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Lombardia, una campagna elettorale triste: Quali sono gli interessi in gioco se si tirano in ballo persone che combattono per la loro vita?

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Andrea Baretti ha dichiarato alla Gazzetta di Mantova che suo papà Beppe è con Pasquali e che bisogna a tutti i costi fermare Tavecchio. La richiesta gli sarebbe arrivata poco prima di entrare in ospedale. E qui dobbiamo fare almeno una riflessione perché ci sono dei passaggi poco chiari. Lo stato dell'arte, fino a poche ora fa, era: Alberto Pasquali, con una lista composta in parte da consiglieri dimissionari, che proponeva prima Dario Silini e ora il reggente Cattelan quale vice presidente dell'Area Nord. Ma i consiglieri dimissionari non si erano dimessi perché chiedevano tempo e, stando sempre alle parole di Andrea, perché avrebbero voluto che a ricandidarsi fosse lo stesso Beppe? Ma che questa fosse una balla lo si sapeva fin da subito. E viene confermata dagli stessi consiglieri non dimissionari in una lettera spedita, sempre alla Gazzetta di Mantova, dove si spiega esattamente come stanno le cose. Prima di entrare in ospedale Beppe aveva chiamato i presidenti dell'Area Nord informandoli che teneva per sé la vice presidenza di area e i presidenti lo avevano assecondato. Vi era un patto. Subito dopo aveva chiamato Paola Rasori chiedendo di fare un comunicato in cui dichiarava di non volersi ripresentare a presidente della Lombardia. Questa versione viene avvalorata dai presidenti dell'Area Nord perché quando Cattelan propone Silini i presidenti stoppano la nomina in quanto, dicono, si sono già impegnati con Baretti. E questi sono fatti. Lo stato dell'arte vuole poi che, sempre fino a poche ore fa, fosse la lista di Carlo Tavecchio, composta in parte da consiglieri che non si sono dimessi, a spingere per la candidatura di vice presidente dell'Area Nord a Beppe Baretti. E che i presidenti, sempre fino a poche ora fa, fossero d'accordo. Che Beppe Baretti non abbia mai pensato di appoggiare Alberto Pasquali è risaputo perché, siamo sinceri, alle call con le società bresciane eravamo presenti tutti, e se Baretti e i suoi consiglieri stavano con Pasquali non meritano di stare in comitato ma direttamente a Hollywood pronti per l'oscar della miglior interpretazione. Detto che cambiare idea è lecito, c'è solo una cosa che non riusciamo a comprendere e cioè perché uno che sta in ospedale, che ha lottato, e forse lo fa ancora, tra la vita e la morte, deve essere tirato in ballo in una contesa elettorale? Veramente la nostra società si è ormai ridotta ad un letamaio tale che anche violare la sfera personale della salute non è più un tabù? Quali interessi ci possono essere per portare la discussione così in basso? Noi diciamo che qualunque essi siano non giustificano le cose che stanno succedendo sulla pelle di una persona stimata e rispettata da tutti che ha fatto le sue scelte, questo è chiarissimo, e non andrebbe tirata per la giacchetta a destra e sinistra. Tiriamo in ballo chi si può difendere, chi può dire la sua, chi può confermare o smentire le cose che vengono dette. Fare campagna elettorale in queste condizioni è triste anche per noi che dobbiamo raccontare gli eventi ai nostri lettori.
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