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Come finire la stagione: parola agli allenatori

Ivrea - Torinese Promozione 002 ANDREA PORRINI
Sembra assurdo, ma la verità è che è lecito interrogarsi già ora su come potrebbe terminare questa stagione. Considerando la versione ufficiale (ovvero il nuovo regolamento), allora si farebbe riferimento al numero di promozioni e retrocessioni previste per ogni singolo campionato. Il campionato, pertanto, terminerebbe di fatto qui e si valuterebbero le posizioni attuali delle squadre in ogni singolo campionato. A questa opzione abbiamo provato ad aggiungerne altre tre: 2) Far finire il girone d'andata e considerare la posizione delle squadre al termine del girone d'andata. A quel punto promuovere le prime classificate e far disputare playout e playoff; 3) Far finire il girone d'andata, togliendo le promozioni e le retrocessioni dirette e optando per playoff e playout allargati; 4) Far finire il campionato con andata e ritorno. Abbiamo chiesto ad alcuni allenatori dall'Eccellenza alla Terza Categoria quale pensano possa essere l'alternativa più sensata e giusta. Tra le dichiarazioni raccolte alcune meritano particolare attenzione. Innanzitutto Gianmarco Mellano, allenatore del FR Valdengo (Eccellenza), secondo cui l'opzione numero 4 sarebbe la migliore: « Assolutamente non farei giocare solo l'andata. Va giocato quello che prevede la regola della competizione, altrimenti, se questo non è possibile, si ricomincia il prossimo anno da zero o dalle partite giocate fino ad oggi. Giochiamo pure anche tre giorni a settimana, ma l'importante è che si giochi». [caption id="attachment_238835" align="aligncenter" width="310"] Gianmarco Mellano, tecnico del FR Valdengo[/caption] Su posizioni simili è Andrea Porrini, allenatore dell'Ivrea (Promozione B): «Sceglierei la quarta opzione. Se serve si gioca anche a luglio, la domenica alle 18. Noi con il professionismo non c’entriamo. Penso sia fattibile giocare ogni 3 giorni, abbiamo anche i giovani della Juniores che, in questo modo, verrebbero valorizzati. Via playoff e via playout, farei 2 promozioni e 4 retrocessioni. Non è corretto giocare soltanto l'andata: sia per le trasferte lunghe, sia per i tipi di campo su cui si va a giocare. L'anno scorso la Rivarolese ha steccato l’ultima partita e si è ritrovata in Promozione: non è giusto. Le soluzioni ci sono, magari riaprire il mercato. Giocare a giugno è fattibile: ai ragazzi piace, al posto che fare i tornei tipo l’Absolute continuiamo il campionato. Allunghiamo lo svincolo oltre al 30 giugno». Maurizio Battaglino del Sommariva (Promozione C) ritiene invece che la soluzione migliore sia un'altra: «Ci sarà poco tempo, sia per i recuperi da effettuare sia per un eventuale maltempo che rovina i campi. Per questi motivi penso sia difficile completare tutta la stagione. Congelare la classifica è assurdo, abbiamo giocato troppo poco e alcune squadre potrebbero risultare troppo penalizzate; la più realistica, che comprende una ripartenza, è la seconda opzione, perché a livello di gestione di tempi e delle squadre è la migliore». [caption id="attachment_238842" align="aligncenter" width="340"] Maurizio Battaglino del Sommariva[/caption] Enzo Isoldi della Santostefanese (Promozione D), oltre a mettere in risalto la bravura e la prontezza delle società in quest'ultimo periodo, dice di preferire l'opzione 2: «Scarto completamente l’ipotesi 4. Noi non viviamo di calcio: lavoriamo durante la settimana, non abbiamo la possibilità di fare gli infrasettimanali. E se c’è qualche positivo si rinvia al prossimo anno?. Si è ripartiti come se nulla fosse successo, bisognava andare per gradi. E a gennaio chi ci dice che si può ripartire? Opto per la seconda opzione: dobbiamo assolutamente tenerci una finestra temporale qualora dovesse esserci un altro stop, in modo che ci sia poi la possibilità di inserire i recuperi. Non inventiamoci niente di strano in una stagione che è già strana di per sé. Le società sono state bravissime a contenere i casi di positività, ma giocando è inevitabile che ci siano contagi. Ho trovato strano incominciare una stagione come se nulla fosse successo». Paolo Brando della Mappanese (Prima Categoria C) sembra preferire la terza opzione, che contiene la novità dei playoff e dei playout allargati: «In qualità di allenatore, non posso non risponderti che mi piacerebbe poter disputare sia il girone di andata che il girone di ritorno. Preferisco giocare ogni due giorni ma far finire il campionato in modo “regolare”. Certo io dico così perché faccio l’allenatore, probabilmente se chiami il presidente Graneri ti risponde in maniera diversa, perché ovviamente le problematiche nel caso sarebbero molteplici, soprattutto in categorie come la nostra. Per esempio noi non abbiamo le luci al campo, quindi già questo sarebbe un ostacolo non da poco. Se proprio non si riuscisse, già solo per questioni di tempo, a concludere la stagione, l’ipotesi alternativa che mi stuzzica di più è quella con playoff e playout “allargati”, senza cioè promozioni e retrocessioni dirette». [caption id="attachment_238832" align="aligncenter" width="1400"] Il tecnico della Mappanese Paolo Brando[/caption] Domenico Amoruso della Pro Collegno (Prima Categoria D), infine, si schiera con coloro che preferiscono la quarta opzione: «Preferisco l'ultima alternativa dato che la reputo più ufficiale ed oggettiva. Inoltre c’è il forte rischio che si possa creare ancora maggiore divario tra grandi e piccole società, dal momento che, di fronte alla possibilità di giocarsi un regionale od una promozione, alcune società farebbero la corte a quei giocatori che militano nelle piccole squadre e sanno di non poter puntare ad obiettivi troppo alti. Questo indebolirebbe ancora di più quelle piccole realtà che faticano a rimanere a galla».
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