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Un colpo che profuma di futuro: il club rivelazione prende il 2007 che ha già imparato a viaggiare

Dalla Val d’Adige a Vinovo, dalla Catalogna a Genova fino ai granata: fa il difensore e arriva in prestito

Siaka al Cittadella, un prestito che profuma di futuro: il 2007 che ha già imparato a viaggiare

Un corridoio lucido, i tacchetti che rimbalzano come un metronomo e un ragazzo che sorride più con gli occhi che con le frasi ad effetto. È così che Siaka Diallo Khallouki si è presentato al Cittadella, prestito secco dal Genoa e destinazione Primavera. «Qui si lavora forte, c’è un clima che ti spinge a dare tutto», ha raccontato ai canali del club: parole semplici, ma che dicono già molto del profilo. Il resto lo fanno il fisico, le tappe di un percorso giovanile non comune e una confidenza con il viaggio che, per un classe 2007, è atipica e preziosa.

Chi è Siaka: carta d’identità di un centrale moderno

Ruolo: difensore centrale (utilizzabile anche “braccetto” in una linea a tre). Piede: destro. Altezza: un metro e novanta, struttura già “da grande”. Nazionalità: italiana (con origini ivoriane). Data di nascita: 12 novembre 2007Cartellino: di proprietà del Genoa; arrivo al Cittadella in prestito.

Dalla Primavera del Genoa alla Primavera del Cittadella cambia il contesto, non la sostanza: il suo profilo è quello di un difensore aggressivo nei duelli, con spalle larghe per reggere l’urto e una mobilità che consente letture “in avanti”, senza farsi trascinare dentro la propria area. Lui abbassa i toni - «Sono gli altri a giudicare» - ma la sensazione è che arrivi per alzare l’asticella fisica del reparto e dare un’alternativa tattica immediata.

Un itinerario già ricco: Sudtirol, Juventus, Girona, Genoa

Non è il classico talento cresciuto in una sola culla tecnica. Siaka ha attraversato scuole diverse. Inizio nel settore giovanile del Sudtirol: prime basi difensive, cultura del dettaglio e del lavoro. Triennio nelle Under della Juventus: competizione interna altissima, transizioni a ritmi superiori e prime convocazioni azzurre. Tappa al Girona: l’imprinting spagnolo sul possesso e sull’uscita palla pulita. Estate 2025: firma con il Genoa per la Primavera 1. La progressione racconta un profilo che ha già “visto” idee e metodi differenti, utile oggi per adattarsi in fretta al gioco verticale della Primavera 2. Nel 2023 arrivano anche le prime tracce ufficiali in Nazionale Under 16: 5 presenze complessive (quattro da titolare), con la doppia amichevole del 21 e 23 febbraio 2023 contro l’Albania a Tirana ed Elbasan come tappa più recente certificata dalla FIGC. Curriculum snello ma significativo: a quell’età non contano solo i minuti, conta l’aver “assaggiato” l’azzurro.

Perché il Cittadella è la scelta giusta adesso

C’è una ragione tecnica e una di contesto. La tecnica: la Primavera granata allenata da Giuseppe Agostini lavora su principi chiari - aggressione delle seconde palle, blocco squadra corto, ampiezza cercata con i quinti e densità centrale - dove un difensore con taglia, tempi d’anticipo e disponibilità al contatto può incidere da subito. Il contesto: il Cittadella sta vivendo la stagione del “ripensamento” dopo la retrocessione in Serie C della prima squadra, e l’intero club ha riacceso i riflettori sulla filiera interna, dal vivaio al professionismo. In questo ecosistema, un 2007 con pedigree può trovare minuti reali e responsabilità.

Un prestito con vista sul professionismo

Il messaggio è stato esplicito: «Ora pensiamo alla Primavera». Ma è chiaro che l’orizzonte si muove anche oltre. La prima squadra del Cittadella ha necessità immediate in Serie C e, come tradizione del club, resta vigile sul vivaio per integrare energie fresche quando il calendario si fa denso. L’eventuale convocazione “premio” non va né prevista né esclusa: dipenderà da condizione, gerarchie del reparto e dal calendario. La prudenza è d’obbligo, ma la porta non è chiusa. Parole-chiave: merito, continuità. Nelle sue prime dichiarazioni, Siaka ha insistito su tre concetti: lavoro quotidiano, gruppo solido, staff presente. È la sintesi di un carattere che, più che promettere, preferisce mostrare. Colpisce la fuga dalle frasi fatte sul “modello” e sul “sogno Champions”: c’è l’ambizione, ma senza rumore. Un tratto che si sposa con il lessico del Cittadella, club dove l’identità pesa quanto la tecnica.

La misura giusta: entusiasmo senza iperboli

C’è una tentazione facile quando arriva un 2007 con curriculum internazionale: progettare carriere. Meglio restare nel presente. Il Cittadella cercava centimetri, concentrazione, aggressività pulita. Siaka porta questo, più una naturalezza nel muoversi in contesti nuovi che, in Primavera, può fare la differenza tra un inserimento faticoso e un’accelerazione immediata. Il resto lo faranno i 90 minuti, l’allenamento quotidiano e la capacità di mantenere la stessa lucidità del suo primo giorno a Tombolo-Loreggia: testa leggera, passi pesanti.

Se tutto si allinea, il prestito al Cittadella diventerà un passaggio-ponte ideale: responsabilità vera, pressioni gestibili, possibilità di sbagliare imparando. Il tipo di laboratorio in cui un difensore centrale 18enne può fare il salto che conta: trasformare il potenziale in affidabilità.

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