincitore: la truppa bianconera. Che infila un superbo tris ai nemici storici, che accede in semifinale contro il Parma, che intravede l’ultimo gradino della scalata. E che, insomma, può specchiarsi fiera nella sua bellezza.

 

UN LEGNO NERAZZURRO, MA VA AVANTI LA JUVENTUS

 

Brucia ancora, l’ultima notte di Coppa. Storie di un anno e pochi giorni fa. Fu infatti il Milan l’uomo – anzi, il diavolo - della porta accanto a estromettere l’Inter dalla competizione targata 2024/2025. Storie di un anno e pochi giorni fa, dicevamo. Perché oggi, 11 febbraio 2026, cambia davvero tutto: i nerazzurri inseguono nuovamente la gloria. Ma per avvicinarla ulteriormente dovranno prima sormontare un ostacolo abbastanza spesso: la Juventus, la grande rivale. Mai sazia e quindi in diritto di credere – ancora – nel conseguimento massimo, l’ultima volta perso in semifinale per mano del Cagliari. Infine, è noto, chi vince il derby d’Italia regna. C’è molto più di un trofeo nei pensieri delle due squadre e dei rispettivi tecnici. Non è un caso che partiranno entrambi forte: chi con il tocco, chi con la voce.

Apre le danze una bella rasoiata di Mancuso (fuori di poco), l'adrenalina impenna i ritmi attraverso la botta sicura di Cerpelletti, che centra in pieno una clamorosa la traversa, entrambe sfoggiano concetti e orgoglio sin dal primo fischio di Pasculli. Tutto nel giro di 6 minuti. Gli stessi che i nerazzurri di casa fanno propri tramite pazienza e muscoli. E poi? E poi succede che esce la forza dei bianconeri. Senza fronzoli e senza alcun timore reverenziale. Logica conseguenza, arriva il vantaggio degli uomini di Padoin, esattamente 240 secondi dopo il legno del 4 di Carbone. A volte, si sa, basta poco: a Madama, per esempio, un'incornata di Verde, che deposita oltre Taho la spizzata di Pugno. Cambia subito il punteggio e si delinea progressivamente lo spartito del match. L'Inter perde brio, dietro fatica a trovare assetto e, quando ha la palla, si perde presto in trame fiacche (che non arrecano disagi all'attenta difesa ospite), mentre la Juve - dalla sua - mantiene un lodevole rigore tattico che le permette di ridurre i rischi, gestire comodamente la sfera e distendersi con altrettanta fluidità. Creando altri presupposti di dominio, quindi di raddoppio. Ma Vallana spreca da ottima posizione, Grelaud centra la sagoma di Ballo e il succitato Pugno, sul calare di frazione, non aggancia la pennellata di uno scattante Leone. Si va al riposo così.

MADAMA, NOTTE DA REGINA. INTER, CHE INCUBO!

 

Un quarto d'ora di intervallo, poi si rientra in campo. La partita alza i decibel, inevitabilmente. Entrambe sanno che ogni gesto, da adesso, vale doppio. Se non triplo. Ma solo una farà proprio il verbo "vincere". Quella Juventus che, sulla falsariga di quanto ben mostrato nel primo parziale, stringe d'insieme le linee e attende il varco per il successivo contrattacco. Una di queste situazioni genererà, dopo pochi scampoli di ripresa, il palo colpito da Tiozzo, su ottima imbucata di Keutgen. Non cambia quindi la musica: prevedibile nelle casse nerazzurre, spensierata nelle cuffie bianconere. L'Inter, infatti, non calcia mai in porta pur controllando assiduamente la manovra. Ruoterà le risorse, ma non troverà in esse delle risposte tangibili. Al contrario, Madama muove sapientemente ogni pedina. Limita i rischi con abnegazione, impegnando anche Taho tramite strappo di Rizzo. E, infine, pesca il jolly del ko tecnico.

