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Comitato regionale Piemonte e quel sorteggio che puzza di spot elettorale

Mossino

Il presidente Christian Mossino

Quattro anni fa, quando Christian Mossino era stato eletto da pochi mesi alla guida del Comitato regionale Piemonte Valle d'Aosta, fui tra quelli che proposi, non ero il solo all'epoca in via Volta, ad incontrare i comitati e le società delle grandi manifestazioni sportive regionali che, detto per inciso, danno alla nostra regione grande lustro. Tra questi non poteva non esserci il Superoscar che per la qualità della kermesse, le forze in campo, il tipo di organizzazione e preparazione, doveva essere considerata la numero uno. Questo non certo per sminuire le altre ma i numeri nel calcio contano. La cosa non si concretizzò e ad un certo punto smisi anche di perorarne la causa, così come altre cose per altro, perché mi resi conto che vi era una certa resistenza. Non ho mai capito il perché ma ora mi viene un dubbio, anzi due, e cioè che in realtà non fosse un problema dell'iniziativa in sé bensì che fosse più un problema di persone. All'epoca infatti, così come fino a pochi giorni fa per altro, il presidente del comitato organizzatore del Superoscar era Roberto Gagna e lui, Gagna, era stato tra i più accesi sostenitori di Chiaffredo Gallo quattro anni prima nelle elezioni che videro da una parte l'ex presidente del Pinerolo e dall'altra Ermelindo Bacchetta. Ora che Roberto Gagna si è ritirato in buonordine, e i suoi interessi sono anni luce lontano dal calcio, il Superoscar ottiene quello che merita e cioè entrare dalla porta principale nella casa delle società piemontesi. Lo meritava anche prima, peccato che si sia scelto di farlo solo ora proprio in vista delle elezioni. Così come il pistolotto in cui si celebra il presidente Gagna. Questa regione avrebbe bisogno di tanti dirigenti come Roberto Gagna che, certo, non sono abituati a dire sempre sì, hanno idee e opinioni e se le devono esprimere lo fanno liberamente. A differenza di molti di coloro che il nostro comitato regionale predilige e ricevono, quando serve, tutti gli onori, perché alzano il braccio nei momenti opportuni. Così però non andiamo da nessuna parte. E che Roberto Gagna sia dirigente capace di lavorare in prospettiva lo si vede proprio da come ha gestito il passaggio di consegne al Superoscar. Perché, a differenza di quanto qualcuno vuole far credere, il Piemonte calcistico resta ricco di personalità e dirigenti capaci. Già i tre che gestirano il Superoscar da qui in poi ne sono un esempio, con un mix di gioventù, Paolo Montone, unita alla competenza, professionalità e esperienza di Giovanni Comel e Carlo Ingegneri. Il Superoscar è in buone mani.
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