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Coronavirus: il Comune di Varese come Milano: si allenano solo i prof e i campi di calcio restano chiusi

Quale ordinanza prevale tra quella governativa e quella regionale sulla ripresa degli allenamenti? Varese segue la linea di Milano: stop fino al primo marzo

COMUNE VARESE

Allenamenti sì o allenamenti no? Nel Comune di Varese dipende dalla disciplina: con una nota di ieri trasmessa dal sindaco Davide Galimberti, che ha recepito le direttive regionali, è stata consentita la riapertura della Piscina Comunale, Palazzetto dello Sport, PalaGhiaccio e della pista di Atletica di Calciante degli Orrigoni, quest'ultima determinate restrizioni relative agli spogliatoi. Per le strutture pubbliche destinate al calcio, ovvero l'impianto delle Bustecche, di Calcinate degli Orrigoni, San Fermo e il campo sintetico all'interno dello Stadio Ossola vige il blocco fino al primo marzo come disposto dalla Regione. Perché gli allenamenti sono consentiti solo a determinate discipline? A spiegarlo sono i responsabili dell'Ufficio Sport: «È stata recepito quanto decretato dalla Regione Lombardia e dal Ministero della Salute, quindi strutture aperte solo per i professionisti. Per gli sport indoor gli allenamenti si possono svolgere a porte chiuse e possono essere utilizzate docce e spogliatoi. Per quanto riguarda l'atletica a Calcinate degli Orrigoni abbiamo posto delle limitazioni e in quel caso non possono essere utilizzate le docce». Comune di Varese che, quindi, si attiene alla normativa regionale (come Milano), e non al Decreto del Presidente del Consiglio di martedì che consente la riapertura di tutte le strutture sportive per gli allenamenti, purché effettuati a porte chiuse. Decreto al quale si sono attenuti, ad esempio, i sindaci di Morazzone, Gallarate e Vergiate che, ieri, hanno "sbloccato" le tutte le strutture sportive. Per quanto riguarda il calcio, quindi, restano chiuse tutte le strutture comunali e gli allenamenti restano off-limits fino al primo marzo per Città di Varese e Casbeno che utilizzano i campi delle Bustecche e Calcinate, ma anche per il Calcio Bosto (proprietario della struttura di Capolago). «Non facciamo altro che dare attuazione all'ordinanza regionale che prevede lo stop allo sport dilettantistico fino al primo marzo», precisano dalla segreteria del Sindaco.


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