Passiamo al minuto 81: i ragazzi di Padoin disegnano un'azione perfetta, da manuale del calcio. Leone parte indomito, Merola riceve sulla sinistra, Durmisi - indisturbato - appoggia in rete il cross rasoterra del compagno. L'ideale gioco-partita-incontro, la definitiva parola fine sul derby, ulteriormente suggellata da un'intensa esultanza corale a favor di telecamere che rinsalda le sinergie del gruppo. Ma non è ancora tempo di pensare al Parma. Perché, esattamente cinque ticchettii d'orologio più avanti, la Juve sigilla anche il clamoroso tris. E clamoroso lo sarà davvero: un Leone ingiocabile raccoglie palla a centrocampo, scorge la possibilità di fare male e calcia. Gol olimpico, proprio a pochi passi da Cortina. Una medaglia al merito che, finalmente arrivato il triplice fischio di Pasculli, vale la semifinale di Coppa Italia. Ora sì: testa al Parma.

IL TABELLINO

INTER-JUVENTUS 0-3
RETI: 11' Verde (J), 36' st Durmisi (J), 40' st Leone (J).
INTER (4-3-3): Taho 6.5, Ballo 6, Garonetti 6.5, Peletti 6 (33' st Jakirovic sv), Marello 5.5, Putsen 6 (26' st D'Agostino 6), Cerpelletti 7, Mancuso 6.5, El Mahboubi 6.5 (33' st Konteh sv), Kukulis 6 (18' st Carrara 6), Zouin 5.5 (18' st Pinotti 6). A disp. Farronato, Della Mora, La Torre, Nenna, Vukoje, Williamson. All. Carbone 5.
JUVENTUS (3-4-2-1): Radu 6.5, Rizzo 7, Montero 6.5, Verde 7.5, Leone 8 (43' st Repciuc sv), Keutgen 7, Vallana 6.5 (43' st Makiobo sv), Grelaud 7, Tiozzo Pagio 7 (27' st Milia 6), Merola 7 (43' st Elimoghale sv), Pugno 6 (5' st Durmisi 7.5). A disp. Huli, Lopez Comellas, Finocchiaro, Ceppi, Borasio, De Brul. All. Padoin 7.5.
ARBITRO: Pasculli di Como 6.5.
ASSISTENTI: Boato di Padova e Storgato di Castelfranco Veneto.

LE PAGELLE

INTER
Taho 6.5 Sui gol non può nulla. Per il resto si attiva solo sulla bella incursione di Rizzo. Niente più.
Marello 5.5 Insolitamente impreciso e affannato. Non si discute l'impegno, sempre elevatissimo. Ma quando arriva sul fondo non è preciso nell'ultimo passaggio.
Cerpelletti 7 Si conferma anima del centrocampo nerazzurro. Da lui passano tutti i palloni, che specialmente in avvio gestisce e smista consapevolmente. Prende anche un palo, forse l'unica occasione nitida confezionata dai suoi. Quando la Juve trova ritmo va in sofferenza, eppure la gamba non la toglie mai.
Zouin 5.5 I continui raddoppi bianconeri ne limitano l'intraprendenza. Vero che ci prova, ma non sfonda mai l'ultimo terzo. Insoluto. E infortunato: esce forzatamente a metà ripresa
18' st Pinotti 6 Non sterza il ritmo delle catene, sempre spoglio del guizzo che graffia. Qualche strappo ma nessun pericolo concreto.
Putsen 6 Inizialmente prezioso in pressing e in ripiego, viene meno con la crescita ospite. Non emerge per pericolosità e pulizia del gesto.
26' st D'Agostino 6 Entra nel momento più complicato e non ha il tempo materiale per imporsi, pur toccando qualche pallone in mezzo.
El Mahboubi 6.5 Stesso discorso di Zouin: cercato spesso, ma limitato benissimo dalla difesa bianconera. Nel secondo tempo chiede palloni con insistenza: peccato non li trasformi in oro. (33' st Konteh sv).
Ballo 6 Partecipa attivamente alla fase di prima costruzione, per poi gettarsi in avanti e affondare la corsia destra. Qualche sbavatura qua e là ne minano la continuità di rendimento nell'arco della partita.
Kukulis 6 Gioca di sponda e smista, prova a metterci la testa sulla rotta aerea, ma non ha mai palloni puliti per dettare legge in area.
18' st Carrara 6 Il 2008 entra, così come tutti i subentrati, prova a metterci del brio. Niente da fare: tanti tocchi e tanta presenza, ma la Juve respinge ogni pericolo.
Garonetti 6.5 Parte a rilento, con qualche sbavatura in fase di palleggio. Poi cresce nei suoi compiti effettivi: più sicuro in marcatura e in conduzione palla.
Mancuso 6.5 Il primo squillo nerazzurro parte dal suo destro, sempre limpido, che per poco non buca Madama. Poi, pur sbracciando tra le linee, è sempre ben contenuto dalla Juve e fatica nel creare gioco pulito.
Peletti 6 Tecnicamente grezzo, non ha grande passo e ogni tanto va in affanno. Sufficiente nei compiti difensivi, anche se rischia spesso di farsi sovrastare. (33' st Jakirovic sv).
All. Carbone 5 L'Inter esce sconfitta dalla Coppa Italia e mai dà l'impressione di potervi rientrare. La Juventus fa sua la partita con tempi decisamente snelli. E i nerazzurri faticano a reagire, pur prevalendo nel possesso e nella presenza offensiva. Troppo poco, troppo sterile: tiri nitidi, scarni. Testa alta e ripartire, perché la Roma tende a non perdonare.

