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Zibido San Giacomo: La formula del sorriso, così cresce la Scuola Calcio giallorossa

ASD Zibido San Giacomo
«Quando ci sarà permesso, torneremo più forti di prima!», così la dirigenza di casa Zibido via Facebook come dichiarazione d’intenti rispetto al periodo. Paolo Toselli, storico ex di ventennale esperienza in Scuola Calcio per l’Assago, da quattro anni acquisito dalla società di San Giacomo, e attuale Direttore Sportivo e Responsabile Scuola Calcio e per il comparto Pre-Agonistica giallorosso, racconta la situazione: «Chiaramente ci siamo adeguati a malincuore. Abbiamo lavorato molto per riprendere nel pieno rispetto delle regole; purtroppo, però, non è bastato: il crescere dei casi, i contagi, ci ha messo di fronte all'impossibilità di continuare, per evitare ulteriori rischi». «Nonostante questo, stiamo cercando di tenerci il più possibile in contatto: facciamo continui corsi di aggiornamento, su base settimanale, per tecnici, istruttori e dirigenti, in stretta collaborazione col Novara Calcio [l’ affiliazione risale al 2018, ndr], e teniamo vivo il contatto – morale, che è quello di cui più hanno bisogno – coi ragazzi», e poi scherzosamente aggiunge «Aspettiamo solo di cambiare colore [ dpcm 3 novembre 2020, ndr]: siamo pronti!». Dal suo arrivo nella sede di Via Risorgimento molto è cambiato: «Ho ereditato una situazione di 67 iscritti; quest’anno abbiamo superato i 200», spiega Toselli «Abbiamo fatto crescere il movimento, anche e soprattutto qualitativamente parlando». A tal proposito, si dispiace per il «mancato confronto diretto sul campo con le altre squadre», proprio al fine di poter dimostrare il livello raggiunto, ma si rincuora subito al pensiero della crescita e del salto di qualità compiuto da ogni gruppo, nelle varie categorie. «Anche in Scuola Calcio abbiamo istruttori, tecnici, preparatori qualificati – come Salvatore Cortese e Gianluca Antonacci (UEFA-B), Maurizio Chavez, Antonello Esposito e Gianluca Conti (UEFA-C) – e di grande esperienza, come, tra tutti, Alessandro Adornato», sottolinea. Il livello raggiunto e la rinnovata preparazione si sono mostrati già nella passata stagione, coi risultati dei gruppi 2007 e 2005 ma anche con i 2008, che allo stesso modo lo scorso anno erano rientrati in prima fascia per il girone primaverile. La ricetta vincente? Per Toselli, è la formula del sorriso: «Adotto una filosofia che prevede che tutti debbano avere lo spazio per giocare, ognuno in virtù delle proprie possibilità e capacità. Ci vuole poco: basta mettersi nell'ottica che i ragazzi devono essere soddisfatti a fine giornata, devono uscire dal campo, post-allenamento o gara, col sorriso più grande di quando sono entrati». Semplice ed efficace, l’approccio dello Zibido presuppone, in realtà, la costruzione diffusa di un ambiente senza forzature né pretese eccessive: «I ragazzi vogliono giocare, non necessariamente diventare dei campioni. In questo senso, tutti devono trovare il proprio spazio, che sia primariamente di divertimento e benessere. Se presi con questo spirito, assistiamo a percorsi di crescita incredibili che alzano l’asticella qualitativa del comparto dilettantistico tout court». Toselli precisa poi che il lavoro è svolto da tutti nelle medesime modalità e che quindi chiunque ha la stessa possibilità, gli stessi istruttori, le stesse tipologie di affiancamento e lavoro. Sicuramente, ammette, il passaparola di chi si è trovato bene ha contribuito alla crescita numerica della società: «Se i ragazzi sono contenti e stanno bene, è naturale conseguenza che ne parlino ed invitino compagni ed amici».   [caption id="attachment_241767" align="aligncenter" width="1400"] ASD Zibido San Giacomo La formula del sorriso dei piccoli giallorossi in campo[/caption] Col pensiero al futuro e all'auspicio di rientrare e ripopolare campi e strutture, Toselli ripensa quasi con commozione al passato: «Ho in mente un episodio e un’immagine bellissima: una partita persa 8-1 dai miei, che però esultano per il nostro gol come se avessimo vinto. Un gol di gioia e serenità, nonostante il risultato, e ripensarci mi fa stare bene». Un episodio che più di tutti racchiude in maniera forse emblematica il discorso fatto sin qui. «Quella soddisfazione non ha prezzo e mi auguro di poterla rivivere», e poi conclude di nuovo col sorriso «magari, stavolta, con una vittoria nostra!».
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