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Serie C

Saluta l'Italia e va all'estero per giocare di più, il difensore può mettere il primo mattone della carriera

Un ragazzo classe 2006, un club che pianifica il futuro e una tappa dal sapore formativo: il passaggio sa di svolta

ALBINOLEFFE SERIE C - EDOARDO BORGHI

ALBINOLEFFE SERIE C - Edoardo Borghi, difensore classe 2006, con i seriani è arrivato alla finale Scudetto ai tempi dell'Under 17 perdendo l'atto conclusivo contro il Vicenza

All’ora di pranzo, quando gli allenamenti si svuotano e gli uffici societari si riempiono di telefoni che squillano, è arrivata l’ufficialità: il difensore classe 2006 Edoardo Borghi lascia l’U.C. AlbinoLeffe in prestito e va a farsi le ossa in Svizzera, all’AC Taverne (Svizzera, 1. Liga Classic Gruppo 3), fino al 30 giugno 2026. Una destinazione che a prima vista può sorprendere i più distratti, ma che in realtà racconta molto del modo in cui i club di Serie C investono sulla crescita dei propri prospetti: minuti veri, responsabilità immediate, un contesto agonisticamente ruvido. Non è un ripiego: è un piano.

EDOARDO BORGHI, TIMING E PRIMO CONTRATTO DA PRO APPENA FIRMATO
Nato il 10 marzo 2006, alto circa 192 cm per 82 kg, Edoardo Borghi è un centrale «moderno» per taglia e postura. Cresciuto nel vivaio bluceleste, ha sottoscritto il suo primo contratto da Professionista nell’estate 2025, entrando stabilmente nel gruppo della prima squadra dell'allenatore Giovanni Lopez. All’interno del settore giovanile seriano ha mostrato margini evidenti sulla marcatura in area e nella lettura della palla alta; il passaggio in un campionato senior con ritmi e duelli più sporchi potrà completarne la transizione.

PERCHÈ PROPRIO IL TAVERNE
La 1. Liga Classic è il quarto livello del calcio svizzero, sotto Super League, Challenge League e Promotion League. È un torneo spigoloso, suddiviso in tre gironi territoriali, con molte realtà ambiziose che alternano giovani e veterani abituati alla fisicità elvetica. Il Gruppo 3, dove milita l’AC Taverne, incrocia spesso club ticinesi e zurighesi, con trasferte relativamente brevi ma incontri ad alta intensità. Per un difensore centrale italiano al primo vero impatto «da grande», è un laboratorio perfetto: tanti duelli, seconde palle, palle inattive e un’attenzione costante alla gestione della profondità.

ALBINOLEFFE, UNA STRATEGIA CHE VALORIZZA IL VIVAIO
Negli ultimi anni l’AlbinoLeffe ha costruito una reputazione di club capace di coniugare competitività e sviluppo del talento come dimostrano i percorso vissuti da Issa Doumbia (ora al Venezia) e Mohamed Alì Zoma (al Nurnberg in Germania). L’area sportiva, con il direttore sportivo Antonio Obbedio confermato fino al 2027, ha spinto su una linea coerente: inserimento graduale dei giovani, contratti mirati, e, quando serve, prestiti funzionali. Il caso Borghi si inserisce perfettamente in questo solco: prima il passaggio al professionismo, poi l’uscita temporanea in un campionato senior che garantisca campo e responsabilità.

COSA TROVERÀ BORGHI
La 1. Liga Classic non è un torneo per esteti: tante seconde palle, fisicità costante, ritmo verticale. Nei weekend ticinesi e zurighesi, i centrali imparano a «sentire» la profondità e a gestire l’area piccola tra cross e palloni sporchi. In più, l’alternanza di campi e stili, dal pressing alto alle ripartenze dirette, costruisce un bagaglio che in Serie C italiana torna utilissimo. Per Borghi, che ha struttura e timing, la sfida sarà tenere l’attenzione per 90 minuti e ridurre gli errori di postura nelle transizioni.

LA CHIOSA: UNA BUONA NOTIZIA ANCHE PER L'ALBINOLEFFE
Il prestito di Edoardo Borghi all’AC Taverne è la fotografia di un club, l’AlbinoLeffe, che ha un’idea precisa di sviluppo del talento: firmare i giovani con potenziale, accompagnarli in un ambiente che garantisca continuità, e recuperarli più pronti. In una Serie C sempre più selettiva, la differenza la fanno i giocatori che hanno imparato presto a reggere la partita «vera». La Svizzera, in questo senso, non è un esilio: è un acceleratore. Se tra un anno vedremo Borghi più sicuro nel corpo a corpo, più rapido nella scelta con palla e più maturo nella lettura degli ultimi 20 metri, allora questo prestito sarà stato il primo vero mattone di una carriera che vale la pena seguire. Per lui, per i blucelesti, per un campionato che, al netto dei budget, rimane la palestra più onesta del calcio italiano.

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