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Dopo quindici anni Varese cambia Delegato. De Carli pugnalato alle spalle da Bianchi

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Il Delegato di Varese Alessio De Carli

Dopo oltre quindici anni la Delegazione di Varese ha cambiato Delegato. Alessio De Carli ha ceduto (o meglio, è stato costretto a cedere) il timone a Lorenzo Bianchi, numero due della Delegazione da otto stagioni. Un avvicendamento che, per chi è attento osservatore della politica sportiva, non ha sorpreso affatto visti i buoni uffici del neo-Delegato con alcune società che hanno avuto peso nella partita delle nomine (Morazzone e Varesina in primis). Dal tardo pomeriggio di venerdì, ovvero dalla pubblicazione delle nomine da parte del CRL, il telefono di Alessio De Carli non ha praticamente smesso di squillare: tanti gli attestati di stima ricevuti da presidenti di società, allenatori, Delegati Provinciali e consiglieri Regionali. Tante chiamate, tra cui anche quella del presidente del CRL Carlo Tavecchio che De Carli racconta così: «Mi ha chiamato per comunicarmi la decisione e che appena sarà a Varese per i suoi impegni vorrebbe incontrarmi: la sua chiamata mi ha fatto piacere». Scelta delle società, non della maggioranza ma delle più pesanti, almeno questa sembra essere la lettura visto che dei presidenti tra Prima e Terza Categoria si sono detti pronti a far partire una raccolta firme a sostegno di De Carli (e ovviamente contro il nuovo Delegato che, a quanto constatato, un paio di club non sapevano nemmeno chi fosse). «Da qualcuno mi viene imputata la riunione organizzata con Cattelan prima di Natale, ma in quel momento Cattelan era il reggente, quindi il mio presidente, e se mi ha chiesto di organizzare una riunione io dovevo farlo. Il contenuto delle chiamate che sto ricevendo è quasi sempre lo stesso: le società, che pure fanno parte del Team Nord-Ovest, mi hanno detto che non sapevano nulla della volontà di cambiarmi e che se fossero state messe al corrente si sarebbero opposte alla proposta di nominare Bianchi», dice De Carli.

In Delegazione a Varese in questi anni si era creato un team affiatato, almeno così appariva all'esterno, e in molti ipotizzavano che nel caso di mancata conferma di Alessio De Carli tutti i collaboratori avrebbero deciso di lasciare la Delegazione. Ma quando si parla di poltrone il romanticismo non esiste. Un componente, di cui abbiamo grande stima, tre giorni dopo le elezioni ci ha detto senza giri di parole: «Con il Team Nord-Ovest non voglio avere nulla a che fare e non voglio che la Delegazione diventi una loro succursale: questi pensano di mettere le persone e poi comandarle da dietro. Appena va via De Carli spedisco le chiavi della Delegazione per posta direttamente a Tavecchio». A quanto si apprende quel componente ha tenuto il suo posto e la sua amata tessera visto che gli unici epurati sono Antonio Cacciatore (ex allenatore delle Rappresentative) e Sabrina De Carli, figlia del Delegato, che si occupava della contabilità. «Il 23 dicembre avevo parlato con i miei collaboratori e gli avevo detto di prepararsi mentalmente che sarebbero potute cambiare delle cose, visto che nessuno dei due candidati alla presidenza del CRL mi aveva contattato. Ho detto loro di iniziare a ragionare a un addio al Comitato: alcuni mi hanno detto che sarebbero venuti via, ma ho detto che le loro scelte non dovevano essere legate al mio futuro». E si arriva così all'ultima settimana, quella che ha portato alla designazione di Lorenzo Bianchi che, fino a sabato sera quando abbiamo sentito De Carli, non aveva ancora telefonato a colui che è stato per anni la sua guida. «L'ho sentito mercoledì e giovedì: il primo giorno mi ha detto che era stato convocato a Besnate, l'indomani che aveva accettato e aveva messo come condizione che tra i componenti non ci fosse Basso di Sprint e Sport. Dopo l'ufficialità della nomina non l'ho sentito telefonicamente ma solo in una chat della Delegazione dove ha scritto un messaggio di ringraziamento. Diciamo che la tempistica mi lascia un po' perplesso: una decisione simile non si accetta in dodici ore ma richiede più tempo. Un presidente mi ha detto che il suo nome era uscito molto prima in una call, addirittura proposto come consigliere regionale». Da persona per bene e sempre al di sopra delle parti Alessio De Carli guarda, anche, al futuro della Delegazione: «Auguro a tutti i componenti un buon lavoro. Sento dire da più parti ormai che come vice-Delegato è stato designato Andrea Milani: magari quando arriverà la nomina qualcuno potrebbe porsi la questione che il papà, Franco, fa parte della Varesina e si occupa di scouting…».

Il bilancio di oltre quindici anni? Con un po' di commozione De Carli dice: «Ho vissuto in quello che era il mio mondo e ho fatto quello che mi piaceva. Sapevo che era impossibile accontentare tutti ma ho sempre fatto il massimo per le società: sicuramente avrò fatto degli errori ma sempre in buona fede. Ringrazio le società che mi hanno fatto lavorare, la mia famiglia che mi ha sempre supportato. Penso che ricevere tante telefonate in questi ultimi due giorni sia la cosa che mi porterò dentro per sempre: ho sentito dirigenti di società commossi, dei consiglieri regionali che mi hanno manifestato la loro vicinanza e, nel caso di Introzzi, il disappunto per la mia rimozione». Su chi abbia deciso sulle proprie sorti De Carli dice: «Con il nostro consigliere di riferimento Dario Lo Bello, che purtroppo è impossibilitato a partecipare alle riunioni, non so chi abbia potuto essere così pressante nei miei confronti: non vorrei che la causa fosse quella mail mandata in estate al Morazzone riguardo i soldi delle spese arbitrali restituite per la Coppa Varese che erano stati accreditati tutti a loro ma che erano delle altre società. Anche perché, a quanto ne so, da Morazzone sono stati tra i più attivi nel chiedere la mia rimozione da Delegato».

I quindici anni di presidenza De Carli sono stati anche caratterizzati dai successi delle Rappresentative Allievi '95 e Giovanissimi 2004. «Per me vincere due Tornei delle Province, arrivate altre volte in finale e in semifinale, è una grande soddisfazione. Nel mio periodo ho visto anche due varesine vincere la Coppa Italia Eccellenza: il Gavirate appena insediatomi e il Varese». Quindici anni sono impossibili da cancellare: per quanto dato, però, il finale avrebbe dovuto avere un esito differente.

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