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A Vergiate il sindaco Maurizio Leorato riapre il campo: allenamenti a porte chiuse e docce utilizzabili

leorato vergiate

Maurizio Leorato, Vergiate

Allenamenti sì o no? Il Comitato Regionale Lombardia, nella giornata di ieri, recependo il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25 febbraio, ha dato il via libero alla ripresa degli allenamenti alle proprie società. Ma, come testimoniato in queste ore, molte delle società pronte a tornare in campo si sono trovate davanti al «no» dei sindaci e quindi saranno costrette ad aspettare il 2 marzo per riprendere gli allenamenti. I Comuni di Milano e Varese, tra i tanti, hanno bloccato le strutture (sia pubbliche che private) fino a tutto il primo marzo in ottemperanza all'ordinanza regionale dello scorso 23 febbraio che vietava qualsiasi manifestazione ludica sportiva, anche se svolta in luoghi chiusi aperti al pubblico. Il 24 febbraio, dalla Regione Lombardia, veniva specificato che l'ingresso alle strutture era riservato solo ai professionisti e che erano consentite attività all'aperto ma senza l'uso delle docce. Nella serata di martedì 25 è arrivato il Decreto del Presidente del Consiglio che consentiva lo svolgimento delle sedute di allenamento all'interno di impianti sportivi a porte chiuse nei comuni non compresi nella «zona rossa» del focolaio del Coronavirus. All'articolo 3 del DPCM è specificato che vanno ad integrarsi al decreto del 23 febbraio e che restano in vigore le altre norme.

I sindaci che non hanno revocato le ordinanze sostengono che l'ordinanza del 23 febbraio si integra in tutto e per tutto nel DPCM (quindi i campi restano chiusi), chi invece ha aperto i campi sostiene che le misure contenute nel DPCM vadano nella direzione dell'apertura dei campi per gli allenamenti, mentre restano in vigore le altre misure (ad esempio quelle per gli orari di chiusura dei bar). Tra i sindaci che hanno revocato l'ordinanza di chiusura degli impianti c'è anche Maurizio Leorato, primo cittadino di Vergiate e grande sportivo, che ha spiegato quello che dovrebbe essere ovvio: «Nel decreto del Governo c'è scritto che si può tornare a fare attività, purché a porte chiuse: non si parla di professionismo o dilettantismo. Da parte mia ho fatto la cosa più ovvia dinanzi a un Decreto del Presidente del Consiglio: ho revocato la mia ordinanza di chiusura della struttura. Alle mie associazioni sportive, però, ho detto di attenersi a quanto previsto dalle loro Federazioni visto che ci sono di mezzo anche le coperture assicurative. Purtroppo c'è molta incertezza perché la Regione Lombardia non si è espressa in modo chiaro».


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