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Seconda Categoria Varese, la Casmo si ritira e saluta l'intera attività

casmo morazzone under 19 casmo

La Casmo prima del match

La Casmo, "grande malata" del calcio varesino, ha alzato bandiera bianca. Dopo le ultime stagioni all'insegna dell'instabilità (ma nonostante questo è stato anche "acquisito" un titolo per la Seconda) il club dal quale è partito Giuseppe De Luca ha alzato bandiera bianca nonostante avesse confermato l'iscrizione al prossimo campionato di Seconda Categoria.

Una lunga agonia dopo una gestione in cui non sono mancate polemiche e segnalazioni da parte di molti allenatori degli ultimi anni che, alle promesse estive, non hanno poi trovato corrispondenza nei fatti. Si potrebbe fare l'elenco di tutti gli scontenti (allenatori e non solo) ma la decisione di oggi della società di "chiudere" dovrebbe cancellare ogni polemica.

Che la situazione fosse critica era risaputo da tempo ma, tra una parola e l'altra o un'apparizione e l'altra, si riusciva sempre a tamponare. La goccia che ha fatto precipitare la situazione è stata la decisione del Comune di Casciago di maggio di mettere i sigilli all'impianto per indire un nuovo bando che ha visto il San Michele ottenere la concessione. Il presidente Veronica Orlandi aveva giocato la carta Viggiù (magari poi sperando di spostare tutto a Brenno) per tenere in vita la società e tutto quello che c'è attorno (il nulla, se non un presunto premio relativo al debutto in Champions di De Luca).

Parola fine per un club che fino a cinque anni fa, sotto la presidenza di Amerigo Briata, era uno dei migliori della provincia con tutte le categorie dalla prima squadra fino ai primi calci.
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