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Corsi per allenatori, che il 2020 si porti via le autocertificazioni e le polemiche

In ogni Corso per allenatore aleggia sempre il sospetto che qualcosa possa non tornare. E il prossimo Corso Uefa D di Como e Varese non è esente

Tuttopanchine Corsi allenatori

Corsi per allenatori: punteggi che non tornano (o non tornerebbero) atto numero indefinito.  Purtroppo nelle ultime stagioni è "prassi" che qualcosa nei punteggi di qualche candidato non torni e, come si è visto negli ultimi casi, le sanzioni arrivano a patentini acquisiti che - nonostante sia stato dichiarato il falso - restano nelle mani degli allenatori. In ogni corso qualcosa non torna, e anche il prossimo corso Uefa D (Allenatori Dilettanti) organizzato per i tecnici di Como e Varese rientra in questa casistica. Nel mirino di alcuni corsisti esclusi c'è il punteggio di un candidato che nella graduatoria provvisoria figurava tra gli esclusi, mentre in quella definitiva è tra gli ammessi visto che tra una stesura e l'altra ha guadagnato circa 10 punti (più della metà da calciatore, gli altri da un attestato). Logico che una graduatoria è da considerarsi attendibile solo quando è definitiva proprio perché la provvisoria può contenere ogni tipo di errore, ma quei 10 punti non sono passati inosservati tanto che alcuni candidati hanno già chiesto spiegazioni agli organizzatori sia locali che al Settore Tecnico. Da parte del corsista finito nel mirino c'è la massima tranquillità visto che, come riferitoci, nella prima stesura non erano stati conteggiati sia un attestato che i punti relativi al periodo in cui allenava il calcio femminile (però a dire il vero, anche nella seconda stesura, la voce punti allenatore risulta ancora zero…). E scorrendo la graduatoria i nomi da passare sotto la lente sarebbero anche altri…

Siamo certi dell'assoluta veridicità della graduatoria definitiva, e del punteggio del corsista "incriminato", ma fin quando il Settore Tecnico continuerà ad accettare le autocertificazioni gli errori (e i sospetti) saranno all'ordine del giorno. Con un sistema informatizzato tutto ciò difficilmente accadrebbe e a guadagnarci in credibilità sarebbero gli stessi organizzatori. Come abbiamo avuto più volte di documentare sul giornale, gli strumenti che hanno tra le mani gli organizzatori per stanare i "furbetti" ci sono ma non vengono impiegati correttamente, tanto che nello storico (accessibile solo dopo una denuncia) non possono accedervi nemmeno i referenti regionali. Può un organismo come il Settore Tecnico, all'alba del 2020, basarsi ancora sulle denunce? Perché non si procede con i controlli preventivi? Lo storico di ogni candidato è tracciabile (e lo si vede quando arrivano le sentenze): perché non si controlla prima anziché dopo?


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