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Anche i presidenti dell'Area Nord alzano una diga. Forse fareste meglio ad alzare i tacchi e lasciare alle società i vostri lauti rimborsi spese

Assemblea Elettiva FIGC

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E niente, insistono con questa colossale presa per i fondelli. Questo 2020 evidentemente deve finire com'è iniziato per il calcio dilettantistico e cioè da una parte le società massacrate, lasciate sole, senza ristorni (solo briciole) e dall'altra i dirigenti federali che fanno a gara a chi la spara più grossa, a chi frigge meglio l'aria. Dopo l'intervento della Lega Nazionale Dilettanti, che per bocca del suo numero uno, Cosimo Sibilia, ha fatto sapere che è contrario alla riforma dello sport, è il turno dell'Area Nord con il coordinatore Ettore Pellizzari (sempre pronto a dare manforte a Sibilia). «Come se non bastassero i gravi problemi determinati dalla pandemia da covid-19 che impegnano, assillano, preoccupano e mettono in crisi le Associazioni sportive Dilettantistiche, si aggiunge oggi un incombente pericolo ancora maggiore, rappresentato dalla c.d. “riforma dello sport” del Ministro Spadafora». Questo l'incipit del comunicato stampa che dovrebbe far venire voglia alle società dilettantistiche di mandare tutti a stendere. Ma la fortuna di questi signorotti è che in realtà i presidenti che tengono a galla il calcio italiano sono persone per bene, persone che lì per lì si arrabbiano ma che poi si mettono sotto a lavorare e alla fine trovano una soluzione per andare avanti. Certo, fa rabbia vedere trionfare il populismo, perché di questo si tratta, di una riforma nata da chi nel calcio non ha mai avuto un futuro. Giocatori modesti che lamentavano di avere avuto la cariera stroncata perché la società che li aveva allevati chiedevano il premio di preparazione. Balle, se vali una società disposta a investire 2 o 3 mila euro si trova. Oppure di quelli che lamentavano di aver pagato di tasca loro il premio per liberare il figlio. E anche qui vale la pena di ricordare che avete commesso un illecito e che la legge non ammette ignoranza. Dovevate informarvi prima di firmare. Ma quante sono in realtà le società che hanno sempre svolto in maniera regolare il loro lavoro? il novantanove virgola nove per cento. Quante volte abbiamo ricevuto telefonate di genitori che si lamentavano perché la loro società non accettava di prendere i loro soldi? Tantissime. Perché i presidenti per bene, la maggioranza, non hanno mai trattato con le famiglie. Poi ci sono quelle che invece su queste pratiche scorrette hanno costruito il loro squallido modo di fare calcio ed erano queste che andavano colpite. Non il sistema che invece era sano e meritava di essere trattato con dignità e non come se fossero un male dello sport. Quante volte abbiamo, attraverso le colonne del giornale, spiegato ai genitori come si doveva costruire il loro rapporto con la società? Tutti gli anni. Li abbiamo sempre messi in guardia, abbiamo sempre cercato di spiegare loro che era importante sapere quello che si andava a firmare e soprattutto con quale società si andava firmare. Perché un rapporto sano non si può costruire partendo da un equivoco. A breve ci saranno le elezioni cari presidenti. Gli attuali governanti hanno dimostrato di non sapervi rappresentare, di non avere la competenza e nemmeno le conoscenze per far valere i vostri diritti. Perché chi mette mano al portafogli, i presidenti, devono avere voce in capitolo. Però i presidenti lo devono esercitare quel diritto, devono sapere esattamente per chi e soprattutto per cosa vanno a dare il loro voto. Che sia la volta buona.
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