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Corso Uefa C, pasticcio in Lombardia: la graduatoria prima è pubblicata poi viene rimossa

corso uefa c

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Giornata movimentata per il Comitato Regionale Lombardia che, nel primo pomeriggio ha pubblicato la graduatoria dei 120 allenatori ammessi per i corsi on line Uefa C (60 ammessi per il corso che partirà il 22 giugno e altri 60 per il corso successivo: 720 euro il costo e nessun requisito richiesto se non la maggiore età). La graduatoria è stata pubblica per un paio d'ore, giusto il tempo di creare subbuglio nelle società per delle palesi incongruenze. Questo il messaggio apparso nel tardo pomeriggio: A seguito di richieste di verifica si rimanda alla giornata di domani MARTEDI 16 Giugno 2020 la pubblicazione dell’elenco definitivo degli ammessi al Corso per Abilitazione ad Allenatore Giovani Calciatori UEFA C

COSA NON TORNA

In primis, come pubblicato dal Comunicato del Settore Tecnico numero 332 e dal 332 bis, il corso è aperto ai tecnici che nell'ultima stagione hanno allenato in deroga nelle categorie giovanili dove è prevista l'abilitazione dal 2019/20 (Giovanissimi Provinciali) e nelle categorie dove non è prevista l'abilitazione (Attività di Base). Ebbene, a scorrere i nomi balzavano all'occhio alcuni tecnici di prime squadre (Terza Categoria). Perché sono stati ammessi? Chi ha verificato i requisiti? In quell'elenco non avrebbero dovuto esserci allenatori che nell'ultima stagione hanno allenato in deroga? E per allenare nell'agonistica in deroga era necessario indicare il nome sul modulo di censimento. Ma molti degli ammessi non hanno allenato in deroga semplicemente perché non era stata chiesta. Quindi non avrebbero dovuto essere ammessi, come chi allena negli Allievi. Poi, nei giorni successivi alla pubblicazione, era stato precisato che ogni società avrebbe dovuto indicare entro il 12 giugno i nominativi dei tecnici da regolarizzare ma che, comunque, solo uno sarebbe stato inserito nel corso: ebbene, in quella graduatoria c'erano più allenatori di una società. Precisazione che lasciava intendere che sarebbero state le società a presentare le domande: ma così non è stato visto che, in un paio di casi, ci sono nomi di tecnici che hanno chiesto la "regolarizzazione" all'insaputa delle società. Ma le incongruenze non sono finite qua in quanto nell'elenco figuravano anche allenatori che nell'ultima stagione non sono proprio stati tesserati.

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