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Alberto Pasquali ufficialmente candidato, ma nel frattempo il reggente spiazza tutti e rovina la festa

Alberto Pasquali

Alberto Pasquali

Doveva essere una festa, l a candidatura a presidente del CRL di Alberto Pasquali, un candidato che senza troppre pretese chiede di potersi giocare le sue change. In maniera semplice, com'è la sua persona, ma proprio nel mezzo della conferenza stampa di presentazione della candidatura scende come una mannaia la scure del reggente che convoca l'assemblea ma non per la carica di presidente. Motivo? La piattaforma della Federcalcio non è affidabile, ecco il testo: Considerato che, anche a seguito di confronto con i propri consulenti, il C.R. Lombardia, rispetto a quanto valutato in precedenza, ritiene che lo svolgimento dell’Assemblea Elettiva “da remoto” non garantisca ai soggetti votanti di esercitare il proprio diritto di voto in modalità ritenute idonee a salvaguardare la segretezza del voto e dello scrutinio, la contemporaneità dello stesso, la riconducibilità del voto al soggetto 1004 / 23 effettivamente avente diritto, il diritto del votante di verificare la perfetta rispondenza del voto acquisito in via telematica rispetto alla preferenza indicata all’atto della votazione, nonché il corretto funzionamento della rete, anche in considerazione dell’alto numero dei soggetti collegati contemporaneamente… Ora la parola passerà ai legali perché la sentenza del Tribunale Federale che aveva intimato al reggente di convocare l'assemblea non può passare in cavalleria. Altrimenti d'ora in poi le società saranno autorizzate a considerare la Giustizia sportiva carta straccia. Venendo alla candidatura di Alberto Pasquali il delegato di Brescia parte facendo una breve presentazione: «Sono dirigente federale da 14 anni, ho smesso di giocare tardi (è stato un buon portiere dilettante), mentre nella vita di tutti i giorni sono un medico specializzato in odontoiatria. Compio 62 anni proprio oggi e mi sento pronto a guidare la mia regione». Semplice, come fondamentalmente ci ha abituati da sempre, ma con le idee chiare. Quale sarà la prima cosa che farà nel momento in cui diventerà presidente? «Dobbiamo pensare alla ripartenza, dobbiamo sapere come finire la stagione, è una priorità». Poi un passaggio, seppure soft, sulla passata gestione: «Non abbiamo saputo far valere il nostro peso specifico»,e quando un collega chiede di ricordare Baretti sfugge un «sarà in continuità …», poi si corregge. «Sono state fatte cose buone ma dobbiamo svoltare». E quando arriva la doccia gelata dell notizia che non ci sarà l'assemblea non nasconde la sua amarezza: «Volevamo andare al voto, ecco questa sarà una battaglia che porteremo avanti con Carlo Tavecchio».
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