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Costanzo Celestini, il presente con l'RG Ticino e il ricordo degli anni a Napoli con Maradona

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Costanzo Celestini con Diego Armando Maradona

60 anni fa nasceva una vera leggenda del calcio mondiale: Diego Armando Maradona, El Pibe de Oro. Il 5 luglio 1984 Maradona venne presentato ufficialmente allo stadio San Paolo e fu accolto da circa ottantamila persone, che pagarono la quota simbolica di mille lire per vederlo. In quel Napoli militava anche un certo Costanzo Celestini, oggi allenatore dell’RG Ticino (Eccellenza piemontese). [caption id="attachment_237273" align="alignnone" width="197"] Costanzo Celestini negli anni del Napoli[/caption] Celestini, nasce a Capri, cresce nel vivaio del Napoli ed esordisce in prima squadra negli anni ’80. Per Costanzo Celestini la carriera inizia già nelle giovanili del Napoli, dove come allenatori c’erano personalità del calibro di Sormani e Corso. Con la Primavera Celestini conquista il titolo di campioni d’Italia, il primo storico tricolore per i partenopei (1979). Con la prima squadra in 5 anni, il tecnico, raccoglie ben 104 presenze e due reti - alla Sampdoria di Ivano Bordon e uno alla Lazio. Nel 1984, come detto, al San Paolo viene presentato un argentino, Diego Armando Maradona, e gli aneddoti sul Pibe de Oro non mancano: « C’è stata una partita a Pisa - questo il racconto di Costanzo Celestini - e nello spogliatoio il nostro massaggiatore era solito tagliare sempre dei limoni con lo zucchero, Diego si fece tirare un limone e da seduto cominciò a palleggiare e contandoli quei palleggi erano più di 80. Tutti noi avevamo pochi dubbi, era un giocatore che con il pallone poteva fare tutto ciò che voleva. Ogni allenamento era uno scoprire qualcosa che, per noi e all’epoca, era assolutamente inimmaginabile. Una volta in allenamento, c’era Marchesi a guidarci e ci faceva palleggiare a coppie; noi eravamo un po’ intimoriti da Diego che rimase senza compagno; lui palleggiava da solo dava un colpo sotto alla palla che rimbalzando gli tornava indietro, un qualcosa che noi riuscivamo a fare solamente in due». Nella stagione 1986-1987 il Napoli conquista la vittoria del campionato e la Coppa Italia: fino ad allora solamente due squadre erano riuscite nel duplice successo, Torino e Juventus. E Celestini ricorda quel momento così: « Io c’ero al primo scudetto e come il primo amore non si scorda mai». Dopo la vittoria dello scudetto con i partenopei venne ceduto all'Ascoli e l'anno dopo al Pisa, dove militò fra il luglio e il novembre del 1988. In seguito abbandonò la Serie A e giocò per quattro anni nell'Avellino in Serie B, di cui divenne anche capitano. Successivamente si trasferì all'Acireale in Serie C1, per poi chiudere la carriera nella Juve Stabia. Appese le scarpe al chiodo, nel 1997 cominciò la carriera di allenatore nel Capri Isola Azzurra, per poi diventare nel 2001 vice allenatore del Giugliano, in Serie C2. All'inizio della stagione 2002-03 assunse l'incarico di primo allenatore della società campana. La stagione successiva si trasferì in Liguria, accasandosi alla Lavagnese, in Serie D, per due stagioni, per poi passare alla guida del neo promosso Sestri Levante. Sempre in Liguria ha guidato anche Virtus Entella, Caperanese e Rapallo. Nel 2014 diventa tecnico del Verbano (Eccellenza lombarda), dove rimane per 4 anni. Nel 2018 fa ritorno al Sestri Levante in Serie D, mentre l’anno successivo torna a Verbano. [caption id="attachment_237272" align="alignnone" width="900"] Costanzo Celestini, tecnico dell'RG Ticino[/caption] Nella stagione corrente 2020/2021 sceglie l’RG Ticino, e proprio in merito alla nuova avventura piemontese il tecnico Celestini racconta: « Sono molto felice di essere qui, ho trovato una società costruita a dovere, con un presidente che ha deciso di investire anche sulle strutture. A livello di squadra sono molto soddisfatto, avevamo da recuperare una partita e con quei tre punti potevamo essere primi in classifica. Questo per il Piemonte era il primo anno con 4 fuoriquota titolari, e sarò onesto, ho diversi giovani di grande prospettiva. La squadra allestita può certamente raggiungere l'obiettivo vittoria del campionato. Niccolò Colombo? Credo il centravanti più forte che abbia mai allenato». Celestini parla al presente, e il motivo c'è: « Sono convinto che ripartiremo, Serve a tutti, specialmente ai più piccoli e stopparli non penso che faccia bene a nessun. La situazione è sotto gli occhi di tutti, ma noi ci alleniamo all'aperto, dove il rischio di contagio è minore, per questo sono certo che riusciremo a portare a termine la stagione».
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