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San Pellegrino, la storia della Scuola Calcio intitolata a Davide Astori: un esempio da seguire dentro e fuori dal campo

presentazione astori
Ci sono persone che lasciano un segno molto forte del loro passaggio sulla Terra, e nelle ultime ore, a seguito della morte di Diego Armando Maradona, questa riflessione è più che mai attuale. Sono persone che con il loro impegno, la loro dedizione, con la loro dote calcistica creano qualcosa di veramente unico. Uno di questi esempi è senz'altro quello di Davide Astori, il calciatore della Fiorentina deceduto nel marzo del 2018, ma nato e cresciuto sui campi bergamaschi. Il primo calcio al pallone, infatti, l'ha tirato con la maglia del San Pellegrino, la società della sua zona, la stessa che oggi conta all'incirca una quarantina di bambini tra i sette e gli otto anni che coltivano lo stesso sogno che era di Davide. Per onorare il passaggio su quei campi, a pochi mesi dalla sua morte, il Direttore Sportivo Stefano Tassis ha cercato, e ottenuto, di poter intitolare la Scuola Calcio al difensore: è stato, quindi, creato un logo ad hoc con la figura del calciatore con la palla al piede e il suo numero di maglia, il 13, in primo piano che è stato presentato all'inaugurazione alla messa di Natale del 2018 alla presenza dei genitori di Astori, del fratello Marco e di tutti gli atleti del centro sportivo. [caption id="attachment_243002" align="aligncenter" width="371"] Il logo della Scuola Calcio Davide Astori[/caption] «Io giocavo con il fratello, Marco Astori - racconta Tassis - che è stato anch'esso capitano per tanti anni nella nostra squadra, il San Pellegrino. Ho avuto modo di conoscere e apprezzare l'intera famiglia: con Davide i rapporti erano più radi perché, a causa degli impegni calcistici, riusciva a passare poche volte da queste parti, mentre con Marco ho un rapporto più consueto. Era la persona che si vedeva in campo, leale e onesto. Anche il fratello è così e credo che sia proprio una dote di famiglia, che ha uno spessore altissimo. L'educazione viene tutta da lì. Ed è per questo che abbiamo pensato di intitolargli proprio la Scuola Calcio perché Davide è sempre stato un esempio da portare all'attenzione dei nostri bambini». Oggi la Scuola Calcio Davide Astori ha tra i cinque e i sei istruttori che due volte a settimana fanno allenare i bambini del centro. Ogni gruppo di atleti è quindi piccolo, in quanto vengono seguiti a ceppi di sei o sette persone, riuscendo così a favorire il lavoro e la collaborazione tra adulto e ragazzo. La società è quella tipica dei paesi, dove si respira un'aria molto famigliare, in un contesto dove dopo l'allenamento si fa merenda tutti insieme con pane e Nutella e dove si celebra la messa di Natale ogni anno, in cui poi vengono consegnati i premi a chi si è distinto dentro e fuori dal campo: a chi si è laureato in quell'anno, o a chi ha giocato particolarmente bene e ha contribuito alla crescita della squadra, insomma quei piccoli elementi che rendono il San Pellegrino la seconda casa degli atleti che la frequentano. Poi, a maggio, per i più piccoli, viene organizzato il Baby Champions, in cui partecipano all'incirca trenta Scuole Calcio della provincia: sono due giornate all'insegna del divertimento e dell'agonismo. Il primo giorno giocano i bambini più piccoli, mentre il giorno successivo quelli dell'anno più grande; al termine non viene proclamato nessun vincitore, ma ad ogni squadra viene assegnato un premio, che cambia di anno in anno. [caption id="attachment_243008" align="aligncenter" width="900"] Stefano Tassis, Direttore Sportivo del San Pellegrino e principale fautore del progetto d'intitolazione della Scuola Calcio a Davide Astori, durante la messa di Natale del 2018[/caption] «Il nostro è un approccio un po' diverso dal solito - racconta ancora Tassis - ed è per questo forse che i bambini che crescono nel nostro vivaio, difficilmente cercano altre società, ma rimangono. L'educazione e i valori a cui tendiamo, nel tempo li valorizzano e li fanno apparire diversi dagli atleti delle altre squadre: si sentono legati al San Pellegrino». Negli anni gli eventi non sono mancati, come l'organizzazione di un torneo a Zingonia dove i ragazzi della pre-agonistica hanno potuto confrontarsi con gli atleti della Scuola Calcio dell' Atalanta. Il tutto grazie anche all'impegno del Responsabile della Scuola Calcio Giampaolo Micheli, anch'egli ex giocatore del San Pellegrino, e di Battista Salvi, colui che seguiva questa categoria prima dell'arrivo al comando di Micheli. «I risultati del lavoro sul campo si notano: normalmente, anche se non vinciamo, rimaniamo comunque nelle zone alte della classifica», racconta ancora il Direttore Sportivo. Un impegno che viene in soccorso anche in un momento difficile come questo: in collaborazione con il Comune di San Pellegrino e con il Professore Massimo Galli, virologo dell'ospedale Luigi Sacco di Milano, infatti, la società ha dato la possibilità a tutti i residenti, agli atleti e al personale tecnico societario, di fare il tampone gratuitamente. Grazie anche all'amministrazione, che ha messo a disposizione la palestra comunale, bambini e ragazzi, residenti ed allenatori, hanno avuto la possibilità di avere a disposizione un servizio utile e gratuito. La risposta è stata ampia: si contano 2200 tamponi effettuati. Anche questo renderà orgoglioso Davide, ovunque egli sia.
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