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Il Presidente del Crl Giuseppe Baretti: Sindaci riaprite i campi, lo sport non fa male. Genitori non abbiate paura

Si deve tornare alla nornalità passando anche dal calcio. Il Presidente del Crl, Baretti, lancia un appello a sindaci e genitori

Giuseppe Baretti, Presidente CRL

Giuseppe Baretti, Presidente CRL

I giorni dell'emergenza sono definitivamente alle spalle e, passo dopo passo, si deve ritornare alla quotidianità. Lo sport, e il calcio nel nostro caso, rappresentano uno dei capisaldi della quotidianità. Come si è visto nelle scorse ore dopo la pubblicazione del Decreto del Presidente del Consiglio in molti comuni della Lombardia i cancelli agli impianti di gioco sono stati aperti per consentire lo svolgimento degli allenamenti a porte chiuse. La Lombardia vuol tornare alla normalità e Giuseppe Baretti, presidente del Comitato Regionale, lancia un appello a quei sindaci che non hanno ancora aperto le strutture e, allo stesso tempo, alle famiglie degli atleti: «Bisogna aprire tutti i campi perché non è lo sport a creare problemi. I genitori hanno timore che i figli possano contrarre il virus nello spogliatoio? Possono farla fare a casa: si parla di settore giovanile e sono tutti atleti del paese. I bambini non vanno a scuola ma non stanno chiusi in casa tutto il giorno, allora tanto vale che li mandino ad allenarsi». In Lombardia l'8 marzo sarà la terza domenica senza calcio visto che dal 23 febbraio il calcio è fermo. Ma sabato 22 febbraio, proprio nel giorno in cui emersero i casi di Coronavirus, il programma si è svolto regolarmente in tutta la regione dall'Under 19 alla Scuola Calcio. «Sabato 22 abbiamo giocato e non c'è stato un solo caso di Coronavirus legato al calcio – constata Baretti – Non so da dove arrivi questo timore da parte di tutti che lo sport possa avere responsabilità». Per gli uffici del Comitato Regionale queste ultime settimane sono le più difficili: le società riportano le loro problematiche, dall'alto invece arrivano comunicazioni che, spesso, sono controverse tra loro. «È un continuo susseguirsi di notizie, disposizioni e contro-disposizioni. Serviva una regia comune dal primo momento ma purtroppo non c'è stata. Dico l'ultima: domenica avevamo tra le mani una bozza di Decreto, ieri è uscita l'integrazione del Governo sugli impianti ma, in serata, l'assessore regionale Gallera ha detto che non va bene perché non sono stati consultati. - prosegue il presidente del Crl - Abbiamo sindaci che dicono una cosa e assessori che chiedono il parere al Coni su chi siano gli atleti agonisti. Penso che avrebbe dovuto essere l'assessore allo Sport regionale a dare una linea comune ma non ci ha mai risposto. Il Decreto del Governo di domenica è fatto bene ma dovrebbero essere i prefetti a emanare le ordinanze e non i sindaci». Come detto, nel fine settimana non ci saranno eventi ufficiali in Lombardia, ma non per disposizione del Governo bensì per una scelta ponderata del Comitato: «Abbiamo un problema con le società della zona rossa e con le squadre che hanno giocatori provenienti da lì. Anche per una questione di regolarità abbiamo preferito rinviare la giornata. Abbiamo già studiato il calendario dei recuperi: due infrasettimanali in Eccellenza e una gara a fine campionato, mentre nelle altre categorie ci dovrebbe essere un infrasettimanale e due gare in coda al campionato».


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