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Lombardia commissariata, sette consiglieri si dimettono perché nessuna lista li voleva ricandidare

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Con un colpo di mano avvenuto nella notte 7 consiglieri, su 13, del comitato regionale Lombardia si sono dimessi facendo quindi decadere tutto il consiglio direttivo. Ecco chi sono: Arioli, Silini, Teti, Bignotti, Loschi, Maino e Santagostino. Sono loro gli eroi di giornata, sono loro che in questo modo tolgono la regione dalla contesa elettorale e la consegnano al presidente della Lega Nazionale Dilettanti Cosimo Sibilia che adesso nominerà un commissario. Le società della Lombardia, quelle che hanno pagato un prezzo enorme, che non ha ricevuto ristorni, che hanno tenuto a galla il calcio dei dilettanti versando le loro quote fino all'ultimo euro, consentendo ad altre regioni di continuare a fare le cicale, saranno le uniche che non potranno andare a votare. Saranno le uniche che non potranno far sentire la loro voce, saranno le uniche a rimanere in balia delle istituzioni romane. Guarda caso proprio quelle che i candidati che si stavano profilando all'orizzonte, seppur con i loro distinguo, si preparavano a dare battaglia. E sarebbe stata una battaglia dura perché lo stesso Alberto Pasquali non ne aveva fatto mistero nelle sue call. Dimessi. Vergogna. Perché fatto contro la Lombardia, contro quelle società che vi hanno sostenuto in tutti questi anni anche quando svendevate la regione per conservare la vostra sedia. Vi siete dimessi perché eravate arrivati al capolinea, in quanto nessuna delle due liste voleva prendere in considerazione la vostra figura. Avevate già fatto abbastanza danni e allora ecco arrivare l'ultimo sfregio: le dimissioni. Avreste dovuto darle prime, le dimissioni, non ora, quando non vi siete opposti alla riduzione dei due delegati assembleari, quando non vi siete opposti all'abolizione del vincolo, quando non vi siete opposti al fatto che adesso le società dovranno assumere i loro collaboratori con modalità tutte da accertare, quando non avete fatto nulla per far rimborsare i soldi alle società lombarde. Ecco lì vi dovevate dimettere. Invece avete scelto di uscire di scena con disonore, consegnando la regione al peggior nemico delle vostre società. E lo avete fatto nel nome di Baretti. Avete perso anche l'ultima goccia di dignità.
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