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Duro attacco di Carlo Tavecchio che in un comunicato stampa ne ha per tutti, anche per Alberto Pasquali

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Dopo aver ricevuto attacchi da destra e da sinistra, soprattutto da alcuni media molto vicini al precedente governo regionale (più per interesse che per una comune visione del calcio), per Carlo Tavecchio arriva il momento di far sentire la propria voce. E lo fa attraverso un comunicato stampa dove non serve né un interprete né un fine politico per capirne il pensiero. Nomi e cognomi passati in "chiaro" a partire da Alberto Pasquali che lo invita a difendere con più energia la Lombardia. Questo il testo del comunicato: Il giorno 9 gennaio p.v. si voterà in via definitiva. Giustizia è stata fatta e non per me ma per l'intero calcio lombardo che oggi può esprimere il suo indirizzo di governance. Non ho mai avuto dubbi che si volesse esautorare la Lombardia. Prima sono stati tolti i delegati, poi il diritto al voto, poi l'obbligo di pagamento delle rate dei campionati al 10 febbraio in via perentoria. Credo che ad oggi qualcuno debba porgere delle scuse all'intero sistema lombardo che stava guidando verso l'ennesimo silenzio e che invece necessita di voce, forte e dignitosa. La Lombardia non è solo un bancomat da cui attingere. Al candidato Pasquali dico che deve imparare a far rispettare i suoi diritti se vuole far rispettare quelli delle società battendosi concretamente. Si voterà il 9 perché il sottoscritto ha intrapreso le vie legali e perché si stava mettendo in atto una chiara e palese violazione delle norme. Ricevo, così come li ricevono i miei candidati, innumerevoli video e messaggi dove i sostenitori di questa altra lista arrivano a denigrare in riunioni pubbliche con le associazioni sportive, aspetti intimi e familiari senza che tali affermazioni trovino alcuna fondatezza. Bene, sarà la nostra seconda vittoria. Quella delle persone perbene. Quelle che non usano mezzi di bassa caratura per mettere la propria competenza in risalto. Non sarò mai cavalier servente di un sistema antidemocratico, di un sistema che innesca la macchina del fango al posto di parlare di contenuti e così non lo sarà la mia squadra di lavoro, io sono qui per mettere la mia grande competenza calcistica al servizio di chi pensa possa essere utile. Le società calcistiche sono state spettatrici del più triste spettacolo antidemocratico. I candidati devono perdere o vincere sfidandosi sul campo non eludendo le norme. Ora si continui a lavorare come stiamo facendo per costruire idee e progetti.
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