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Gli "allenamenti congiunti" diventano amichevoli ufficiali

Balan Moldavia Under 20

Gabriele Balan, centrocampista del San Giacomo Chieri, impegnato in un'amichevole con la Moldavia Under 20

La pacchia è finita. Con la modifica del regolamento, la Lega Nazionale Dilettanti ha definitivamente messo una pietra sopra alla pratica degli " allenamenti congiunti", portandoli giuridicamente sotto la definizione di amichevole ufficiale. La differenza? Negli ultimi anni invece dell'organizzazione di amichevoli ufficiali, nella preparazione estiva hanno preso piede i famosi "allenamenti congiunti" che non erano altro che amichevoli, con la differenza che non erano ufficiali e quindi non autorizzati. Si poteva fare a meno di un arbitro federale e di tutti i costi e le burocrazie connesse. Questo però esponeva a grossi rischi le società. Il più grosso era per l'arbitro "di fortuna", in quanto se avesse accusato un malore non sarebbe stato in alcun modo assicurato o tutelato. In teoria anche gli stessi calciatori sarebbero stati scoperti da tutele assicurative o simili, ma il fatto era facilmente camuffabile come infortunio rimediato in allenamento "congiunto", appunto. Fatto sta che la norma è cambiata è di fatto l'allenamento congiunto non esiste più. Ora c'è da vedere come e se si troverà una nuova strada per dare un nuovo nome a queste amichevoli o le società rientreranno nell'alveo di competizioni organizzate ufficialmente. LA VECCHIA DICITURA dell'articolo 34, comma 1 del regolamento Lega Nazionali DIlettanti: «La disputa di gare amichevoli e l'organizzazione di tornei da parte di società deve essere autorizzata dai Comitati, dalle Divisoni e dai Dipartimenti di appartenenza». Alla precedente, il nuovo testo aggiunge: «Sono a tutti gli effetti considerate gare amichevoli, quindi soggette alla suddetta autorizzazione, anche allenamenti congiunti tra squadre di Società tra loro diverse della L.N.D. e tra squadre di Società della L.N.D. con quelle professionistiche, sia italiane che straniere».
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