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Le società varesine non si fanno prendere in giro dal reggente e abbandonano la riunione

Assemblea Straordinaria Elettiva

Assemblea Straordinaria Elettiva, Crl

Il disegno del reggente del Comitato Regionale Lombardia Antonello Cattelan era chiaro da giorni ma questa mattina, nella riunione con le società di Varese svoltasi a Cocquio Trevisago presso gli uffici della CIMA, le società hanno potuto ascoltarlo direttamente dalla sua voce. Non è sua intenzione far votare il 9 gennaio 2021 il presidente e il consiglio del prossimo CRL, nemmeno davanti a una nuova sentenza favorevole al ricorso presentato questa mattina da Carlo Tavecchio. Ormai la democrazia sembra un ricordo per la Lombardia e per le centinaia di società che chiedono, legittimamente, di andare al voto rispettando quanto deliberato proprio dal Consiglio Regionale prima della decadenza per le dimissioni di 7 consiglieri. Il reggente, nominato proprio per far rispettare le scadenze già fissate, sembra essersi calato in pieno nella parte e di andarsene, a quanto pare, non ci pensa proprio. L'ha ammesso lui stesso dinanzi a precisa domanda di Carmine Gorrasi: «Se il tribunale dovesse dare ragione a Tavecchio e imporre le elezioni per il 9 gennaio cosa farà?». Risposta secca: «Vedremo…». E le società presenti (e anche quelle collegate in call) a quel punto si sono alzate e sono andate via immediatamente. Quindi per il reggente le sentenze dei tribunali non valgono nulla davanti alla sua (e altrui) volontà. Magari la risposta è stata data per l'impreparazione in materia perché, dopo averlo ascoltato nelle varie risposte, l'impressione è di trovarsi di fronte a una figura che sa poco o nulla, arrivata qui per recitare una parte che gli è stata affidata. Molte le risposte che hanno lasciato spazio alle perplessità e mostrato tutta la sua poca conoscenza di una materia che, per il ruolo e il curriculum, dovrebbe conoscere nei minimi dettagli. «L'abolizione del vincolo è solo una proposta che hanno fatto», affermazione che ha lasciato tutti i presenti stupefatti. E poi la continuazione «Farò di tutto per far abrogare la norma». Farò? E cosa pensa di fare: di restare lì? Allora si dimetta da reggente e si cerchi i voti per presentare la sua candidatura. Le società, che ieri sera hanno presenziato all'incontro con Carlo Tavecchio, hanno chiesto legittimamente di poter andare al voto ma dall'altra parte c'è un muro che non ha intenzione di cedere nemmeno davanti alle sentenze dei tribunali. «Io devo tutelare la Lombardia per le elezioni nazionali e lo faccio facendo votare per i delegati assembleari. Le elezioni del consiglio e del presidente non le ho indette per consentirvi di valutare i candidati che si presenteranno». Candidati che le società già conoscono, mentre non conoscono (ancora) i delegati assembleari che voteranno per primi il 9 gennaio al Palazzetto di Treviglio. Oltre all'impreparazione in materia si sono registrati anche dei momenti di tensione quando il reggente ha contestato la legittimità di una decina di firme alla lettera del Team Nord-Ovest che chiedeva di rispettare le scadenze elettorali. «Voi chiedete di votare ma gli altri mi chiedono di non votare, ci sono altre centinaia di firme e quindi siamo pari»: lettera che però il reggente non è stato in grado di documentare, così come le «decine di firme di gente che non sapeva nulla» contestate a Carmine Gorrasi. E che di far votare alle società non ne abbia voglia Antonello Cattelan l'ha ribadito, tra le righe, anche nel suo "manifesto programmatico" che vede i Delegati provinciali cruciali per "rimpiazzare" i consiglieri dimissionari: mossa per portare dalla sua parte i Delegati e per allontanarli di più dalle società. L'impressione che dopo le elezioni possa esserci un ricambio anche di Delegati provinciali è concreta. E anche necessaria.
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