JUVENTUS
Radu 6.5 Senza fronzoli nel gioco con i piedi, bene in un paio di uscite, ma mai impegnato dall'attacco nerazzurro. A tratti inoperoso.
Rizzo 7 Inizio timido, prosieguo consapevole, finale da campione. Dal suo lato non si passa, né con le buone e né con le cattive. Grinta, corsa e muscoli al servizio della Signora.
Montero 6.5 Anche lui non parte forte, ogni tanto si fa scavalcare, però ha il merito di non mollare mai. Con un paio di contrasti finali suggella il trionfo dei suoi.
Verde 7.5 Spigliato in conduzione, solido nelle retrovie, decisivo a conti fatti: stappa l'incontro e lo indirizza verso la Mole.
Leone 8 Che dire? Infila la partita perfetta. Iperattivo sulla destra, sempre pericoloso quando parte, tecnicamente sensibile nel convergere e sventagliare. Il 2-0 parte da un suo affondo, il 3-0 è una perla da cinema d'autore. Un vero e proprio...leone. (43' st Repciuc sv).
Keutgen 7 Diligente palla al piede, strutturato fisicamente e sempre presente in entrambe le fasi. Ordinato.
Vallana 6.5 Tanto saliscendi, da un'area all'altra, per ergersi a vera mina vagante del centrocampo bianconero. Appare e scompare, strappa e non dà nell'occhio, aiuta dietro e si fa apprezzare. )43' st Makiobo sv).
Grelaud 7 La definizione di treno. Attivo sia nell'affondo offensivo che nel ripiego difensivo. Arcigno nei contrasti. L'ultimo a mollare per la truppa di Padoin.
Tiozzo 7 La sinergia con Leone crea pensieri continui alle retrovie nerazzurre. A destra è una costante: tocco, inserimenti e occasioni. Prende anche il palo, sfortunato.
27' st Milia 6 Non ha molto tempo per eccellere, però si fa sempre trovare tra le linee e in un'occasione avrebbe strada spianata per sparare la sua cartuccia.
Merola 7 Partecipa alla fase di prima costruzione, poi strappa sulla sinistra e converge sul lato apposto. Sinuoso e funambolico, si dà un gran da fare in non possesso. (43' st Elimoghale sv).
Pugno 6 Bene nel gioco di sponda, bene con il fisico, bene anche nel metterci tocco e precisione. A conti fatti, però, non dà quell'energia e quella profondità che, al contrario, fornirà il suo stesso rimpiazzo.
5' st Durmisi 7.5 Ok, cuce bene. E come Pugno ci mette ogni chilo. Però ha un altro passo e, in occasione del raddoppio, lo sfrutta tutto. Strappo e pallone dentro.
All. Padoin 7.5 Vincere non è importante, ma è l'unica cosa che conta. In pieno stile Juve, la sua squadra va sul campo dell'Inter e domina i nervi dell'incontro con le sue armi. Difesa arcigna, attacco cinico, spirito di gruppo vero e lampante. Tre regole, un imperativo ferreo: preservarle fino alla fine. Missione compiuta.

ARBITRO
Pasculli di Como 6.5 Non deve compiere scelte pindariche. Resta con i piedi per terra e conduce tranquillamente un match spoglio di episodi controversi, per quanto intenso e sentito.

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