Cerca

Primavera

La Juventus si tiene stretta il giocatore del futuro, rinnovo fino al 2028 per il 18enne che sa emozionare in campo

Dalla pennellata da centrocampo alla grande opportunità: ascesa, numeri e identikit tecnico di un 2007 che corre, pensa e incide

JUVENTUS PRIMAVERA - FRANCESCO LEONE

JUVENTUS PRIMAVERA - Francesco Leone, centrocampista classe 2007, nella stagione in corso conta 22 presenze in campionato con i bianconeri e 4 in Youth League

All’87’ di una notte gelida a Milano, un pallone parte da oltre 50 metri e si arrampica verso il cielo come se il tempo, per un attimo, rallentasse: rimbalza l’eco del Konami Youth Development Centre, il portiere è fuori dai pali, la traiettoria è una «pennellata» che entra sotto la traversa. Autore: Francesco Leone. Categoria: Coppa Italia Primavera. Effetto: 3-0 all’Inter e qualificazione in tasca. Per i compagni è il sigillo; per lui è la firma che rende pubblica una verità già nota a chi lo osserva da vicino: dietro il volto da ragazzo c’è un «motore silenzioso» che lavora, corre e poi, quando serve, colpisce. Poco più di una settimana dopo, la notizia che suggella il momento: rinnovo con la Juventus fino al 30 giugno 2028.

UN RINNOVO CHE RACCONTA FIDUCIA E PROGETTO
La scelta della Juventus non è solo amministrativa. È un segnale sportivo e culturale: blindare un classe 2007 come Leone fino al 2028 significa scommettere su un profilo che ha già metabolizzato ritmi da Primavera, equilibri tattici complessi e una doppia attitudine, lavoro oscuro e lampi di qualità, rara alla sua età. L’ufficialità è arrivata il 19 febbraio 2026 con una nota del club bianconero che, oltre alla durata contrattuale, ha messo in evidenza due elementi: la duttilità del ragazzo, spesso utilizzato da esterno a tutta fascia, a destra come a sinistra, e la prima rete stagionale, proprio quella «da centrocampo» contro l’Inter in Coppa Italia Primavera. Non un dettaglio di colore, ma un indizio tecnico: visione periferica, lettura rapida del contesto, coraggio. Qualità che, in un giocatore definito «di servizio», fanno la differenza.

RADICI, FORMAZIONE E RITORNO: LA STORIA DI UN CLASSE 2007
Nato a Moncalieri il 30 maggio 2007, Francesco Leone cresce nella galassia torinese tra la Sisport (in quell'annata viene 2022-2023 selezionato per il Torneo delle Regioni Under 17 e segna nella finalissima del Piola di Vercelli contro le Marche)e le selezioni giovanili della Juventus. Il percorso è lineare ma non banale: un passaggio formativo fuori casa, il rientro a Vinovo e una scalata per gradi. La stagione della svolta è la 2023-2024 con l’Under 17 bianconera: un’annata produttiva in cui mette insieme numeri da rifinitore con istinto da attaccante aggiunto, fino a 14 gol e 9 assist, che ne certificano l’impatto sulla metà campo offensiva. Su questi conteggi, le fonti convergono nel segnalare la doppia cifra di reti e l’alta produttività negli ultimi 30 metri. Non è un caso che, per accelerarne la crescita, nella stessa orbita temporale maturi anche una parentesi al Parma: in Under 18 chiude con 8 gol in circa 30 presenze, guadagnando persino un assaggio di Primavera. Un passaggio «in prestito» pensato per responsabilizzarlo lontano dal comfort di casa e restituirlo alla Juventus con un bagaglio competitivo più ricco.

IL SALTO IN PRIMAVERA E L'ANNO DI CONTINUITÀ
Rientrato a Vinovo, Leone trova spazio continuo nella Primavera guidata da Simone Padoin, ex jolly di fascia e centrocampo della Juventus dei titoli, e si guadagna fiducia non solo per il gesto tecnico che resta negli occhi, ma soprattutto per il lavoro che spesso rimane tra le pieghe delle gare: coperture intelligenti, corse di raccordo, gestione pulita dei primi passaggi in uscita. In questa stagione, il 2007 ha già superato abbondantemente le venti presenze ufficiali tra campionato, Youth League e Coppa Italia Primavera; la stessa nota del club ne ha conteggiate 29 al momento dell’annuncio del rinnovo. Una base statistica che conferma ciò che si vede sul campo: Leone non è un comparsa, è parte integrante delle rotazioni bianconere. Nel frattempo, la cornice tecnica attorno a lui è definita: la Primavera (che la comunicazione interna bianconera indica anche come Under 20 nel solco del percorso che porta alla Next Gen) è nelle mani di Padoin, scelto dal club per continuità metodologica e identitaria. Un aspetto non secondario per un profilo che vive di sincronismi e compiti «di squadra».

IDENTIKIT TECNICO: MEZZ'ALA DI CORSA, ESTERNO «A TUTTA FASCIA»
1) Ruolo e funzioni. La definizione di «motore silenzioso» restituisce l’essenza di Leone, ma non basta. È una mezzala con licenza di allargarsi, un esterno che può mettere metri tra sé e la linea laterale e poi rientrare, un rifinitore che gioca «tra le linee» quando il copione lo consente. La Juventus stessa lo ha impiegato sia a destra sia a sinistra nel ruolo di esterno nel 3-5-2, chiedendogli gamba e copertura, ma anche lucidità nell’ultimo passaggio. 2) Letture e scelta di gioco. Il plus sta nei «tempi»: attacca la profondità quando l’azione lo invita, si schiaccia basso quando la squadra deve assorbire l’onda, si propone in uscita pulita per dare una linea di passaggio semplice. Sono dettagli che, in un contesto Primavera, non sempre si trovano con costanza. 3) Tecnica applicata. Primo controllo orientato, cross tesi sul secondo palo, conduzione verticale «testa alta» e una conclusione dalla distanza che non è un’eccezione, ma una risorsa. Il gol all’Inter non è soltanto spettacolare: è un promemoria delle sue qualità di visione e del coraggio nell’esecuzione. 4) Tenuta atletica. Cronache e dati situazionali raccontano un calciatore di resistenza: non il più appariscente sui primi cinque metri, ma capace di reggere i 90 minuti a ritmi elevati. L’immagine retinica è quella di un giocatore «sempre dentro l’azione», che macina corse e colma linee di passaggio.

CONCLUSIONE: IL VALORE DI CHI SA STARE DOVE SERVE
Nel calcio giovanile, spesso i riflettori cercano la giocata che apre i video: dribbling, colpi di tacco, assoli. Francesco Leone è l’esempio virtuoso di come si possa costruire una carriera partendo da ciò che non sempre finisce nei reel: il posizionamento corretto, la corsa a vuoto utile per il compagno, la scelta conservativa che evita un rischio superfluo. Poi, quando l’occasione si presenta, la «pennellata» da centrocampo indurisce la memoria collettiva e chiude il cerchio. La Juventus lo ha legato a sé fino al 2028 perché, nel suo «silenzio», ha riconosciuto un suono nitido: quello del giocatore affidabile che rende più forte il sistema e, giorno dopo giorno, si prepara a far sentire la propria voce anche un piano più su.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter